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Il caso 17 novembre

Data: 19-12-2003 Fonte: "Ta Nea", "Kathimerini"
Autore: a cura di Antonio Frate

N.E. BALCANI #733 - GRECIA
19 dicembre 2003


IL CASO 17 NOVEMBRE
a cura di Antonio Frate

La cronaca e i commenti della stampa greca sulla sentenza con cui si è concluso il processo contro i membri dell'organizzazione terroristica 17 novembre


In questi giorni la cronaca dei giornali ellenici ha avuto una sola protagonista: la sentenza con cui si è concluso il processo contro gli appartenenti a 17 Novembre. Il verdetto dell'organo giudicante ha sancito la condanna all'ergastolo di tre capi storici (gli imputati in tutto erano 19), appartenenti al movimento terroristico. Il 17 Novembre è la data dell'irruzione dei carri armati nel Politecnico di Atene per volere dell'allora - siamo nel 1973 - governo golpista dei colonnelli. La recente decisione della magistratura ha raccolto generale soddisfazione presso l'opinione pubblica pur con qualche riserva da parte di taluni osservatori. Riportiamo qui sotto alcuni articoli della stampa greca sull'argomento - Antonio Frate


CONTINUANO LE INDAGINI SU 17 NOVEMBRE
(da "Ta Nea" [Atene], 8 dicembre 2003)

Il ministro per l'Ordine Pubblico sig. Floridis pone l'accento sul fatto che le ricerche per la cattura degli altri membri, con un ruolo secondario tuttavia, continuano. Secondo le sue affermazioni, sono pertanto probabili nuovi sviluppi e ciò già a breve scadenza, in quanto ci sono elementi che restano da identificare. Perdura, tuttavia, il fatto che "i protagonisti" si trovano a Choridalò (località dove sorge la prigione al cui interno è stata ricavata l'aula bunker, teatro del processo a 17 Novembre -N.d.T.-) ed oggi aspettano il verdetto del Tribunale. Per quanto riguarda la sicurezza delle Olimpiadi, il ministro dell'Ordine Pubblico è rassicurante. E mostra con enfasi che c'è collaborazione con l'attività di altri paesi, ma la responsabilità finale è esclusivamente delle autorità greche.

Alla fine hanno catturato tutti i membri di 17 novembre? Ed anche se no, continua il tentativo di individuarne i rimanenti?

La realtà è che l'organizzazione 17 Novembre si trova in galera ed i soli che lo contestano ancora sono coloro che hanno rifiutato tenacemente di dire un semplice "bravo" alla polizia greca, quando ha fatto il suo dovere ed ha smantellato le organizzazioni terroristiche, chiudendo così un grande ciclo di violenza e di sangue nel nostro Paese, ciclo che ne ha intaccato l'immagine al cospetto internazionale ed ha incupito le nostre coscienze. Per quanto riguarda il seguito, abbiamo detto che i prigionieri hanno cognizione che lo sforzo non si fermerà fino a che non verranno alla luce anche gli ultimi particolari del terrorismo nostrano. Non siamo ancora del tutto tranquillizzati.

Cioè, ci state dicendo che qualche membro dell'organizzazione terroristica rimane inafferabile?

Probabilmente qualcuno che aveva un ruolo secondario potrà non essere preso. Le ricerche tuttavia continuano. E credo che presto potrà esserci un'evoluzione in questa direzione. Nondimeno i protagonisti si trovano a Koridalò ed aspettiamo il verdetto della Giustizia .

Il governo ci ha tranquillizzati, dicendo che non c'è problema per la sicurezza delle Olimpiadi. Dopo l'esplosione terroristica a Costantinopoli (così viene ancora chiamata in lingua greca l'odierna Istanbul - N. d. T.) non siete preoccupati da nuove notizie? È' cambiato qualcosa nei vostri piani, e se sì, cosa?

Non è cambiato niente, lo affermo in modo categorico. Sapete bene che su tali temi non posso dire molto, e quanti arrischiano a farlo cercano semplicemente un'altra occasione per farsi pubblicità. La risposta è che cooperiamo con tutti, con tutti i paesi, con gli USA, con l'Europa, con i paesi arabi e con gli organismi internazionali per le informazioni, le esperienze ed in genere l'equipaggiamento armato. Ma la realizzazione e l'attuazione finale è totalmente nostra. Facciamo ciò che è umanamente possibile per avere dei giochi olimpici sicuri

Più sicuri i cittadini con nuovi dipartimenti di sicurezza

La istituzione di Dipartimenti di sicurezza in Attica rafforzerà la sicurezza dei cittadini, ne è convinto il ministro Floridhis

Perché avete dismesso i Dipartimenti Interforze di Polizia una istituzione che il governo aveva mostrato come innovatrice appena pochi anni fa?

