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A SOFIA MLADENOV DIVENTA PRESIDENTE E LA FOLLA SI RIVOLTA CONTRO ZHIVKOV
18.11.1989 - SofiaMentre il Parlamento bulgaro ieri votava come previsto la nomina di Mladenov a capo dello Stato, in sostituzione di Zhivkov, diecimila, forse quindicimila, persone sono scese in piazza nel centro di Sofia per sostenere le riforme e chiedere che l’ex leader venga processato. La folla, che portava cartelli con slogan a favore della perestrojka e del leader sovietico Gorbaciov, urlava "condannate Zhivkov" e inneggiava a Slavcho Trnski. Questo deputato nella seduta parlamentare della mattinata aveva sferrato un attacco senza precedenti contro Zhivkov.
Il raduno di Sofia è stato organizzato per un comizio indetto dal partito comunista e non era mai successo che un capo di regime destituito nell’Europa dell’Est venisse denunciato pubblicamente a distanza così ravvicinata dal suo siluramento. La gente ha risposto all’appello del partito lanciando accuse contro i privilegi di cui hanno goduto gli uomini del regime: "I miliardari in tribunale" portava scritto un cartello mentre altri invocavano "Glasnost su salari e privilegi". Zhivkov, secondo quanto detto in Parlamento da Trnski, possedeva 30 residenze di lusso. Molti cartelli chiedevano il pluralismo politico e avvertivano Mladenov dai possibili nemici all’interno della nomenklatura bulgara.
I dimostranti hanno lungamente fischiato al comizio gli oratori considerati legati all’ex leader deposto, mentre hanno applaudito il ministro della Difesa, Dobri Dzhurov, ritenuto un elemento chiave nella recentissima epurazione avvenuta ai vertici del partito. Trnski nel suo discorso ha affermato che in Bulgaria non si vedeva un raduno così denso di emozione da quarantacinque anni. Il comizio si è concluso dopo circa un’ora con l'inno nazionale cantato dal soprano Geguena Dimitrova e durante la sua esecuzione molti si sono commossi fino alle lacrime. Un’altra dimostrazione, ma questa non autorizzata dal regime, si è svolta ieri con la partecipazione di circa 500 studednti universitari che hanno scandito slogan a favore della democrazia, di Mladenov e di Gorbaciov. I manifestanti si sono poi dispersi gridando "ci vediamo" domani": oggi infatti è prevista un’altra manifestazione non di regime. A scendere in piazza saranno i sostenitori dei diritti umani tra i quali ci dovrebbero essere diversi appartenenti all’organizzazione Eco-Glasnost. Fonte: Il Sole 24 Ore
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