PRESIDENZIALI: A SORPRESA AL PRIMO TURNO TESTA A TESTA STOYANOV-PARVANOV
12.11.2001Il primo turno delle elezioni presidenziali bulgare è stato caratterizzato soprattutto dalla bassa affluenza alle urne che è stata, secondo i dati preliminari della Commissione Elettorale
Centrale (TzIK), del 39.2%. Questo
dato determina l’indizione del secondo turno di ballottaggio che avrà luogo domenica 18 novembre 2001. Infatti la legge elettorale prevede che per l’elezione al primo turno siano verificate due condizioni: i votanti devono essere il 50% + 1 degli aventi diritto ed il candidato vincente deve ottenere la maggioranza assoluta.
In questa votazione nessuna delle condizione si è verificata e dunque al ballottaggio
parteciperanno i primi due candidanti classificati: Petar Stoyanov, presidente uscente e Georgi Parvanov, candidato dalla Coalizione per la Bulgaria.
Secondo gli exit-poll disponibili, i due candidati sono testa a testa e bisognerà dunque attendere i risultati definitivi per vedere chi sarà quello che ha ottenuto più voti. Indipendentemente da questo, il vincitore morale del primo turno è senza dubbio il candidato della sinistra Georgi Parvanov, il quale, secondo i sondaggi pre-elettorali, sembrava in difficoltà rischiando di non passare al secondo turno a vantaggio del candidato Bogomil Bonev. Invece Parvanov ha ottenuto il
14% di voti in più di Bonev, fermo al 21%, insidiando cosμ il presidente uscente Stoyanov che ottiene
circa il 35% dei consensi, ben al di sotto di quanto stimato dei sondaggi
preelettorali.
Stoyanov, che fino a poche settimane fa sembrava quasi certo della rielezione al primo turno - fatto
che può aver indotto alcuni suoi elettori a non recarsi alle urne - ha visto progressivamente erodere il proprio consenso. In particolare, nella
corso della settimana prima del voto, Stoyanov ha sostenuto un pesante scambio di accuse con Bogomil Bonev, ex ministro dell’interno dal 1997 al 1999 nel governo SDS presieduto a Ivan Kostov,
riguardante i temi della corruzione e della collusione con la criminalità, arrivando a minacciare la
divulgazione di “certi” dossier. Evidentemente
questo atteggiamento ha fatto perdere consensi a Stoyanov, ingrossando
ulteriormente l’area dell’astensione.
Per quanto riguarda i flussi elettorali, Parvanov ha avuto il sostegno compatto degli elettori del Partito Socialista Bulgaro (BSP), Stoyanov, presentatosi in questa occasione come indipendente,
ha beneficiato di oltre l’80% dei voti degli elettori dell’Unione delle Forze Democratiche (SDS). Gli elettori del Movimento Nazionale Simeon II (NDSV), vincitore delle elezioni politiche in giugno e forza maggioritaria
del paese, hanno appoggiato in parti uguali Petar Stoyanov e Bogomil Bonev,
nonostante il NDSV si fosse dichiarato a favore delle candidatura di Petar
Stoyanov.
Tra gli altri candidati l’ex premier Reneta Indzhova sfiora il 5% grazie al sostegno del DPS, partito della minoranza turca, Zhorzh Ganchev, che aveva partecipato con ben altri
risultati alle precedenti elezioni presidenziali, ottiene il 3.5% dei voti ed annuncia il suo ritiro dalla vita politica, infine Petar Beron, per qualche mese segretario della SDS nel 1990-91,
ha convinto solo l’1.5% degli elettori.
Al secondo turno Petar Stoyanov e Georgi Parvanov si presentano pressoché appaiati ai blocchi di partenza.
Nella sfida finale appare favorito ancora una volta Stoyanov in quanto Parvanov
potrebbe aver già fatto il pieno dei voti di sinistra, area politica che alle elezioni politiche di giugno era risultata molto
ridimensionata, mentre Stoyanov potrebbe beneficiare dei voti dei candidati
eliminati al primo turno, appartenenti tutti all'area di centrodestra.
Tuttavia, non sono escluse sorprese, che come si θ già visto negli scorsi
mesi in Bulgaria sono tutt’altro che improbabili. La sfiducia degli elettori, la persistente crisi economica che il governo Sakskoburgotski tenta faticosamente di affrontare, ma che nonostante tutto appare estremamente difficile da affrontare,
ed il timore di tentativi di restaurazione monarchica sono fattori che possono
incidere sul risultato di domenica prossima.
Stoyanov ha pagato il fatto che agli occhi dell'opinione pubblica appare ancora troppo legato al suo passato di
dirigente della SDS, partito che ha perso malamente le elezioni ed il governo
del paese nel giugno 2001. La SDS θ tuttora attanagliata dalle lotte intestine tra
le fazioni: recentemente il sindaco di Sofia Stefan Sofianski ha deciso di
abbandonare il partito. Stoyanov dovrà giocare tutte le sue carte per
conquistare il secondo mandato presidenziale: c’è da vedere se, nel
corso della settimana, egli deciderΰ di giocare anche la carta dell’anti-comunismo, e
verificare se in Bulgaria questa è una arma ormai spuntata oppure no.
Parvanov ha certamente beneficiato della sua immagine pulita e della sua estraneità alle lotte
di potere condotte a furia di colpi bassi e veleni che hanno caratterizzato la vita politica bulgara degli ultimi
anni, e di cui si θ avuto una nuova manifestazione nel corso della settimana
precedente il voto.
La sfida presidenziale si presenta dunque interessante ed aperta; si spera che questo concentri un po’ di attenzione sull’evento, snobbato
da diversi organi di informazione stranieri, in particolare
da quelli italiani.
Autore: P.M.