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"Documento: La piattaforma del governo del Montenegro"
| Data: 07-01-2001 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #384 - SERBIA/MONTENEGRO
7 gennaio 2001
DOCUMENTO: LA PIATTAFORMA DEL GOVERNO DEL MONTENEGRO
(da "Danas", 29 dicembre 2000)
LE BASI PER NUOVI RAPPORTI TRA IL MONTENEGRO E LA SERBIA E I RAPPORTI ESISTITI FINO A OGGI TRA IL MONTENEGRO E LA SERBIA NELLA REPUBBLICA FEDERALE JUGOSLAVA
1. Partendo dalla statualità storica e secolare del Montenegro, dal diritto inalienabile del Montenegro all'autodeterminazione, verificato dalle delibere delle Nazioni Unite e dalla commissione Badinter e confermato dalla Costituzione del Montenegro del 1992:
- I cittadini del Montenegro hanno deciso di formare con la Serbia uno stato unitario - la Repubblica Federale Jugoslava (SRJ). I cittadini del Montenegro desideravano e si attendevano che la SRJ sarebbe stata una comunità statuale democratica di repubbliche con pari diritti e di cittadini con pari diritti. Tuttavia, nel corso dell'esistenza della SRJ si sono verificati abusi da parte degli organi e delle istituzioni della SRJ che hanno avuto come conseguenza rapporti non democratici e grossolane violazioni dei principi costituzionali relativi ai pari diritti delle repubbliche e dei cittadini, a danno del Montenegro.
- Dopo le elezioni parlamentari in Montenegro nel maggio 1998 il governo federale e la Camera delle repubbliche del Parlamento della SRJ sono stati costituiti con una grossolana violazione della Costituzione della SRJ, dei diritti costituzionali dei cittadini del Montenegro e della loro volontà espressa in occasione di tali elezioni legali, legittime e democratiche. Tutte le istituzioni federali, in particolare quelle della giustizia e quelle dell'amministrazione, hanno funzionato e hanno adottato decisioni in maniera che andava contro l'ordine istituzionale della SRJ, mettendo in atto esclusivamente la politica non democratica e unitaristica dell'allora amministrazione federale, danneggiando così i diritti individuali e collettivi dei cittadini della Repubblica del Montenegro. Ciò si è evidenziato in particolare con la dichiarazione anticostituzionale dello stato di guerra e i relativi abusi, nonché con l'adozione di decisioni con le quali sono stati ignorati i diritti elementari del Montenegro, che non devono essere minacciati nemmeno in condizioni di stato di guerra.
- Le competenze della SRJ nel campo dei rapporti internazionali, dei passaggi di confine e del controllo delle merci, dei servizi e del traffico dei viaggiatori attraverso i confini, della posizione degli stranieri e dei soggetti giuridici stranieri, sono state messe in atto in maniera discriminatoria e con elementi di blocco economico del Montenegro.
- La messa a punto e la conduzione della politica estera della SRJ sono state effettuate senza la partecipazione e contro le posizioni politiche del Montenegro ufficiale e sono in contraddizione con le concezioni contemporanee dei rapporti internazionali. Nella politica dei quadri, dei servizi diplomatici e di quelli consolari, non è stato rispettato il principio di un'equa rappresentazione del Montenegro e della Serbia.
- E' stata violata permanentemente l'unità del mercato jugoslavo mediante la creazione illegale di punti di controllo tra le due repubbliche, che hanno avuto carattere di dogane nel mancato rispetto dei diritti elementari dei cittadini del Montenegro. Sono state sequestrate loro proprietà, si è impedito il flusso delle merci e dei capitali, sono stati impediti la libera imprenditoria e il pari trattamento dei soggetti economici.
- La politica monetaria e valutaria è stata condotta in assenza di un pari diritto di decisione e di controllo da parte del Montenegro e in maniera contraria alla Costituzione e alla legge, in particolare nell'emissione primaria di denaro e nel fissare i tassi d'interesse.
- Si è abusato in particolare dell'Esercito della Jugoslavia e ciò usurpandone il sistema di comando (civile e militare). Dal sistema di comando delle decisioni dell'Esercito Jugoslavo è stato estromesso il Presidente del Montenegro, e l'Esercito Jugoslavo è stato strumentalizzato con una politica mirata allo scopo di destabilizzare le autorità legittime del Montenegro.
- Dopo le elezioni presidenziali in Montenegro è stata fomentato, e si è tentato, un cambiamento violento delle autorità democratiche, legittime e democraticamente elette del Montenegro.
