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L’ITALIA APRE ALLA BULGARIA: ARRIVANO NUOVE INTESE E UNA LINEA DI CREDITO
24.11.1989Una linea di credito intergovernativo da 200 milioni di dollari (quasi 300 miliardi di lire) per beni strumentali e impianti industriali italiani, una serie di accordi commerciali, uno dei quali prevede la fornitura di centrali telefoniche per 20 miliardi. Questo il risultato economico della visita in
Italia del ministro delle Relazioni economiche con l’estero della Bulgaria, Hristo Hristov, che si è incontrato con il presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, con i ministri degli Esteri e del Commercio estero, Gianni De Michelis e Renato Ruggiero e con i dirigenti dei principali gruppi industriali.
La nuova linea di credito prevede che non più del 35% dell’importo globale sia destinato al finanziamento di forniture di prodotti
chimici, siderurgici e tessili, parti di ricambio e beni di consumo durevoli. Per le forniture di impianti completi, le convenzioni dovranno essere stipulate entro 30 giugno del 1993, a fronte di contratti firmati entro il 1992. Per le altre forniture potranno venire stipulate entro il 1992 convenzioni cumulative (open) destinate al finanziamento di contratti da firmare entro il 30 giugno del 1993. Ciascuna convenzione di credito non dovrà essere inferiore a tre milioni di dollari (circa quattro miliardi) e prevederà il finanziamento massimo dell’85% dell’importo del contratto. Il restante 15% sarà regolato in contanti da parte bulgara la quale dovrà sopportare anche i costi assicurativi a tassi agevolati, dal momento che si tratta di una linea di credito intergovernativa.
Ruggiero, che ha firmato per l’Italia la convenzione del credito, ha detto che il nostro Paese è interessato
affinché la Bulgaria entri in organismi internazionali come il Gatt e stringa rapporti più solidi con la
Cee. "Siamo pronti - ha rilevato il Ministro - a fare la nostra parte anche per l’eliminazione di tutte le restanti restrizioni quantitative nei confronti delle importazioni bulgare".
Quanto ai rapporti bilaterali, Ruggiero ha ricordato che nei primi sette mesi di quest’anno le esportazioni bulgare in Italia sono aumentate del 32% e le nostre in Bulgaria del 33,2 per cento. Si tratta di una crescita equilibrata anche se si può fare di più per aumentare l’interscambio che negli ultimi quattro anni ha subito un progressivo calo: da 477 miliardi del 1985 a 410 dell’88.
Un impulso verrà certamente dalle trattative in corso in via di conclusione. Oltre l’accordo con l’Italtel per la fornitura di centrali telefoniche per Sofia, sono in piedi molti altri contratti.
Tra gli altri: Ansaldo è in contatto con la Transipex per la fornitura di 40-50 locomotive e per l’ammodernamento di centrali elettriche; Impresit è interessata a impianti per il trattamento degli scarichi industriali; Snamprogetti ha presentato un’offerta alla Chiminvest per un impianto destinato alla produziuone di urea; Nuovo Pignone è interessata ad un impianto per produrre metanolo e per il revamping di linee per la produzione di urea; Tpl è impegnata in un impianto per la rigenerazione di olii usati; Danieli ha concluso la trattativa per il laminatoio di acciai speciali e sta trattando per l'ammodernamento dell'acciaieria di Kremikovtzi; Olivetti sta esaminando la possibilità di introdurre in Bulgaria sistemi di pagamento rapidi ed ha concluso un contratto (10 miliardi) per macchine di misurazione e controllo; La Fiat auto ha in corso un'offerta per pulmini turistici; l’Iveco dovrebbe vendere 50 Turbo-Star; Tecnimont ha allo studio un impianto per l’urea.
Autore: Fabrizio Aiazzi Fonte: Il Sole 24 Ore
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