Credo che quella istituzione avesse preso il cammino senza garanzie sicure per i suoi indirizzi futuri. L'esperienza maturata nel tempo e le nuove notizie hanno mostrato che ogni settore delle mansioni di polizia- ordine, sicurezza, polizia stradale- esige una specializzazione ed un'organizzazione mirata. Il progetto che incoraggiamo oggi con l'istituzione di 96 dipartimenti di sicurezza nell'Attica crediamo che rafforzerà in modo importante la sicurezza dei cittadini nella quotidianità (omissis)



LE DUE ORE CHE HANNO SCRITTO LA STORIA
di Eva Karamanoli - ("Kathimerini" [Atene], 9 dicembre 2003)

"Riprende la seduta che era stata interrotta....". Sono le 9 in punto e la folla che aspetta fuori dall'aula d'udienza delle carceri di Coridalò è grande; avvocati, parenti, giornalisti ed un numero consistente di curiosi. Tuttavia, i tre giudici, M. Marghariits (presidente del collegio), N. Zairis, e B. Koyrakis, che reggono in 60 pagine dattiloscritte le sorti dei 19 accusati come membri dell'organizzazione, si trovano già ai loro posti. Nella Camera di Consiglio fra poco non cadrà una spilla (perché ci sarà moltissima gente N.d.T.) come all'avvio del processo il 3 marzo.
Le inarrestabili chiacchiere vengono interrotte dalla voce del presidente..."Il Collegio del Tribunale competente per i delitti ha deciso........". La lettura del verdetto di condanna degli accusati è durata appena due ore. "Non vi preoccupate, ve lo daremo per iscritto" il presidente rassicurava a tratti coloro che avevano seguito il processo e non avevano fatto in tempo a prendere appunti. In poche righe, con l' assoluzione di Anghelikì Sotiropoylos e di Theologos Psaradèli , il verdetto non ha riservato particolari sorprese.

IL VERDETTO NEL DETTAGLIO

Dimitri Koyfontinas: Colpevole di aver fatto parte in modo stabile della struttura, di aver partecipato a 17 omicidi, 89 tentativi di omicidio, 42 attentati e 13 furti e tentativi di furto.

Alexandros Ghiotopoylos: Colpevole di aver fatto parte in modo stabile della struttura ma anche di concorso morale in tutte le azioni di 17 Novembre, tranne l'attentato omicida contro George Karos nel combattimento di Sepolia, e della rapina al Wackenhout a Salonicco.

Xristodoylos Xsiros: Colpevole di aver fatto parte in modo stabile della struttura, per aver preso parte a 14 omicidi, 77 attentati omicidi, 8 attentati dinamitardi , 9 rapine e tentativi di rapina

Patroclos Xerontis: Colpevole di aver partecipato a 5 omicidi e 25 tentati omicidi, 1 attentato dinamitardo e 2 rapine. Per quanto riguarda l'accusa di partecipazione in modo stabile della struttura il Tribunale ha deciso che bisognerà interrompere in modo perentorio, relativamente al suo aggravio, la prosecuzione della pena.

(omissis, l'elenco prosegue con i nomi delgi imputati ed i relativi esiti)


TA NEA 9 dicembre

Dora Bacojanni, sindaco di Atene, ha dichiarato fuori dall'aula del Tribunale: "Oggi ha parlato la giustizia greca ed io rispetto in modo assoluto le sue decisioni....." lasciando tuttavia trasparire il suo disappunto per l'assoluzione della Sotiropoylos.

I parenti delle vittime di 17 Novembre hanno risposto un vigorso "presente!" ieri mattina nell'aula d'udienza all'ora dell'ultimo verdetto del Tribunale ed hanno affrontato con "senso di giustizia" la decisione che il Presidente M. Margharitis ha letto ad alta voce.
Dai più la sentenza è stata considerata "attesa" in base a quanto era stato anticipato durante il procedimento probatorio durato molto mesi - con la sola sorpresa dell'assoluzione della Sotiropoylos.

Dalla mattina presto si trova nell'aula di giustizia il sindaco di Atene Dora Bacoyanni, insieme ai due figli ed a suo fratello Kyriakos, la quale, nella pausa del processo, ha affermato che indipendentemente dalla sorte degli accusati, le vittime di 17 Novembre non si vedranno restituita la vita.

"Oggi ha parlato la giustizia greca ed io rispetto in modo assoluto le sue decisioni....." ha dichiarato Dora Bacoyanni affermando tuttavia che il ciclo non si è chiuso (c'è ancora il processo d'appello) e che "... è sicuro che i morti non possono ritornare".

