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"Il modello UCK: gli albanesi in Serbia fondano l'UCPMB"
| Data: 18-10-2000 | | Fonte: "Sudosteuropa" |
| Autore: Stephan Lipsius |
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NOTIZIE EST #360 - KOSOVO
18 ottobre 2000
IL MODELLO UCK: GLI ALBANESI IN SERBIA FONDANO L'UCPMB
di Stephan Lipsius - ("Sudosteuropa", n.3-4/2000)
[Il pezzo che segue, uscito nel maggio scorso, offre molti particolari inediti su tutto ciò che in Kosovo, o ai suoi confini, si muove "a sinistra" di Thaci. Nella parte introduttiva, qui non tradotta, l'autore riassume i fatti salienti verificatisi negli ultimi anni nella zona di Presevo, Medvedja e Bujanovac (il "Kosovo Orientale"), separata nel 1944-45 dal Kosovo, dove nel 1992 il Partito di Azione Democratica (PVD), rappresentante la maggioranza albanese della zona e legato alla LDK di Rugova, ha organizzato un referendum per l'autonomia, con la prospettiva di un'unione a un Kosovo indipendente. E' in questa stessa zona che nel gennaio 1999 ha fatto la sua comparsa l'UCPMB (Esercito di Liberazione di Presheva, Medveda e Bujanovc) che il 24 marzo ha infine firmato un impegno a interrompere le proprie attività militari, dopo un incontro con Hashim Thaci e il rappresentante USA a Pristina Christopher Dell. Nel testo originale vi sono alcune tabelle sulla composizione degli organi amministrativi del Kosovo che non abbiamo qui riprodotto - A. Ferrario]
[...]
L'ESERCITO NAZIONALE ALBANESE (AKSH)
L'UCPMB non è assolutamente il primo caso di creazione di una nuova formazione armata degli albanesi sul territorio della ex Jugoslavia dopo lo scioglimento ufficiale dell'UCK il 20 settembre dell'anno scorso e la sua trasformazione nel cosiddetto "Corpo di difesa del Kosovo" (TMK), secondo l'esempio delle forze europee occidentali di protezione civile. Il 15 gennaio di quest'anno, infatti, nel capoluogo municipale di Podujevo, in Kosovo, sono comparsi per la prima volta volantini di un "Esercito Nazionale Albanese (AKSH). In tali volantini, questa organizzazione, fino ad allora ignota, dichiarava la ripresa della lotta armata e condannava duramente il diffondersi della criminalità e della prostituzione in Kosovo che secondo essa offendono l'onore nazionale dei kosovari [13]. I volantini non contenevano rivendicazioni politiche.
Dopo poco più di tre settimane, il 7 febbraio, l'agenzia di stampa kosovara "Kosovapress" ha pubblicato infine il primo comunicato dell'AKSH, ricevuto da essa, così come da altri media, via fax. In tale comunicato l'AKSH si assumeva la responsabilità dell'attacco contro il posto di polizia di Aracinovo, nella vicina Macedonia, durante il quale, nella metà di marzo, erano stati uccisi quattro poliziotti macedoni. In un primo momento si riteneva che dietro l'AKSH vi fosse il Partito Rivoluzionario Albanese (PRSH) [14]. La più piccola tra le tre organizzazioni politiche illegali degli albanesi del Kosovo esistenti in passato continua, anche dopo l'entrata della NATO in Kosovo, a insistere duramente sul proprio status di organizzazione illegale che opera clandestinamente, a differenza del Movimento Rivoluzionario per la Liberazione del Kosovo (LKCK). Similmente alla LKCK che, pur mantenendo il suo nome, già nel giugno dell'anno scorso aveva deciso di trasformarsi in un partito legale, anche il PRSH disponeva di un'ala armata fin dalla sua fondazione, avvenuta prima del 1992. Le "Forze armate del PRSH" si erano unite all'allora UCK già all'inizio del 1998, prima della "Guerriglia della LKCK". In segno di protesta contro la partecipazione della direzione politica intorno a Thaci alle trattative di pace per il Kosovo a Parigi, il PRSH aveva ritirato nel febbraio del 1999 le proprie forze armate, che combattevano principalmente nella "VII zona operativa dell'UCK" ("Zona Operativa Kadarak") [La zona sud-orientale del Kosovo, oggi sotto controllo USA - N.d.T.].
