AMGA IN BULGARIA CON GAS, ACQUA E LUCE
11.06.2002 - UdineL’Amga sbarca in Bulgaria per gestire la vendita di gas, energia elettrica e acqua in alcune delle maggiori città di quel Paese.
La scorsa settimana, la Spa del Comune di Udine ha costituito una società di diritto bulgaro con l’obiettivo di sviluppare i proprio affari nell’area balcanica. «In quell’area abbiamo contatti molto avanzati per l’acquisizione di concessioni per la distribuzione e la vendita del gas – ha spiegato il presidente, Antonio Nonino –. Ma il nostro impegno non si limiterà al solo gas, infatti potremo vendere anche energia elettrica e servizi idrici, tutti servizi che stiamo curando anche in Bosnia, Serbia e repubblica Serbska. In Bulgaria siamo soci con operatori locali, in minoranza: il 90 per cento della società è in mano all’Amga. Scaramanticamente, preferisco non fare i nomi delle città in cui dovremo operare (vanno ancora definiti alcuni particolari) ma posso anticipare che saremo impegnati in alcuni dei centri più importanti di quel Paese, città come Udine e anche più popolate».
L’espansione all’estero, soprattutto, verso i Paesi dell’Est era ed resta uno degli impegni principali di sviluppo della Spa udinese, viste anche le difficoltà e la competizione che ci sono in Italia. Ancora Nonino: «La nostra strategia prevede, oltre allo sviluppo nell’ambito della provincia friulana e della regione, l’intervento nell’area dei balcani, quindi, anche per questo oltre che in Bulgaria abbiamo contatti in altri stati, come per esempio la Croazia, dove con Amga Adria abbiamo ottenuto le concessioni e stiamo già lavorando». Prossima mossa in Slovenia, dove l’Amga è prossima a costituire l’ennesima società. «Tutti impegni che, come sempre, intendiamo sviluppare in collaborazione con Acegas Trieste e Amg Gorizia – conclude il presidente Nonino –».
Nel cassetto restano, invece, due grandi progetti: la quotazione e la privatizzazione. La prima è stata accantonata. Il sindaco Cecotti: «Il mio mandato scade il prossimo anno e fino ad allora l’Amga non sarà quotata a piazza Affari». Una decisione quasi inevitabile, visto l’andamento generale di Borsa (Acegas ha perduto il 30% rispetto al prezzo di collocamento) e viste le dimensioni ancora contenute della società. Per quanto riguarda la privatizzazione, invece, si sa che il Comune di Udine la sta valutando per scendere – nel giro di un anno e mezzo – al limite della quota di controllo, vale a dire al 51 per cento.
Autore: Renato D'Argenio
Fonte: Il Messaggero Veneto