ARTE: DIULGHEROFF, FUTURISTA BULGARO «NATO» A TORINO
15.06.2002 - TorinoA vent´anni dalla morte, è stata contemporaneamente allestita al Circolo degli Artisti e alla Galleria Narciso la doverosa e significativa retrospettiva «Diulgheroff futurista e i Sindacati artistici di via Sacchi a Torino», curata da Marzio Pinottini, con coordinamento di Dario Reteuna. Nato a Kiustendil in Bulgaria nel 1901 e morto a Torino nel 1982, Nicolay Diulgheroff ha studiato alla Bauhaus di Weimar (la scuola di architettura e arti applicate diretta da Walter Gropius) e, trasferitosi nella nostra città, ha conseguito il titolo di architetto alla Scuola Superiore di Architettura dell´Accademia Albertina.
Entrato in contatto con il Gruppo Futurista Torinese, fondato nel 1923 da Fillia con Ugo Pozzo e T.A. Bracci, ha esposto nel 1928 alla XVI Biennale di Venezia, mentre nello stesso anno ha partecipato alla «Prima Mostra di Architettura Futurista a Torino». E da quel momento la sua attività si è sviluppata attraverso le qualificate presenze alla Triennale Internazionale di Monza del 1930, alle Quadriennali di Torino e Roma, alla XXVII Mostra d´Arte Contemporanea di Torre Pellice, a «Torino tra le due guerre» alla Galleria Civica d´Arte Moderna di Torino e alcuni suoi disegni di architettura sono stati inseriti, poco prima della scomparsa, nella mostra «Ricostruzione futurista dell´universo» organizzata da Enrico Crispolti. Un itinerario, il suo, che ora possiamo ammirare e ripercorrere nelle sale del «Circolo» presieduto da Antonio Forchino, in via Bogino 9 (sino al 13 luglio, orario: 15,30-19, tel. 011 8121745), e alla «Narciso» di Elio Pinottini, al primo piano di piazza Carlo Felice 18 (orario: 10-12,30 / 16-19,30, tel. 011 543125).
Artista di valore internazionale, Diulgheroff è rappresentato in questa occasione da raffinati collages con sovrapposizioni cartacee trasparenti, dalle tele «Il marinaio» e «Equilibrio spirituale», dalla stampa fotografica e collage (eseguita insieme a Maggiorino Gramaglia) intitolata «Interpretazione futurista di Caterina Narciso» e da una serie di manifesti pubblicitari che hanno fatto dire a Filippo Tommaso Marinetti: «Uno dei più grandi cartellonisti d´Italia», come si legge nel saggio di Sally Paola Anselmo in catalogo, dove Massimo Marfa ha invece parlato de «Il Futurismo e l´architettura». Insieme alle ceramiche («Vaso per fiori» e «Servizio da tè»), si ricordano i disegni legati ai progetti per mobili (questi ultimi presenti in mostra), il bozzetto a tempera «Interno Studio Iacobacci», la copertina «Catalogo - Sale Futuriste» per la rassegna a Palazzo Madama di Torino, organizzata dai Sindacati Artistici Futuristi nel 1925. Ai sindacati fanno riferimento alcune delle opere al Circolo degli Artisti firmate dallo scultore Mino Rosso, da Prampolini ed Elia Vottero, da Pippo Oriani ed Enrico Allimandi, Farfa, Fillia e Franco Costa. Una terza mostra dedicata a Diulgheroff è aperta sino al 16 giugno al Battistero di San Pietro ad Asti.
«È stata un'esperienza interessante» ha confermato il presidente Pedri «la Bulgaria offre disponibilità di aree ed una mano d'opera con esperienza industriale. Abbiamo inoltre constatato grandi opportunità per investimenti nell'agricoltura: le campagne sono sterminate e la disponibilità delle amministrazioni elevata, ciò che manca sono i capitali per renderle produttive».
Gli industriali si sono poi incontrati con Luigi Lovalio, direttore generale di Bulbank, la più grande banca bulgara appartenente al Gruppo Unicredito, che, in caso di investimenti, costituirebbe un valido punto di riferimento sia finanziario, sia di conoscenza diretta del territorio, per gli operatori trentini.
«È una delle opportunità offerte dall'appartenenza di Caritro ad un grande gruppo» commenta Pedri, ricordando le osservazioni fatte venerdì alla presenza di Alessandro Profumo, nel corso del convegno Unicredito - Caritro.
Autore: Angelo Mistrangelo
Fonte: La Stampa