Parti dell'ala armata del PRSH potrebbero costituire, secondo alcune supposizioni, il nucleo della AKSH in Macedonia, al quale, oltre ad esse, si sarebbero uniti ex membri dell'UCK senza appartenenza di partito. All'inizio di aprile, tuttavia, il portavoce del comitato centrale del PRSH ha negato legami diretti tra il suo partito e l'AKSH. Ha confermato tuttavia il massiccio appoggio dato all'AKSH da organizzazioni illegali [15]. Prima della fondazione dell'AKSH, il PRSH, una forza strettamente marxista che si ritiene fedele ai dettami dell'ex capo di stato e di partito albanese Enver Hoxha, ha cercato nel corso dell'autunno del 1999 di mettere insieme un "Fronte Nazionale Unito Albanese" composto da organizzazioni e gruppi che non consideravano come terminata la lotta armata per l'indipendenza del Kosovo e per l'unione statale di tutte le aree della ex Jugoslavia popolate da albanesi, ivi inclusa l'Albania [16]. I relativi piani tuttavia sono falliti a causa della posizione negativa di quelli che erano potenziali partner in una tale unione.
Solo il maggiore tra i partiti comunisti nella vicina Albania, diretto da Hysni Milloshi, cioè il Partito Comunista d'Albania (PKSH) ha fatto intendere prima di ciò la sua disponibilità a entrare nell'unione. La versione riveduta dello stesso progetto, che prevedeva anch'essa la creazione di un'ala armata, è stata a sua volta abbandonata verso la metà del dicembre 1999. Come sigla dell'ala armata del Fronte Nazionale Unito Albanese era prevista quella già nota di UCK, che tuttavia non doveva più stare a significare "Esercito di Liberazione del Kosovo" (Ushtria Clirimtare e Kosoves), bensì "Esercito di Liberazione Nazionale" (Ushtria Clirimtare Kombetare).
LE PROPOSTE DI TRATTATIVE VENGONO RIFIUTATE
Straordinariamente attivo nell'ilegalità, il PRSH è l'unico tra i partiti politici (nel frattempo moltiplicatisi) degli albanesi del Kosovo con il quale l'Amministrazione temporanea del Kosovo (UNMIK) non mantiene contatti. Anche se il PRSH all'inizio non è stato preso in considerazione dall'UNMIK e dal suo capo Bernard Kouchner a causa della sua piuttosto scarsa rilevanza politica e del suo programma nazionalistico estremo, negli ultimi tempi vi sono stati tentativi da parte dell'UNMIK di aprire, attraverso mediatori, canali di discussione con il partito marxista. Le relative iniziative sono state rifiutate dal PRSH. Il comitato centrale ha dichiarato di non avere alcun interesse all'instaurazione di contatti [17].
Il PRSH è anche uno dei pochi partiti kosovari che non fa parte del Consiglio Temporaneo (Kosovo Transitional Council / KTC) dell'UNMIK, l'organismo in cui sono rappresentati i più importanti partiti politici e le maggiori organizzazioni pubbliche, culturali e sociali, e che rappresenta una specie di parlamento (con funzione esclusivamente di consulenza) il cui compito è quello di affiancare il lavoro del Consiglio Amministrativo (Interim Administrative Council / IAC) [18].
