RICORDO DI LEONARDO PAMPURI
25.09.2007Il primo contatto telefonico con Leonardo Pampuri avvenne tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001. Antonia Tzenova, una giovane italianista bulgara, mi aveva appena inviato la traduzione di “Commiato” la più famosa poesia di Nikola Vaptzarov. Conosceva Leonardo Pampuri attraverso alcune suoi libri, ma ne aveva sentito parlare anche da una parente che aveva studiato a Sofia assieme a lui. Si trattava dunque di un italiano che aveva frequentato le scuole (e poi seppi anche nato) in Bulgaria, e che traduceva poeti bulgari. La cosa mi stimolò parecchio ed anche il desiderio della mia interlocutrice di cercare un contatto (per nulla scontato considerata l’età presumibile della persona che stavamo cercando) mi indusse in breve a cercare un recapito o qualche notizia su Pampuri.
La cosa fu straordinariamente facile. Trovai indirizzo e recapito telefonico. Lo chiamai subito, mi presentai e gli spiegai la ragione della chiamata e cosa mi legava alla Bulgaria. Ne seguì una piacevole conversazione. Mi impressionò la lucidità e la prontezza di spirito di Leonardo Pampuri, che allora aveva già 87 anni. Mi spiegò che da alcuni anni non aveva praticamente più contatti con la Bulgaria. Fino al 1989 aveva ricevuto di tanto in tanto libri e riviste dalle istituzioni bulgare, ma poi questo flusso era scemato fino a cessare. Ciononostante, nel suo splendido ma forzato isolamento, continuava a tradurre autori bulgari come aveva fatto per oltre 40 anni. Per passione ma anche per tenere la mente allenata. Mi disse che aveva già pronta da un po’ di tempo un’antologia della poesia bulgara e che ovviamente il suo desiderio sarebbe stato quella di poterla pubblicare, ma fino ad allora non c’era stata alcuna possibilità. Sembrava che della letteratura bulgara non importasse a nessuno. Se qualcuno ne fosse stato in grado (ma come?) quel materiale era a disposizione. Mi resi conto subito dell’importanza di questa opportunità ma anche della difficoltà. Era un patrimonio culturale che rischiava di andare perduto e qualcosa doveva essere fatto. Lo spirito e le passioni di Pampuri nei confronti della Bulgaria mi erano assolutamente familiari ed subito promisi a me stesso che avrei fatto tutto il possibile per aiutare Pampuri. L’idea di pubblicare l’antologia fu una delle motivazioni che portarono alla nascita dell’Associazione Bulgaria-Italia.
Lo invitai al primo incontro “ufficiale” del sito Bulgaria-Italia che si tenne a Milano il 3 marzo 2001. Ebbi l’onore di presentarlo ai partecipanti e lui molto gentilmente portò in dono le ultime due sue pubblicazioni su Debelijanov e Javorov. Lentamente il progetto dell’antologia decollava e si svolsero i primi incontri a casa di Leonardo Pampuri ai quali partecipò anche Milena Kotzeva, che poi mantenne con maggiore intensità e costanza i contatti, e successivamente anche Giuseppe Dell’Agata, il quale si unì con passione e generosità a questa impresa.
Oltre che della antologia e di letteratura, si parlava ovviamente della Bulgaria, dei ricordi personali ci si scambiava informazioni. In questi anni Leonardo Pampuri conduceva una vita riservata, ma con i suoi modi educati e gentili sapeva mettere a suo agio i suoi ospiti. Non posso dimenticare il sapore del suo jogurt “domashno”, fatto in casa, buono esattamente come quello fatto nelle case in Bulgaria. Da questo, come da alcuni oggetti, dai libri, si capiva chiaramente che, nella metropoli lombarda, un pezzettino di Bulgaria viveva in quella casa.
Leonardo Pampuri era perfettamente bilingue, era nato ed aveva studiato fino al liceo in Bulgaria. Si ricordava di quando Giovanni XXIII era stato nunzio apostolico a Sofia. Era amico di Walter Andreani, accomunato dalla stessa passione letteraria e dai natali bulgari. Aveva compiuto gli studi universitari in Italia durante la guerra ed era tornato in Bulgaria, ma nel 1948, con la chiusura della scuole straniere era stato di fatto costretto a rientrare in Italia. Ma il rapporto con la Bulgaria era ripreso dopo alcuni anni, cominciando a dare lezioni di italiano, al console di Bulgaria a Milano, padre dell’attuale console Ivo Ivanov. Gli fu proposto di tradurre Nikola Vaptzarov, e fu così che Leonardo Pampuri cominciò a tradurre dal bulgaro, cosa che ha fatto, con immutata passione e dedizione, fino a pochi giorni fa.
L’antologia della poesia fu pubblicata dall’Associazione Bulgaria-Italia, nel maggio del 2004, nell’ottobre 2006 uscì l’antologia del racconto bulgaro a cura di Giuseppe Dell’Agata e Leonardo Pampuri contribuì con un terzo dei racconti tradotti. Alle presentazioni che si tennero a Milano fu circondato dall’affetto di tutti i partecipanti e non riuscì nascondere la sua commozione. Fino a pochi mesi fa ha lavorato alla redazione della edizione italiana della “Storia della Bulgaria” di D.Aslanian (trad. di Gavrail Nenov) stampata recentemente da La Casa di Matriona.
Proprio nelle ore immediatamente precedenti alla sua scomparsa con Giuseppe Dell’Agata avevamo parlato di Leonardo Pampuri ed dei prossimi appuntamenti ai quali avremmo voluto partecipasse…
Oggi rimane la possibilità di continuare a leggere le sue opere; ma soprattutto vivrà nei cuori e nelle menti di chi lo ha conosciuto, il ricordo indelebile di questa splendido signore che tanto ha amato un piccolo paese dei Balcani ed i suoi poeti.
Ciao Leonardo!
Autore: Paolo Modesti