- Il sei luglio 2000 sono state apportate modifiche illegali e illegittime alla Costituzione della SRJ, che hanno costituito una violenza costituzionale nei confronti del Montenegro. Con tali modifiche è stata creata un'elezione del presidente dello stato federale e della Camera delle repubbliche del Parlamento Federale in conformità ai principi di uno stato unitario, e non di uno stato composto. Il Montenegro, a causa di un corpo elettorale di svariate volte più limitato, ha perso la possibilità di influire sul presidente dello Stato Federale e, con la sottrazione ai parlamenti delle repubbliche del diritto di eleggere i deputati nella Camera delle repubbliche, tale Camera ha cessato di difendere gli interessi delle repubbliche. Con una forzatura della Costituzione, e senza l'accordo, che è vincolante, dei parlamenti delle repubbliche, la legislazione elettorale federale è stata sottratta alla competenza delle repubbliche e trasferita a quella federale. Tali modifiche hanno dimostrato che non esiste un meccanismo costituzionale in grado di difendere dalla violenza politica la parità di diritti e addirittura la statualità del Montenegro.
2. Per questi motivi è necessaria una definizione dei rapporti tra il Montenegro e la Serbia su nuove basi. Il fatto che la Costituzione della Serbia non sia armonizzata con la Costituzione della SRJ, e che ciò non sia stato nemmeno tentato, complica ulteriormente le condizioni politiche per la ridefinizione dei rapporti tra Montenegro e Serbia.
3. - La Costituzione della SRJ del 1992 non può rappresentare la base per la creazione di nuovi rapporti tra gli stati del Montenegro e della Serbia. - E' necessario garantire con nuove procedure i rapporti tra gli stati del Montenegro e della Serbia. Il Montenegro si è pronunciato in maniera seria e responsabile a favore di trattative con la Serbia in merito alle basi, ai contesti e agli orientamenti dei futuri rapporti reciproci. Tali rapporti potranno essere fondati solamente su: - L'identità storica, statale, nazionale e culturale dei due stati e dei due popoli, e il diritto sovrano dei cittadini dell'uno e dell'altro stato di decidere in autonomia i propri destini. - Gli affari dell'unione tra Montenegro e Serbia vengono da questi ultimi affidati, nell'interesse comune, a un'unione che deve essere formata sulla base dell'interesse comune dei due stati, fondato sulle realtà storiche e culturali.
II. CARATTERE DELLA FUTURA UNIONE DEGLI STATI INDIPENDENTI E INTERNAZIONALMENTE RICONOSCIUTI DEL MONTENEGRO E DELLA SERBIA
Il punto di partenza per una nuova unione del Montenegro e della Serbia risiede nel diritto inalienabile dei rispettivi cittadini di decidere sovranamente del proprio destino statale e nazionale. Solo ciò può essere la base per la conferma dell'interesse comune a un'unione del Montenegro e della Serbia. In tal modo si creano le condizioni per superare il blocco nei loro rapporti reciproci.
- Il Montenegro e la Serbia saranno stati indipendenti e internazionalmente riconosciuti.
- L'indipendenza del Montenegro e della Serbia verrà confermata da un referendum dei loro cittadini, ai quali spetta il diritto sovrano di decidere il destino dei propri stati.
- Il Montenegro e la Serbia indipendenti e internazionalmente riconosciuti daranno vita all'unione di due stati con il pronunciamento dei loro cittadini per via referendaria.
- Il Montenegro e la Serbia si associano in un'unione consci dell'interesse comune e dell'utilità di una tale associazione, costruendo al suo interno la struttura necessaria sulla base di principi e di rapporti che sono per loro accettabili.
- In tale unione i cittadini, le loro associazioni, imprese e istituzioni, dovranno avere un'ampia possibilità di realizzare i propri interessi e le proprie necessità. Al posto di piramidi di organi statali organizzati gerarchicamente, che burocratizzano e alienano, il nuovo modello dell'unione tra Montenegro e Serbia dovrà gantire decisioni basate su regole chiare e facilmente applicabili per il comportamento degli stati.
- Il Montenegro e la Serbia, reciprocamente indipendenti nelle questioni della propria sovranità statale e nazionale, dovranno funzionare, nella realizzazione dei propri interessi comuni, in assenza di una centralizzazione.
- Per l'unione del Montenegro e della Serbia è accettabile unicamente una concezione che abbia alla sua base la posizione costituzionale degli stati, quali fonte prima di sovranità, che conferiscono parte delle proprie competenze e cioè quelle che possono essere messe in atto in maniera equa, razionale e reale nell'unione.