Il KTC è figlio del più vecchio Consiglio ad Interim (IAC), creato dall'UNMIK poco dopo l'assunzione delle funzioni amministrative al fine di disporre di un contatto diretto per consultarsi con i rappresentanti dei vertici albanesi e serbi. In un accordo firmato il 15 dicembre 1999, l'UNMIK e i due governi concorrenziali di Hashim Thaci e Bujar Bukoshi si erano accordati per la creazione di un consiglio amministrativo sotto forma di uno pseudo-governo. In conseguenza di questo atto i due rispettivi governi si sono sciolti il 1 febbraio di quest'anno.
All'interno dello IAC, tuttavia, sono rappresentati per la parte albanese solo i tre blocchi politici che avevano partecipato alle trattative di pace del Gruppo di Contatto internazionale per i Balcani nel febbraio e nel marzo del 1999 a Rambouillet e a Parigi. Oltre ai rappresentanti della moderata Lega Democratica del Kosovo (LDK) di Ibrahim Rugova, la delegazione di allora era composta da rappresentanti dell'UCK, che per la maggior parte appartenevano all'organizzazione illegale Partito per il Progresso Democratico del Kosovo (PPDK), nonché l'unione di partiti denominata Movimento Democratico Unito (LBD). Sotto il mantello del LBD, guidato dal Movimento Democratico Albanese (LDSH) scissosi dalla LDK, si erano riuniti sette partiti e organizzazioni più piccoli, generalmente a sinistra della LDK.
All'interno dello IAC si è giunti ad un accordo per la rotazione delle cariche, per cui ogni membro del consiglio amministrativo, con l'eccezione del suo presidente [Bernard Kouchner - N.d.T.], ricoprirà rispettivamente per sei mesi il posto di vicepresidente.
Sottoposti direttamente allo IAC sono i cosiddetti dipartimenti, che vengono diretti ciascuno collettivamente da un membro delle forze rappresentate nel consiglio amministrativo e da un delegato dell'UNMIK.
Fino a poco tempo fa sono rimasti senza alcuna presenza [in questi organismi], oltre al PRSH, anche la LPK (ovverso quella sua parte che è rimasta sotto tale sigla), nonché la UNIKOMB (Partito di Unità Nazionale), attiva anche nella vicina Albania. Oltre a queste tre forze, anche i partiti di nuova creazione formatisi nel periodo fino alla fine di aprile 2000 non sono stati presi in considerazione nella "spartizione dei posti". I membri dello IAC, invece, hanno diritto, in funzione della loro carica, anche a un posto nel KTC.
Il Consiglio Temporaneo (KTC) svolge il ruolo di piattaforma soprattutto per i piccoli partiti e le piccole organizzazioni che non sono inclusi nel Consiglio Amministrativo (IAC). Sia il Partito Socialdemocratico del Kosovo (PSDK) che il Partito Democristiano Albanese (PSHDK) da lungo tempo si sono tuttavia scissi rispettivamente in due alli in reciproca concorrenza che rivendicano ciascuna il diritto a una partecipazione autonoma. Il PSDK e il PSHDK sono quindi rappresentati nel KTC ciascuno da due membri (cioè i rispettivi "presidenti" delle frazioni in concorrenza).
L'INFLUENZA MARGINALE DEL PRSH
In occasione di una seduta allargata del proprio comitato centrale, tenutasi dal 10 al 15 aprile a Prizren, nel settore tedesco, in condizioni di rigorosa clandestinità, e che in principio avrebbe dovuto essere il 3° congresso del partito, il PRSH, che secondo dati dello stesso partito dovrebbe avere più di 1000 membri in Kosovo, ha chiarito infine le sue nuove strategie di lotta armata. Tra i partecipanti alla riunione vi era anche una delegazione di due membri dell'UCPMB, la cui lotta nella Serbia meridionale, si è deciso, doveva continuare a essere appoggiata. L'influenza politica del PRSH sui nuovi "guerriglieri" del "Kosovo orientale" sembrerebbe essere tuttavia di carattere limitato.
