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RESOCONTO DELLE SECONDE GIORNATE DEL CINEMA BULGARO

16.03.2008 - Reggio Emilia

Io, Wolfgang Giannò, socio dell’Associazione Bulgaria-Italia, mi appresto a scrivere delle due giornate di Reggio tenutesi ai primi di marzo 2008, dove soci e simpatizzanti dell'Associazione hanno avuto modo di incontrarsi in occasione della Festa Nazionale Bulgara del 3 marzo. Difatti 130 anni fa, per l'esattezza il 3 marzo del 1878, veniva sottoscritta la Pace di Santo Stefano che prevedeva una Grande Bulgaria autonoma.


Per quanto questo trattato venisse in gran parte smentito con l'immediato e successivo Trattato di Berlino, e sebbene l'effettiva indipendenza bulgara diventerà effettiva solo il 22 settembre 1908, la data del 3 marzo 1878 rimane centrale e di grande valore nello spirito nazionale bulgaro, in quanto segna l'effettivo distaccamento dalla compagine statale ottomana.

Ho accolto volentieri la richiesta di scrivere tale sunto sulle due giornate di Reggio, sebbene con qualche perplessità, in quanto da poco iscritto e quindi con conoscenza limitata riguardo a qualche socio. Ringrazio Stefano e Monia che mi aiutano a superare tali difficoltà. Il primo marzo sono stato il primo a raggiungere l'ostello dove avremmo pernottato: un ex-monastero austero e tranquillo. Poco dopo sono giunti Alfonso e Monia, i due giovani studenti che hanno tradotto i film bulgari in italiano nell'ambito della loro tesi di laurea.

Essendo stato io stesso studente e avendo da poco discusso la mia tesi "La Bulgaria e il percorso di adesione all'Unione Europea" mi ha fatto molto piacere conoscere e discutere con due ragazzi che hanno studiato e conoscono bene la lingua bulgara, e che come me sono stati in Bulgaria. Verso le due del pomeriggio è giunta all'ostello anche Milena, la prima "vera" bulgara anche se naturalizzata italiana. Milena è una di quelle persone dotate di un forte senso dell'umorismo e con le quali ti trovi subito a tuo agio. In poco tempo il gruppo andava completandosi: Paolo, il presidente dell'associazione, la professoressa Iliana Krapova con marito e bimba, un bellissimo angelo più vivace di un diavoletto, il professore Dell'Agata, Stefano, il piccolo Paolo e i suoi simpatici genitori, Marco e Maria da Milano, Sonia una signora bulgara da Firenze, noi tre giovani freschi di università e altri ancora.

Sistemati i bagagli siamo partiti per vedere il primo dei due film "Le scarpe di vernice del milite ignoto" di Rangel Valchanov. Questo primo film, presentatoci e tradottoci nei sottotitoli da Alfonso Londero, è molto particolare. Ha la caratteristica di non annoiare, ma anzi di coinvolgere, a dispetto di una certa lentezza dell'azione e di una continua introspettività. La visione delle campagna bulgara immediatamente dopo le guerre balcaniche ed il primo conflitto mondiale e della vita contadina bulgara del tempo con tanto di cornice folcloristica dalla prospettiva di un fanciullo è, a mio giudizio, più che interessante. Non si tratta quindi di sentirsi trasportati su coordinate temporalmente e geograficamente lontane, ma anche di entrare nella testa di un fanciullo che osserva con attenzione ogni particolare della vita quotidiana. Così facendo ogni gesto e atto assumono una certa rilevanza e un certo interesse, oltre che una certa misteriosità in virtù del particolare punto di vista.

La sera abbiamo mangiato tutti quanti all'ostello, ed è stata una ottima occasione per conoscerci meglio. Membri vecchi e nuovi di questa simpatica armata Brancaleone si conoscevano meglio, anche con l'ausilio di un buon Lambrusco! Ovviamente i discorsi del professore Giuseppe Dell'Agata hanno tenuto banco per tutta la serata come ovvia conseguenza di due fatti: quello di una persona estremamente innamorata della sua materia, che potrei definire la bulgaritudine, considerata la non settorialità del suo sapere sullo Stato tracico, e quello di un ambiente in cui tale materia è oggetto principe. Interlocutori validi e preparatissimi come Paolo Modesti e la professoressa Krapova hanno poi arricchito le argomentazioni sulla Bulgaria, partendo dalla lingua e passando per tematiche più specificamente storiche, politiche, culturali e anche di esperienze dirette personali. Durante la stessa serata ho avuto modo di conoscere Stefano, il quale assieme a Monia e Alfonso si è prodigato a convincermi di come la lingua bulgara sia facile da apprendere!

Il giorno successivo è stata la volta del secondo film "Orchestra senza nome" di Ljudmil Kirkov, presentatoci e tradottoci coi sottotitoli da Monia Calviello, collega di Alfonso e altrettanto brillante. Questo secondo film si differenziava in tutto e per tutto dal primo. L'ambientazione del film è la Bulgaria dei primi anni '80, dove i caratteri briosi e allegri bulgari sono prorompenti e continui anche durante gli anni del regime comunista. Le avventure e le disavventure dei giovani membri di una banda musicale unitamente alle loro singole personalità eccentriche rendono questa commedia assai vivace, dai ritmi serrati e con una trama in continuo movimento. Naturalmente dietro i toni vivaci e divertenti si trovano innumerevoli spunti di riflessione e un quadro preciso della Bulgaria dell'epoca. Oltre a uno spaccato sociale-culturale abbiamo nel film anche quello, trasversale al tempo e ai luoghi, inerente una particolare fase di vita giovanile, dove i sogni e le ambizioni si scontrano con la realtà. Personalmente ho trovato questo secondo film un'esperienza tanto diversa, consideratane l'atipicità, quanto costruttiva. Al termine della proiezione si è tenuto un dibattito molto avvincente sulle tematiche e sul senso ultimo del film in cui i "vrâzki" (gli agganci) occupano un ruolo di primo piano: questo tratto distintivo dell'epoca del regime comunista (e non solo) viene trasmesso dal regista come una normalità ormai accettata o come un'ingiustizia che tortura l'anima della gente comune che, senza agganci, non può migliorare la propria posizione sociale?

Ultimo episodio delle due giornate di Reggio è stato il pranzo a base di pesce in un bel ristorante del posto. Al centro della tavolata il nocciolo duro era costituito sempre da Paolo, Dell'Agata, Krapova, inevitabile fonte di argomentazioni e discussioni. Più trafilati eravamo noi tre studenti ed ex studenti con la presenza di una Marco e Zornitza, coppia italo-bulgara di Modena, viaggiatori frequenti della Bulgaria e dalla quale è stato interessante ascoltarne le esperienze.

Si e' parlato della vita rom in Bulgaria e della differenza tra i rom che vivono nei paesi balcanici e quelli che vivono in Italia; del belot, un gioco di carte molto diffuso in Bulgaria (come in Francia, Croazia e Grecia); dell'aoristo e degli aspetti perfettivo e imperfettivo della lingua bulgara; della politica bulgara attuale; è stato molto interessante avere uno scambio di opinioni sia con persone che nutrono una sincera passione per la Bulgaria, sia con chi, in questa affascinante cultura, ci è nato e cresciuto.

Nell'insieme le due giornate sono state molto belle e costruttive. Mi auguro che ve ne siano altre e con maggiore frequenza. Ringrazio tutti e mi scuso per l'esposizione soggettiva dei fatti, anche se parzialmente corretta dall'aiuto di amici quali Monia e Stefano.

Autore: Wolfgang Giannς


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Ultimo Aggiornamento: 25.03.2008
 

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