III. PRINCIPI DELL'UNIONE TRA MONTENEGRO E SERBIA.
I Principi dell'unione sono:
- Pari diritti nell'unione di stati.
- Ogni stato provvede autonomamente e sovranamente ai propri affari statali nell'ambito delle proprie competenze.
- L'unione provvede solo agli affari che le vengono conferiti.
- Le competenze dell'unione verranno interpretate in maniera restrittiva.
- Le competenze dell'unione, di norma, verranno messe in atto da organi degli stati membri, ed eccezionalmente dagli organi dell'unione.
- Gli organi dell'unione verranno costituiti in base al principio della parità e della decisione consensuale.
- Società aperta. - Rispetto degli standard internazionali, dei diritti e delle libertà umani, ivi inclusi i diritti particolari dei popoli minoritari.
- Economia di mercato con dominanza della proprietà privata e libertà d'impresa.
- Governo dei diritti e stato di diritto.
- Costituzionalità e legalità del Montenegro e della Serbia.
IV. COMPETENZE DELL'UNIONE DEL MONTENEGRO E DELLA SERBIA
Le competenze dell'unione del Montenegro e della Serbia dovranno essere notevolmente più limitate rispetto alle attuali competenze della SRJ. In tal modo si riduce lo spazio per possibili incomprensioni e conflitti e allo stesso tempo si dà espressione al nuovo carattere dell'unione. L'unione provvederà ai seguenti affari:
- Difesa e sicurezza esterna dell'unione.
- Politica estera dell'unione.
- Assicurazione di un mercato comune e di una valuta convertibile. Tenuto conto delle esperienze negative nel funzionamento degli organi della SRJ è necessario costituire gli organi dell'unione e fissare le modalità della loro formazione e delle loro decisioni con un atto dell'unione.
1. DIFESA E SICUREZZA ESTERNA DELL'UNIONE
- Il Montenegro e la Serbia avranno loro eserciti.
- L'esercito dovrà essere professionale, il servizio di leva verrà svolto negli stati membri e non potrà essere più lungo di 6 mesi.
- Le attività comuni dell'esercito, e quelle che sono rilevanti per il Montenegro e la Serbia, verranno comandate dal presidente dell'unione e ciò esclusivamente sulla base di decisioni del Consiglio Supremo della Difesa.
- Nel Consiglio Superiore della Difesa si deciderà in base al contemporaneo consenso dei presidenti degli stati e del presidente dell'unione. Il presidente dello stato comanda l'esercito dello stato membro di cui è presidente.
- Tenendo conto del carattere dell'unione, si propone che nell'ambito del Consiglio dei ministri coloro che occupano la posizione di ministro della difesa vengano sostituiti ogni due anni nell'ambito del mandato quadriennale da rappresentanti dell'altro stato membro.
2. POLITICA ESTERA DELL'UNIONE
Gli stati membri, come soggetto di diritto internazionale, stabiliranno e condurranno autonomamente la politica estera e le collaborazioni internazionali, in armonia con le proprie competenze costituzionali, i propri principi, i propri obiettivi e le proprie priorità. L'attività di politica estera dell'unione avrà l'obiettivo di consentire l'integrazione il più possibile efficace degli stati membri nella comunità internazionale, in particolare nelle organizzazioni e nelle istituzioni euroatlantiche, nonché una collaborazione e uno sviluppo internazionali di maggiore qualità e successo. Per questimotivi l'unione si impegna ad armonizzare e coordinare le politiche, le priorità e le attività degli stati membri. L'attività di politica estera dell'unione viene armonizzata e coordinata nell'ambito delle priorità, dei compiti e delle attività di politica estera degli stati membri. Questi ultimi avranno in tale campo una pari partecipazione e un pari controllo degli affari dell'unione, con una chiara delimitazione degli affari dell'unione e di quelli degli stati membri.
Nell'ambito del Consiglio dei ministri dell'unione, la funzione di coordinatore-ministro degli affari esteri dell'unione, verrà ricoperta, in via alternata per periodi biennali, dai ministri degli esteri degli stati membri. - Il coordinatore-ministro degli esteri dell'unione, con l'aiuto dei servizi dell'Unione, provvederà al compito di armonizzare e coordinare la politica e le attività estere degli stati membri dell'unione. Il coordinatore-ministro degli esteri dell'unione esaminerà, consultandosi regolarmente con il ministro degli esteri dell'altro stato membro, tutte le questioni riguardanti la politica estera e le collaborazioni internazionali, nell'interesse comune. Gli stati membri, in piena autonomia, finanziano le proprie rappresentanze diplomatico-consolari, nominano gli ambasciatori e i consoli generali, in conformità alla propria politica, ai propri interessi e alle proprie priorità. Essi coordinano e armonizzano reciprocamente e nell'ambito dell'unione, la politica, gli interessi e le attività in tale sfera, e concordano le modalità e le condizioni per l'utilizzo in comune degli edifici e delle infrastrutture complessive all'estero. Essi, inoltre, conferiranno all'altro stato membro l'incarico e il compito di rappresentare gli interessi nei singoli paesi o nelle singole organizzazioni internazionali nei quali uno degli stati membri non ha interessi o non ha la possibilità di una presenza diretta con una propria rappresentanza diplomatico-consolare.