Un maggiore peso politico viene attribuito alle formazioni della ex LPK. La più grande tra le organizzazioni illegali esistenti nel corso degli anni '90 è nata da parte sua nel 1982 dall'unione di quattro organizzazioni, allora illegali, degli albanesi della ex Jugoslavia. Tali organizzazioni che avevano preceduto la formazione nazionalista di sinistra LPK avevano già in precedenza elaborato le rispettive varianti di teoria di guerra popolare comunista, o nazionalista, che nel corso del 1993 hanno trovato con la creazione dell'UCK la propria applicazione pratica.
Fino allo svilupparsi di una struttura politica propria dell'UCK, nel corso dell'estate del 1998, la LPK, dalla quale è provenuta l'iniziativa della creazione dell'UCK, ha voluto per sé la rappresentanza politica dell'UCK stessa. Ma anche dopo la nomina il 13 agosto 1998, da parte dell'allora Quartier generale dell'UCK, di un gruppo di rappresentanti politici composto da sei membri, si è conservata l'influenza dominante della LPK sull'UCK. Della LPK facevano parte, con un'unica eccezione [Adem Demaci - N.d.T.], tutti i cosiddetti rappresentanti politici dell'UCK". Tra i nominati vi era anche Hashim Thaci, che dall'aprile del 1999 fino allo scioglimento alla fine di gennaio di quest'anno, ha guidato il governo terporaneo del Kosovo, generalmente rispettato, ma non riconosciuto, internazionalmente [19].
Dallo scioglimento e trasformazione della componente militare dell'UCK nell'organizzazione TMK sua erede nel settembre dell'anno scorso, il nucleo rimasto più intatto tra tutti è quello della direzione politica dell'UCK, il cosiddetto "Direttorato Politico dell'UCK" sotto la direzione di Hashim Thaci. La sua trasformazione in un partito regolare si è dimostrata, a causa delle liti interne, molto più difficile e si è realizzata solo il 10 ottobre dell'anno scorso con la fondazione del PPDK [oggi Partito Democratico del Kosovo, PDK - N.d.T.], la cui presidenza è stata assunta da Hashim Thaci [20]. Oltre al "Direttorato Politico dell'UCK" è sorto anche il Partito di Unione Democratica (PDM) di Bardhyl Mahmuti. Tale partito era stato creato solo alcuni mesi prima, il 4 luglio 1999, come organizzazione ufficialmente erede della fino ad allora illegale LPK, la quale, con il suo 5° (e ultimo) congresso di partito tenutosi il 27 giugno aveva deliberato il proprio sciolgimento [21]. La trasformazione della LPK in un partito legale è stata tuttavia contestata nell'ambito delle ex organizzazioni illegali. Così, poco più tardi, rappresentanti soprattutto della diaspora della LPK all'estero hanno dichiarato illegittimo lo scioglimento della LPK. Tra i portavoce di questi ultimi spicca in particolare Beqir Beqa, che risiede in Svizzera.
LA RIORGANIZZAZIONE DELLA LPK
Mentre il PPDK di Hashim Thaci ha proseguito il suo cammino verso il ruolo di maggiore partito degli albanesi del Kosovo, insieme alla moderata LDK del leader pacifista Ibrahim Rugova, la "LPK residua" in principio è rimasta assente dalla scena. Solo all'inizio di quest'anno la LPK ha fatto molti sforzi per la riorganizzazione di quello che rimaneva delle strutture nella diaspora e in Kosovo, muovendosi successivamente, fino alla fine di aprile, per essere accolta nel KTC, senza tuttavia ottenere successo in quest'ultimo caso. Musa Xhaferri in Svizzera e Rexhe Iberdemj in Germania e Austria, erano a conoscenza della ricostituzione della LPK. L'ultimo dei due faceva parte del "Gruppo di Rappresentanza Diplomatica" dell'UCK, formato alla metà di ottobre del 1998.
