Dimitar Berbatov, l'attaccante del Manchester United che turba i sogni di Marcello Lippi in vista della trasferta azzurra di sabato in Bulgaria, fu rapito dalla mafia quando ancora 18enne giocava per il Cska Sofia. Lo racconta un libro di Rumen Iliev appena uscito in Inghilterra («Berbatov - His Life and His Struggle») che ha scatenato i tabloid britannici. Al termine di un allenamento, Berbatov fu prelevato da tre scagnozzi e portato al cospetto del boss Georgi Iliev, che voleva costringerlo a passare nel suo club, il Levski Kjustendil, pena la gambizzazione. Lo salvò l'intervento del padrone del Cska, Ilia Pavlov, che l'aveva acquistato da un club semi-professionistico per 22 paia di scarpini e 50 palloni. Pavlov fu ucciso da un cecchino nel 2003, stessa sorte poi toccata a Iliev due anni più tardi. Un mese fa Berbatov è passato dal Tottenham al Manchester per 30 milioni di sterline.