LE TRADUZIONI ITALIANE DALLA LETTERATURA BULGARA
14.11.2004Il 21 ottobre 2004, nell’ambito della tradizionale settimana della lingua
italiana all’estero (in Bulgaria gestita impeccabilmente dal prof. Umberto
Rinaldi, direttore dell’Istituto di cultura italiano), Giuseppe Dell’Agata ha
tenuto, nell’Aula Magna dell’Università di Sofia, una lezione sulle traduzioni
italiane dalla letteratura bulgara. Il relatore ha sottolineato sia il nascere
‘spontaneo’ di un interesse (particolarmente nel caso dei canti popolari) che le
circostanze esterne di carattere politico-ideologico che hanno favorito la
produzione e distribuzione di opere bulgare in traduzione italiana (tra queste
circostanze il matrimonio di Boris III con Giovanna di Savoja, l’attività delle
associazioni Italia-Bulgaria prima e dopo la guerra con le opposte rispettive
tendenze politiche, la promozione della letteratura bulgara in Italia dopo il
Plenum del PCB del 1956).
Frutto lodevole di quest’ultima campagna è la collezione Salvini, in nove
volumi, editi a cura dell’Associazione Italia-Bulgaria, dagli ultimi anni ’50
all’inizio di quelli ’60, progettata negli ultimi mesi di vita dallo stesso
celebre slavista e bulgarista Luigi Salvini. Sempre negli anni ’60 si segnalano
una serie di traduzioni delle Edizioni Paoline, molte delle quali, però, furono
condotte dal russo o dal francese. Negli anni ’70 e ’80 l’editore Mario Bulzoni
pubblica, con un concorso decisivo da parte bulgara, una serie di volumi che
comprendono raccolte di poesie (Smirnenski, Damjanov, Levčev etc.), prosa (tra
cui il celebre Baj Ganju di Aleko Konstantinov) e anche opere storiche ed una
grammatica.
Negli anni ’80, in assenza di interventi e motivazioni in qualche modo
congiunturali, rinasce un certo interesse ‘spontaneo’ per la letteratura
bulgara. Nel 1983 escono i Racconti di Čerkazki di Jordan Radičkov che sollevano
un interesse entusiasta per la scrittura del maestro bulgaro. La Marietti
pubblica un secondo volume radičkoviano. Sulla scia del successo di critica e in
parte anche di pubblico le edizioni del Vascello e in seguito la Voland (in
entrambi i casi per merito di Daniela Di Sora che si muove in sinergia con
Danilo Manera, primo traduttore di Radičkov, e col collega di Pisa Giuseppe
Dell’Agata) pubblica, come scelta editoriale e culturale, ancora Radičkov,
Stanev e il brillante e pungente scrittore satirico Ivan Kulekov. Dell’Agata ha
approfittato della circostanza per concludere la sua esposizione presentando la
Antologia della poesia bulgara curata da Pampuri e pubblicata da parte
dell’Associazione Bulgaria-Italia.
Autore: GdA