Come coordinatore della LPK in Kosovo agiva Emrush Xhemaili, il quale dal 1991, quale direttore per le questioni economiche della direzione esteri, faceva parte del gruppo più ristretto dei dirigenti della LPK, ma nel corso di una lotta interna per il potere nel 1998 è stato deposto dal proprio incarico in occasione del 4° congresso della LPK tenutosi in Svizzera. Xhemaili si era in precedenza dichiarato, insieme ad altri rappresentanti della direzione nella diaspora, contro la creazione di strutture politiche all'interno dell'UCK (diventate successivamente, il "Direttorato Politico dell'UCK"). (Tale frazione è quella che poi ha dichiarato anch'essa come illegale lo scioglimento della LPK, costituendo il nucleo della "LPK residua"). Dopo l'entrata della comunità internazionale in Kosovo, l'ex comandante dell'UCK Xhemaili ha assunto in un primo tempo la funzione di consulente politico di Ramush Haradinaj nel suo quartier generale di Babaloc/Baballoq.
Per questo in un primo momento anche a Ramush Haradinaj sono state attribuite simpatie nei confronti della LPK. L'ex comandante della "III zona operativa dell'UCK" ("Zona Operativa Dukagjini"), che dopo lo scioglimento dell'UCK aveva assunto la direzione della cosiddetta "II zona di difesa del TMK", è asceso all'inizio di quest'anno, insieme a Sylejman Selimi, fino a diventare uno dei vicecapi della TMK di Agim Ceku. All'inizio di marzo, tuttavia, Haradinaj ha dichiarato l'abbandono della sua funzione all'interno del TMK con l'intenzione di creare un'"Alleanza degli Albanesi" [22]. Nella seconda metà di aprile Haradinaj ha presentato la sua idea di creazione dell'unione "Alternative per il Kosovo" (AT). Non è stato chiarito, tuttavia, se questa nuova creazione rappresenta un'unione di partiti, analogamente alla LBD, oppure se costituisce un partito a parte. Il 24 e 25 aprile, l'ex vice-capo del TMK ha organizzato un incontro con i rappresentanti di LPK, LKCK, PPK (Partito Parlamentare del Kosovo) e UNIKOMB. Questi ultimi due partiti avevano precedentemente abbandonato, alla fine dell'anno scorso, la LBD. In queste trattative, tra le altre cose, è stata all'ordine del giorno la possibilità di una fusione dei quattro partiti nazionalisti [23].
Come "mano destra" di Xhemaili, e quindi della LPK, all'interno della UCPMB è noto anche Jonuz Misliu. L'albanese, che si definisce "Rappresentante Politico" della UCPMB fa anch'egli parte della LPK e ha firmato da parte dell'esercito di liberazione l'accordo del 24 marzo di quest'anno, nel quale la UCPMB si impegna a interrompere le proprie azioni armate. Non desta quindi meraviglia il fatto che in occasione di una conferenza stampa della LPK Xhemaili abbia lodato con entusiasmo il lavoro svolto per l'accordo, richiamandosi al nome di Jonuz Misliu, al quale dopo l'accordo è stata assegnata la direzione del "Consiglio Politico" [24]. All'interno della UCPMB, tuttavia, l'accordo è rimasto contestato. Alcuni giorni dopo, l'autorevole giornale kosovaro "Koha Ditore" ha pubblicato un comunicato del quartier generale dell'UCPMB secondo cui non si poteva in alcun modo parlare di uno scioglimento dell'UCPMB. Quest'ultimo ha negato anche ogni contatto con l'AKSH.
Rimane poco chiaro anche quale sia stata la linea successivamente seguita da Shefqet Hasani. Hasani, 54 anni, all'inizio di aprile si trovava in Svizzera. Nelle sue numerose comparse presso i club kosovari locali, l'ex combattente dell'UCK raccoglieva soldi per il "suo" UCPMB di Dobroshin. I suoi sostenitori hanno continuato i pattugliamenti in uniforme nel piccolo villaggio anche dopo l'accordo del 24 marzo; gli abitanti civili di Dobroshin avevano abbandonato il villaggio già tra gennaio e febbraio.