3. MERCATO E VALUTA CONVERTIBILE COMUNI
L'unione dovrà avere una valuta comune convertibile all'esterno e una libera circolazione delle persone e del flusso di merci, denaro e informazioni.
V. ORGANI DELL'UNIONE, MODALITA' DI ELEZIONE E DI DECISIONE NEL LORO AMBITO
Gli affari di competenza dell'unione verranno attuati attraverso il Parlamento dell'unione e il Consiglio dei ministri.
1. Il Parlamento dell'unione
Il Parlamento dell'unione sarà monocamerale e i deputati verranno eletti su base paritaria nell'ambito delle competenze legislative esclusive degli stati membri. I deputati saranno tenuti a informare il Parlamento dei rispettivi stati membri dell'ordine del giorno fissato. Il presidente del Parlamento e il vicepresidente dovranno provenire da diversi stati membri e verranno sostituiti ogni due anni nell'ambito del mandato quadriennale. Uno stato membro avrà il diritto, attraverso il proprio Parlamento, di promuovere una procedura particolare di difesa in relazione ad atti di competenza del Parlamento dell'unione.
2. Il presidente dell'unione
Il presidente dell'unione viene eletto e nominato dal Parlamento dell'unione, in presenza dell'accordo preventivo dei parlamenti degli stati membri. Il presidente dell'unione e il presidente del Consiglio dei ministri dovranno essere di stati membri diversi e rappresentare partiti o coalizioni di maggioranza di tali stati membri. - Su richiesta di membri del governo facenti parte del Partito Socialdemocratico, il governo ha constatato la posizione di tale partito secondo cui l'esistenza del presidente dell'unione non è in armonia con il carattere di unione degli stati indipendenti e internazionalmente riconosciuti Montenegro e Serbia.
3. Il Consiglio dei ministri dell'unione
Il Consiglio dei ministri dell'unione svolge i compiti esecutivi affidatigli nell'ambito delle competenze dell'unione e avrà un presidente e un vicepresidente, nonché un ministro degli esteri, un ministro della difesa, un ministro delle finanze e un ministro per i rapporti economici. Il vicepresidente del Consiglio dei ministri deve essere di un altro stato membro rispetto al presidente e i viceministri di un altro stato membro rispetto ai ministri. Uno stato membro avrà il diritto, attraverso il proprio Governo, di avviare una procedura particolare di difesa rispetto ad atti di competenza del Consiglio dei ministri.
IV. BASI DEI RAPPORTI ECONOMICI TRA IL MONTENEGRO E LA SERBIA
Nell'ambito dei rapporti economici ci saranno:
- MERCATO COMUNE - Libero flusso delle merci, dei capitali, delle persone e delle informazioni nello spazio dell'unione, con la difesa dei diritti di proprietà, la libera creazione di soggetti economici e la libera stipula di accordi.
- TERRITORIO DOGANALE UNICO - L'unione sarà un unico territorio doganale senza dazi interni, in conformità alle regole dell'Organizzazione Mondiale per il Commercio che derivano dallo status di paese in via di sviluppo. Il sistema doganale è di competenza degli stati membri. La politica e le tariffe doganali potranno essere armonizzate con accordi particolari mediante i quali verranno garantiti gli interessi specifici degli stati membri (produzioni strategiche, idee di sviluppo strategiche, zone di libero scambio e società offshore ecc.).
MONETA COMUNE CONVERTIBILE - L'unione dovrà avere una moneta esternamente convertibile con copertura valutaria di qualità. La convertibilità verrà confermata da un atto dell'unione. Gli stati membri conservano il diritto a un proprio sistema monetario nel caso in cui l'unione monetaria dovesse rappresentare un limite alla realizzazione delle proprie decisioni strategiche in seguito al turbamento della stabilità monetaria o ad azioni di altri fattori. Ogni stato membro avrà la propria banca centrale.
| Data: 07-01-2001 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Autori vari |
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