BULGARIA-ITALIA - VINI A CONFRONTO: KHAN-KRUM
14.10.2008
Ottobre è ancora periodo di vendemmia. Viene, pertanto, spontaneo un pensiero al “Nettare di Dionisio”, che per secoli, fin dai tempi più remoti, è stato elemento di aggregazione sociale, accompagnando cibi di ogni genere, feste, ricorrenze, eventi e momenti speciali.
Bulgaria ed Italia possiedono una conformazione geologica del terreno ed un clima adatti alla coltivazione della vite, ed il vino viene prodotto in diverse aree dei rispettivi territori, in notevoli quantità e varietà. Ereditata da Traci, Greci e Romani, la produzione del vino per i due paesi, oggi, ha raggiunto risultati eccellenti, conquistando i palati di tutto il mondo.
Spesso le bottiglie di vino, oltre ad avere un aspetto estetico di tutto riguardo, sicuramente invitante, peculiare del luogo o della cantina di provenienza, con le loro eleganti e raffinate etichette, possiedono altresì dei nomi suggestivi, di rievocazione storica, che mi hanno indotto a presentare un vino bulgaro, il “Khan Krum – Cabernet Sauvignon” ed uno italiano, il “Sangue di Giuda”.
Con questi due vini, propongo di brindare ai numerosi rapporti socio-economico-culturali tra i due paesi, sempre avuti, fin dall’Antichità, oggi, più che mai intensi, e ad una sempre maggiore coesione tra di essi: “Nazdrave!” (“Alla salute”!).
Il “Khan Krum – Cabernet Sauvignon” è un rinomato vino rosso bulgaro, il cui nome con la sua duplice rievocazione, geografica e storica, lo rendono incredibilmente attraente. Khan Krum è, infatti, un villaggio della regione Nord-Est della Bulgaria, nel distretto di Shumen, nel comune di Veliki Preslav. Si trova, dunque, nella seconda maggior area di produzione di vino dell’intero paese, di cui il “Khan Krum – Cabernet Sauvignon” è sicuramente il più conosciuto.
Khan Krum è anche considerato uno dei più grandi sovrani bulgari - governò dall’803 al 814 d.c. - e merita sicuramente una digressione storica. Negli anni tra l’805 e l’809 d.c., egli ingrandì e rafforzò lo Stato bulgaro, sconfiggendo la tribù degli Avari, incorporando nel suo regno Pannonia (attuale Ungheria), Transilvania (attuale Romania), i monti Carpazi, e territori a Sud del Danubio e ad ovest del fiume Timok (tra Serbia e Bulgaria), popolati da tribù slave.
Combatté numerose guerre contro i Bizantini. Attaccò e conquistò Sredets (odierna Sofia) nel 809 d.c., per la sua posizione strategica verso Salonicco e Costantinopoli (odierna Istanbul). Nell’ 811 d.c. catturò l’imperatore bizantino Niceforo I, lo decapitò, fece ricoprire il suo cranio d’argento, e lo utilizzò per offrire vino ai suoi invitati a celebrazione della vittoria.
Famosa anche la sconfitta dei Bizantini ad Adrianopoli(odierna Edirne), l’avanzata verso Costantinopoli. In quella circostanza, fece bruciare chiese, palazzi ed edifici al di fuori della città per vendicarsi di un inganno subito dall’imperatore bizantino Leone V, durante un incontro di pace. Stratega, saggio legislatore, stabilì leggi severe contro la diffamazione e la menzogna, l’accattonaggio e l’ubriachezza.
Creò una nuova organizzazione amministrativa, che assicurava la centralizzazione del potere attorno al Khan e i suoi fedeli boiardi. Lasciò uno Stato grande e possente, terza potenza in Europa dopo Franchi e Bizantini, quindi, gli attuali abitanti di Khan Krum saranno certamente orgogliosi di appartenere ad un villaggio che porta il nome di un così importante sovrano.
Inoltre, il suolo ed il clima moderatamente continentale rendono l’attuale zona del villaggio estremamente favorevole alla coltivazione della vite, specialmente vitigni di uva bianca classici, quali Chardonnay, Aligote, Muscat Otonel, Traminer, Rkatziteli, Rein Riesling, della varietà locale – Dimyat. Ottima anche la coltivazione di vitigni di uve rosse e produzione di vini rossi come Cabernet Sauvignon, Merlot and Pamid.
Come tutti i Cabernet Sauvignon, denominato “Il re dei vini rossi”, il “Khan Krum – Cabernet Sauvignon” ha un colore intenso, rosso rubino, tendente al granato, ricco di tannino e sostanze aromatiche, spesso erbe e frutta, capaci di lungo invecchiamento, che gli conferiscono un profumo leggermente erbaceo e fruttato.
Con questo vitigno si possono osare lunghe macerazioni in legno, spesso di rovere francese, circa 12 mesi, che gli consentono di acquisire un aroma affascinante, forte, spesso, intenso, secco, morbido, pieno, armonico. Viene spesso usato in assemblaggio con Cabernet Franc e Merlot, uve che hanno preso il nome di bordolesi, in richiamo alla città francese di origine.
E' un vino adatto ad accompagnare carni arrostite e piatti dal sapore forte. Numerose le cantine di queste terre che producono il vino in questione.
Il “Sangue di Giuda” è un delizioso vino rosso italiano DOC (denominazione di origine controllata) dell’Oltrepo’ Pavese, ovvero la zona della provincia di Pavia, a sud del fiume Po’, un tempo anche denominata Antico Piemonte.
Il nome deriva sia dal suo colore rosso rubino, che dalla leggenda che vuole Giuda amaramente pentito per aver tradito Gesù. E Gesù, in segno di perdono, lo avrebbe fatto resuscitare. Giuda sarebbe ricomparso in carne ed ossa in Oltrepo’, precisamente a Broni.
Riconosciutolo, i cittadini del posto decisero di ucciderlo, essendo il traditore di Gesù. Giuda si salvò grazie a un dono che fece ai viticoltori locali: risanò le loro viti dalla malattia che a quel tempo le aveva colpite. Per ringrazialo, i viticoltori gli dedicarono il nome del loro vino dolce rosso.
E’ un vino prevalentemente da dessert, ma può anche accompagnare salumi caldi, piatti tipici della cucina regionale, nonché formaggi, macedonia di frutta. Frizzante, dal basso tenore alcoolico, servito fresco, conquista subito il palato ed è ben apprezzato da tutti i tipi di consumatori.
E’ ottenuto dal connubio di vitigni locali: Barbera, fino ad un massimo del 65%, Croatina, minimo 25%, Uva Rara – Ughetta o Vespolina – e Pinot Nero, fino ad un massimo del 45%.
Il Sangue di Giuda può essere prodotto solo sulle colline rigogliose dell'Oltrepo’ e della valle Versa (nei territori dei Comuni di Cigognola, Pietra de' Giorgi, Canneto Pavese, Castana, Broni, Stradella) dotate di una conformazione geologica del terreno, argilloso e calcareo, in grado di assicurare al vino le sue particolari qualità organolettiche.
Numerose le cantine di queste terre che producono questo vino. Alcune conosciute sono la cantina “La Versa” e la cantina “Cavalier Dagradi”, nei cui siti ufficiali è possibile ricavare informazioni più dettagliate:
La maggior parte delle notizie storiche su Khan Krum sono state ricavate dal volume di Aslanian Dimitrina - “Storia della Bulgaria dall'antichità ai giorni nostri” - La Casa di Matriona Editore
Autore: Giuseppe Aquilino