In maniera contraddittoria rispetto all'UCPMB si sono pronunciati i rappresentanti del PDV [Partito di Azione Democratica, il partito degli albanesi della zona di Presevo, Medvedja e Bujanovac - N.d.T.], che in passato era strettamente legato alla LDK. Il presidente del PVD, nonché sindaco di Presevo, Riza Halimi, ha preso le distanze dall'UCPMB nell'intervista concessa a un giornale [26], attribuendogli comunque un'importanza locale, ma poco dopo, alla televisione albanese, si è pronunciato in maniera decisamente favorevole rispetto ai motivi e agli obiettivi dei guerriglieri [27]. Differentemente, presso la LKCK si nota una chiara presa di distanza nei confronti dell'AKSH e dell'UCPMB. I due gruppi sono stati accusati dalla LKCK, frutto a sua volta di una scissione della LPK illegale nel 1993, di ripetere gli errori tattici dell'UCK [28].
All'inizio di maggio di quest'anno si sono infine fatte più fitte le informazioni di una cooperazione tra la AKSH (albanese) in Macedonia e l'ala dell'UCPMB che non si ritiene vincolata dall'accordo del 24 marzo di quest'anno e dai tentativi di soluzione politica in esso concordati. Così, i membri delle due formazioni militaristiche si sono accordati su un approccio comune, ovvero su una coerenza nel tempo delle loro "guerre di liberazione". Secondo tali accordi, l'AKSH deve attivarsi in Macedonia solo dopo una soluzione (militare) del "problema del Kosovo orientale". Come contromossa, l'ala radicale dell'UCPMB prevede in una seconda fase un appoggio alla lotta dell'AKSH in Macedonia. Una parte del corpo d'armata dell'AKSH si trovava per tale motivo nella Serbia meridionale già nel corso del maggio di quest'anno, secondo informazioni provenienti da ambienti vicini al PRSH.
Le due organizzazioni hanno tuttavia ottenuto il maggiore sostegno dal PRSH, attivo in tutte le aree della ex Jugoslavia abitate da albanesi e in Albania, il quale da parte sua si è inoltre opposto alle iniziative per mettere ordine nel panorama dei partiti politici comunisti in Albania. Per questo motivo, il PRSH, nonostante l'invito, non ha preso parte nella primavera scorsa alle trattative per un'unione tra il PKSH di Hysni Milloshi e il Partito Comunista Unito d'Albania (PKBSH), che sono rimaste senza frutto, almeno fino all'inizio di maggio. Il PKBSH era stato creato il 5 luglio dell'anno scorso attraverso la fusione del Nuovo Partito del lavoro d'Albania (PRPSH) con il "Partito Comunista d'Albania / Ricostituito" (PKSHR).
LA FRAMMENTAZIONE DEL PANORAMA POLITICO DI SINISTRA
Alla frammentazione in Kosovo dell'ex blocco "UCK/LPK" aveva contribuito in precedenza, il 10 marzo, anche l'ex comandante dell'UCK Naim Maloku, con l'annuncio della fondazione del "Partito Liberale di Centro" (PLQ) [29]. Alcune settimane prima di tale evento, l'ex membro della direzione della LPK, Muhamet Kelmendi, aveva assunto la direzione "commissariata" della UNIKOMB, sostituendosi in tale carica ad Afrim Morina, il quale aveva diretto quale commissario il partito nazionalista di sinistra dopo l'arresto del presidente del partito Ukshin Hoti nel marzo del 1993, la cui sorte ancora oggi è ignota [il suo termine di carcerazione è scaduto nel maggio del '99, in piena guerra, mentre era detenuto in Kosovo - compagni di prigionia hanno detto di averlo visto uscire in tale occasione, ma da quel momento di lui non si è più saputo nulla e si dà per scontato che sia stato ucciso - N.d.T.].