Si è pensato che il preciso riferimento denota il disappunto della Bacoyanni per l'assoluzione della Sotirpoylos, mentre analoga era la dichiarazione del suo avvocato Olga Tsolka, la quale ha riferito che "Non ci sono limiti per esprimere i sentimenti di soddisfazione personale dovuti alla condanna degli assassini di Pavlos Bacoyannis".


"In uno stato di diritto - ha continuato il difensore della Bacoyannis - ciò che ha la precedenza è il rendere giustizia alla memoria di un uomo che ha lottato per la libertà, l'uguaglianza ed il dialogo sociale. Le valutazioni relative alla sentenza penale che li ha dichiarati colpevoli, ma anche innocenti, presuppone la piena conoscenza della ratio sottesa al provvedimento del tribunale. E'ovvio che costituisce una prassi di buon senso giuridico quella di attendere la pubblicazione delle motivazioni della sentenza, poichè è evidente che la fine di questo processo costituisce contemporaneamente anche il punto di partenza per l'inizio di un altro..."
(omissis)


NOVE RIFLESSIONI ED UNA DOMANDA
di Ghiannis Panoyssis - ("Ta Nea" [Atene], 9 dicembre 2003)

* Ghiannis Panoyssis è docente presso la Facoltà di Scienza della Comunicazione dell'Università di Atene

Anche se solo il ragionamento sul verdetto del processo permette una critica giuridicamente fondata, divengono di dominio pubblico le prime, ben precise deduzioni che qualcuno può trarre riguardo alla condanna degli imputati di far parte di 17 Novembre.

1. I quattro assolti, per un anno e mezzo sono stati denigrati da media "comandati a distanza" e sono stati ingiustamente detenuti. Dunque, necessitano di una scusa da parte dei "cacciatori di teste" e di un risarcimento da parte dello Stato.

2. I quattro pentiti hanno dato ragion d'essere alla legge che li riguarda (n. 2928/2001) e, pur non volendo, diventeranno l'esempio vivente non già di un perdono espiatorio, ma di una nuova legislazione euroterroristica del patteggiamento "a comando".

3. I rimanenti, che sono stati proclamati colpevoli hanno davanti a loro il giudizio di secondo grado o anche la Corte europea dei diritti dell'uomo per trovare la propria "giustizia".

4. Il tribunale (ed i giudici che lo compongono) [nel testo originale "dhikastirio" e "dhikastes". In greco moderno la radice delle due parole è la stessa, dhiki = giustizia - N. d .T.] ha compiuto un difficile lavoro, avviato - con maestria ma senza tutta la severità tipica del ruolo - tra la diffidenza degli accusati e la pressione di diversi centri di potere.

5. Il ministero della Giustizia con i suoi provvedimenti inopportuni ma anche con un'iniziativa legislativa (la n.3090/02), finalizzata a non trasmettere in televisione il processo, ha dato prova di uno zelo politico eccessivo che nulla ha offerto ad un processo giusto.

6. I parenti delle vittime hanno avvertito un sentimento non certo di rivincita, ma di conforto morale senza tuttavia - la maggior parte - comprendere perché i loro cari siano diventati un bersaglio.

7. La Grecia "è stata riabilitata" dalla qualifica attribuitale in precedenza a livello internazionale grazie all'arresto ed allo svolgimento del processo, ma sarà continuamente sotto giudizio - almeno fino alle Olimpiadi - per la piena assoluzione.

8. Il bilancio sotto il profilo giusprocessualistico di tutto il procedimento (indagini preliminari; istruttoria; arresto; fase dell'udienza) lo faremo a mente fredda per valutare le deviazioni [dalle regole. L'autore lascia aperte alcune riserve sulla piena applicazione del diritto N.d.T.], qualunque esse siano (per non lasciare che accadano di nuovo).

9. La chiusura del processo non rimargina le ferite nè legittima una ancor più severa legislazione antiterrorismo in nome della (in)sicurezza.

Avrà il Parlamento il coraggio di formare una commissione, raggruppante tutti i partiti, allo scopo di studiare fino in fondo le dimensioni politiche e sociali del fenomeno del terrorismo nel nostro paese? Poichè solo così si rafforzerà la Democrazia. Poichè solo allora verrà scritta la parola FINE di questa storia .

Traduzione di Antonio Frate, che si occupa della realtà socio-giuridica della Grecia in quanto praticante avvocato e praticante giornalista pubblicista.


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Data: 19-12-2003 Fonte: "Ta Nea", "Kathimerini"
Autore: a cura di Antonio Frate





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