I consiglieri di Kachakova nella vendita di Bulgartabak sono italiani
05.12.2001 - SofiaIl Ministero dell’Economia ha dichiarato che nella vendita di Bulgartabak holding il vice-ministro dell’economia Liubka Kachakova si avvarrà della consulenza dei rappresentanti dell’Azienda Tabacchi italiani (ATI).
Nell’incontro di martedì con il Presidente di ATI Antonio Bellocchio e con l’Amministratore Delegato Silvio De Micheli la Sig.ra Kachakova ha conosciuto l’esperienza italiana nella ristrutturazione e la privatizzazione del gigante del tabacco degli Appennini. “La ristrutturazione e la vendita di simili aziende è impossibile in tempi brevi”, ha dichiarato Antonio Bellocchio. La privatizzazione reale in questo settore è cominciata in Italia nel 1998 e verrà portata a termine nel 2002. (….) Tutti i dipendenti dell’ATI erano dipendenti statali. Nella ristrutturazione il 45% degli occupati sono stati licenziati (circa 4 mila persone). Il Governo ha corrisposto gli stipendi dovuti ai dipendenti ai quali mancavano 5 anni fino alla pensione. […]
Nota del Traduttore:
ETI (Ente Tabacchi Italiano) detiene il controllo totalitario dell’ATI, la cui attività prevalente è la prima trasformazione del tabacco. Nell'ambito delle azioni previste dal piano di riassetto del Gruppo ETI, è in corso la cessione della controllata ATI, con le stesse garanzie richieste nella cessione di Aticarta e Filtrati. In settembre di quest’anno ATI ha ceduta la partecipazione totalitaria in Aticarta, società impegnata nella produzione e commercializzazione di prodotti cartari e cartotecnici, al Gruppo Reno De Medici, con l’obbligo di mantenere i livelli occupazionali e di investimenti di 20 miliardi di lire. In maggio 2001 ATI ha dismesso la propria partecipazione del 49% in Filtrati Spa, società dedicata alla produzione e commercializzazione dei filtri per sigarette, alla Cigarette Components Ltd - Filtrona UK, già detentrice del 49% del capitale di Filtrati S.p.A.)
Secondo l’intervento della giornalista, con la trasformazione in Spa dell’ETI in Italia sono state licenziate 4.000 mila persone, di cui un numero indefinito di persone è stato costretto alla pensione anticipata, percependo comunque un assegno dallo Stato per gli anni che mancavano fino alla pensione. In realtà la giornalista non fa cenno al DL n° 283 del 98 che prevedeva che tutto il personale in esubero per il quale non si poteva applicare la norma della pensione anticipata in quanto mancavano più di 5 anni all’età pensionabile, era previsto il riallocamento presso le amministrazioni pubbliche. In questo modo, nessuno dei dipendenti è rimasto senza un posto di lavoro. Questo è un classico esempio di come funziona la mala informazione.
Autore: Tania Djonkova Fonte: Dnevnik Traduzione: Milena Kotzeva
Per approfondire: Notizie di Economia
Commenta questa notizia
Notizie
|