Muhamet Kelmendi che, come vicepresidente della sezione estera della LPK, è stato tra il 1991 e il 1998 uno dei più noti funzionari dell'organizzazione illegale, è uscito dalla LPK nel maggio 1998, dopo che gli è stato tolto l'incarico. Nell'autunno del 1999 un libro da lui pubblicato sull'UCK, nel quale racconta in maniera aperta le lotte politiche intestine per il potere all'interno dell'esercito di liberazione e della LPK, gli ha guadagnato una notevole autorità tra gli albanesi del Kosovo [30].
Gli sforzi di Hashim Thaci per conseguire la leadership politica all'interno del suo PPDK hanno ricevuto un forte contraccolpo con le dimissioni del vice-capo del partito Bardhyl Mahmuti il 5 aprile [31]. Le cause delle sue dimissioni trovano radici non tanto in contraddizioni politiche, quanto piuttosto nell'inimicizia personale che è andata sviluppandosi nel corso della lotta di liberazione e che è legata alla parallela rapida ascesa al potere di Thaci come leader politico dell'UCK. Perfino la creazione dello stesso PPDK è stata notevolmente ritardata a causa dei notevoli contrasti tra i due politici. Così, dopo la fondazione del PBD da parte di Mahmuti il 4 luglio si è dovuto attendere fino al 10 ottobre prima che nelle trattative, minacciate numerose volte dal fallimento, si giungesse a una fusione del PBD e del "Direttorato Politico dell'UCK" nel PPDK.
Il PPDK si è trovato di fronte a forti pressioni da sinistra provenienti dalle forze politiche nazionaliste di sinistra che collaborano all'interno della AT [di Haradinaj, diventata nel frattempo AAK - N.d.T.]. Per il PPDK, che si viene a trovare stretto tra la LDK e i partiti più piccoli di sinistra, i quali, non essendo vincolati da responsabilità di governo o amministrative non si conformano politicamente all'UNMIK, si crea una situazione sempre più difficile.
NOTE:
[13] http://www.kosovapress.com , 16.01.2000
[14] Lipsius, Stephan, "Kommunistische Parteien in Albanien und Kosovo - Vorbild Enver Hoxha?", in Sudosteuropa, 47 (1998), 10-11, pagg. 536-545
[15] Conversazione telefonica con il portavoce del Comitato Centrale del PRSH, Gafur Adili, 5 aprile 2000
[16] Kushtrimi i Lirise (organo del PRSH), n. 76. settembre/ottobre 1999
[17] Conversazione telefonica con il portavoce del Comitato Centrale del PRSH, Gafur Adili, 25 marzo 2000
[18] Informazione attuale sulle sedute dei due organismi: http://www.un.org/peace/kosovo1.htm
[19] Lipsius, Stephan, "Neue Ministre und Ressorts in Kosovo", Sudosteuropa, 48 (1999), 9-10, pagg. 496-505
[20] Rilindja, 12 ottobre 1999
[21] Zeri i Kosoves, 6 luglio 1999
[22] Koha Ditore, 5 marzo 2000
[23] http://www.kosovapress.com, 25 aprile 2000
[24] Zeri i Kosoves, 29 marzo 2000
[25] Si veda l'intervista con un membro anonimo dell'UCPMB in: Gazeta Shqiptare, 5 marzo 2000
[26] Rilindja, 7 marzo 2000; Koha Ditore, 11 marzo 2000
[27] Televizion Shqiptar, 15 marzo 2000
[28] E-mail della LKCK inviata il 13 marzo 2000 all'autore
[29] http: //www.kosovapress.com, 11 marzo 2000
[30] Kelmendi, Muhamet, "Pse nuk un Ndertua Fronti per Clirimin e Kosoves" ("Perché è fallita la creazione di un Fronte di Liberazione del Kosovo"), Tirana, 1999
[31] Koha Jone, 7 aprile 2000
| Data: 18-10-2000 | | Fonte: "Sudosteuropa" |
| Autore: Stephan Lipsius |
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