IO SCHIAVO IN PUGLIA PREMIATO DALLUE COME MIGLIORE ARTICOLO
16.04.2007 - BruxellesIl giornalista Fabrizio Gatti si è aggiudicato il premio “Per la diversità. Contro la discriminazione” 2006 per il suo toccante resoconto della condizione in cui versano i lavoratori stranieri, sfruttati e sottopagati, nell’Italia del sud.
Il premio giornalistico 2006 è stato assegnato al giornalista Fabrizio Gatti, autore dell’articolo “Io schiavo in Puglia”, pubblicato sul settimanale L’Espresso. L’articolo affronta le vicissitudini dei lavoratori stranieri nell’Italia del sud, illustrando la grave discriminazione nei confronti dei cosiddetti “cittadini europei di serie B”, di origine etnica diversa. Al secondo posto si è classificato il giornalista ungherese Miklós Hargitai con l’articolo “Nostra figlia, la zingara”, pubblicato su Népszabadság Online, che analizza le complesse problematiche connesse all’adozione e alle minoranze. Medaglia di bronzo alla giornalista belga Petra Sjouwerman per l’articolo “Azienda assume esclusivamente personale autistico”, pubblicato sul quotidiano fiammingo De Morgen, che illustra gli aspetti positivi derivanti dall’integrazione delle persone autistiche.
Per la prima volta, quest’anno, è stato assegnato un premio speciale per celebrare l’Anno europeo delle pari opportunità per tutti: la vincitrice è la giornalista finlandese Henna Helne per l’articolo “Le mamme imparano la lingua dei loro bambini”, pubblicato sulla rivista Anna.
L’UE conferisce il premio ai giornalisti che attraverso i loro articoli ci aiutano a comprendere meglio i lati positivi della diversità sociale. I vincitori sono stati scelti da una giuria che ha giudicato e valutato gli articoli in base alla loro attualità, pertinenza, preparazione preliminare, originalità, creatività ed importanza per il grande pubblico.
Ogni anno il premio “Per la diversità. Contro la discriminazione” invita i giornalisti europei a presentare articoli aventi per oggetto la discriminazione o la diversità viste da diverse prospettive, quali la razza, l’origine etnica, la religione e le convinzioni personali, l’età, il sesso, la disabilità o l’orientamento sessuale.
Si cerca in particolare di stimolare i giornalisti a sensibilizzare l’opinione pubblica ai temi della diversità e della discriminazione sul posto di lavoro.
Fonte: Commissione Europea