UN PREMIER DA MARCIAPIEDE
18.01.2002 - RomaUna sceneggiata delle più sdolcinate con una conclusione degna di un arricchito. Il premier riceve il prete che ha dedicato la sua vita a combattere la prostituzione: parlano per un'oretta in privato e ad aspettare fuori due ragazze che la vita l'hanno fatta davvero, portate dal sacerdote un po' per pubblicità un po' per pietismo. Le due aspettano, poi vengono ricevute e salutate con un assegno di 2.500 euro a sostegno della loro tragica storia. Con tanto di firma in calce del cavaliere. "Una parte la userò per studiare, l'altra la manderò alla mia famiglia in Bulgaria - spiega una delle due giovanissime ai cronisti che le chiedono il destino di quei soldi - siamo molto poveri".
Volendo anche mettere da parte la triste scenetta, con il finale a dir poco offensivo, il fatto è che la questione non può essere rimossa: il prete si chiama don Oreste Benzi e con sé oltre alle ragazze ha portato al premier anche una richiesta di decreto legge per sconfiggere la prostituzione, che, a sentir lui, potrebbe essere presa seriamente in considerazione. Vorrebbe che fosse proibita la prostituzione con donne e ragazze straniere vittime del racket, sia che lavorino sulla strada sie nelle case o nei locali. Il suo obiettivo è quello di punire i clienti delle prostitute schiave per punire chi le sfrutta. Per ora non si è preoccupato di fornire una soluzione tecnico giuridica, né è entrato nel merito di un eventuale articolo del provvedimento, sarà il legislatore - dice - a studiarne le questioni applicative: "ciò che conta è che il governo sposi il principio". Perché le prostitute straniere? "Perché sono quelle - dice ancora - ad essere schiave e clandestine. Non dispongono delle loro libertà e dipendono dal racket. Non sarebbe una discriminazione con le donne italiane perché queste sono poche e si arrangiano, sono prostitute dei vip, sono libere, guadagnano 1-4 milioni a fine settimana". Per don Benzi sarebbero 60 mila le prostitute coatte, delle quali il 30-40% sono minorenni: la mia associazione - ha precisato - ne ha liberate 3mila". Quanto alle polemiche dei giorni scorsi suscitate da una dichiarazione di Berlusconi sull'eventuale apertura delle case chiuse, il 'don' si dice "convinto che Berlusconi non sarà per le case chiuse, ha ascoltato con molto interesse le mie proposte".
Anche il successivo incontro con le esponenti della Margherita ha dato i suoi frutti. Rosy Bindi e Patrizia Toia hanno espresso "pieno e convinto sostegno" alle iniziative del sacerdote contro lo sfruttamento e la tratta delle straniee in Italia annunciando anche che presenteranno un emendamento alla legge in discussione in parlamento "teso a introdurre il reato di correità nei confronti del cliente".
La sdolcinata scenetta di ieri mattina non è invece piaciuta a Carla Corso, presidete del sindacato delle lucciole: "Don Benzi è un pretaccio senza dignità - dice e non riesce a mandar giù il fatto che il parroco abbia portato con se due ragazze - vuole solo farsi pubblicità sulla pelle di queste povere donne. Si limiti a fare il prete, le prostitute hanno bisogno di una legge che le tuteli". E Berlusconi? "Un pigmalione da operetta" che dando quel denaro "le ha offese, e tanto. Invece di regalare banconote si dia a queste ragazze il permesso di soggiorno, un lavoro, una casa". Non meno "imbufalita" si dice per la proposta avanzata dal sacerdote: "Dannosissimo. Intanto, si dà per scontato che tutte le straniere siano puttane".
"Disgustata" è anche l'ex ministro per gli Affari sociali Livia Turco: "Mi ripugna un'esibizione così cinica del denaro di fronte alla disperazione il cui riscatto non è monetizzabile. Invece di fare carità Berlusconi si impegni ad applicare l'articolo 18 della legge sull'immigrazione che prevede il permesso di soggiorno per protezione sociale".
Autore: Tiziana Barrucci
Fonte: Il Manifesto