PURGA TRA I LEADER DELLA COALIZIONE GOVERNATIVA DI SOFIA
16.06.2000 - Sofia
Il presidente del consiglio bulgaro, Ivan Kostov, ha sollevato dal proprio
incarico il responsabile delle trattive con l'UE, Aleksandar Bozkov. Si ritiene
che il congedo da uno dei politici più noti dell'Unione delle Forze
Democratiche (SDS) sia l'ultimo di una serie di passi contro la corruzione ai
vertici del governo bulgaro. Il futuro di Bozkov verrà deciso dalla
magistratura, che esaminerà il suo operato in qualità di ministro
dell'industria nell'esecutivo formato dalla SDS dal 1997 al dicembre 2000,
quando è stato assegnato a tale carica "europea".
Ivan Kostov ha pregato ufficialmente Bozkov di dare le dimissioni solo alcuni
giorno dopo che il responsabile delle trattative aveva fatto rapporto sulla
chiusura dei primi quattro capitoli delle trattative per l'ammissione all'UE. Il
lavoro evidentemente buono e rapido nelle trattative con l'UE non è stato
sufficiente a correggere la cattiva immagine di Bozkov conseguente agli scandali
con i quali il suo nome ormai da tre anni viene messo coostantemente in
relazione.
Aleksandar Bozkov è uno dei leader "blu" che ha acquisito più
rapidamente la fama di ministro che ha sfruttato la propria posizione personale
per arricchirsi. In breve tempo gli è stato affibbiato il soprannome di
"Mister 10%" a causa della sua tendenza a cercare di ottenere una
commissione per ogni affare che richiedeva la sua firma. Negli ultimi mesi,
prima di essere trasferito alla sezione per le trattative con l'UE, i bulgari lo
conoscevano ormai con il nomignolo di "Mister 20%". I sospetti di
malversazioni finanziarie non sono comunque stati provati. Indipendentemente da
ciò, Bozkov in occasione del rimpasto di governo del dicembre 1999 è rimasto
fuori dal governo e poco dopo è stato lasciato fuori anche dagli organi
esecutivi della SDS.
Oggi, sei mesi più tardi, il successore di Bozkov, Petar Zotev, ha accusato
l'ex ministro di abuso d'ufficio. Contro Bozkov è stata aperta un'indagine che
deve confermare quale sia la sua partecipazione all'emissione con modalità
illegali di buoni di compensazione che secondo la legge sulle compensazioni
spettano ai proprietari di beni statalizzati. Tali buoni vengono rilasciati ai
proprietari, o ai rispettivi eredi, in relazione alle imprese che dopo il 9
settembre 1944 sono state sequestrate "a favore del potere popolare".
Con tali buoni ora si può partecipare alla privatizzazione delle aziende
statali.
Alle imprese illegali del ministro ha partecipato anche il suo viceministro
Edit Getova, sulla quale già da molto tempo pesavano sospetti di corruzione. Un
controllo ha dimostrato che i due hanno rilasciato buoni di compensazione che
superano di 250 volte il valore reale della ditta "Strug - Vagan -
Engibarov" statalizzata a suo tempo. Getova ha stilato un rapporto secondo
il quale all'erede Anzel Engibarova-Smit doveva essere data una compensazione
del valore di 78 milioni di marchi, invece che di 310.000 marchi.
Indipendentemente dall'entità del danno confermato per tali casi di emissione
di buoni, su tale documento si trova la firma di Aleksandar Bozkov.
Proprio nel medesimo periodo il ministero dell'industria ha adottato un paio
di decisioni che consentono una maggiore libertà nello scambio dei buoni di
compensazione e così il loro valore ha fatto un balzo verso l'alto.
Engibarova-Smit ha venduto gran parte dei buoni alla ditta dei fratelli Dzankovi,
che a loro volta li hanno utilizzati per partecipare alla privatizzazione dello
stabilimento di macinazione di Sofia. Hanno vinto il concorso e hanno pagato
l'intero prezzo con tali buoni, e così lo stato non ha ottenuto quasi nulla, in
termini di somme reali, dalla vendita dello stabilimento. E' interessante notare
il particolare che nel concorso la ditta dei fratelli Dzankovi aveva avuto la
meglio su un'azienda greca. La settimana scorsa, tuttavia, la medesima azienda
greca, la Lulis, ha comunque acquistato lo stabilimento di macinatura e i due
fratelli hanno così realizzato un consistente profitto.
Quale è stato il vantaggio che Getova e Bozkov hanno tratto da tale
emissione illegale di buoni di compensazione è qualcosa che dovrà essere
chiarito dagli organi competenti della magistratura. Quello che è allarmante è
il fatto che, evidentemente, non si tratta di un caso isolato, bensì di una
delle molte occasioni in cui esponenti dell'alta dirigenza della SDS hanno
abusato della propria carica d'ufficio per portare a termine affari sfavorevoli
per lo stato o per adottare decisioni illegittime.
La decisione di Kostov tuttavia è indicativa. La questione dell'esistenza
della corruzione ai vertici dello stato è stata portata all'ordine del giorno
sei mesi fa da parte del presidente del paese, Petar Stojanov, nonché dagli
oppositori politici della SDS. I dubbi sulle azioni illegittime dei membri
dell'esecutivo gettano un'ombra sull'immagine del governo, che è drasticamente
peggiorata tra gli elettori, sempre meno fiduciosi nei confronti dell'esecutivo.
In tutti i casi in cui si è cercato di trovare una risposta alla domanda
sull'esistenza della corruzione, Kostov ha difeso i suoi collaboratori. Ha
rimosso dalla loro carica solo due di essi, noti entrambi come "M.M."
- si tratta del responsabile del centro stampa del governo, Mihail Mihajlov, e
dell'ex viceministro dell'industria, Marin Marinov, perché erano sospettati di
corruzione. La decisione di sollevarli dall'incarico ha validità temporanea,
fino a quando non verranno portate a termine le verifiche delle autorità che
conducono le indagini. Nel caso di Bozkov, tuttavia, Kostov ha dato prova di una
maggiore decisione nel fare i conti con alcuni dei leader "blu" che
violano la legge.
Non è chiaro quale sarà il contrattacco di Bozkov, che è una delle persone
più influenti nella SDS. Per molto tempo si è pensato che Kostov non avrebbe
potuto fare i conti con lui per svariati motivi, addirittura solo per il fatto
che è l'unico nel governo che parla fluentemente l'inglese. Bozkov manteneva i
contatti con il FMI. Era anche un esponente della lobby ebrea che il premier
sicuramente non desidera perdere. E, non all'ultimo posto, Bozkov ha condotto la
maggior parte del processo di privatizzazione delle imprese statali. Egli
controlla leve economiche che, in caso di eventuali attriti tra singole
personalità della SDS, e al di fuori di essa, potrebbero svolgere un importante
ruolo.
Comunque, se non riuscirà a migliorare la propria immagine, il partito di
governo rischia di perdere le elezioni politiche dell'anno prossimo. Le
istituzioni finanziarie internazionali, da parte loro, premono anch'esse
affinché il governo risolva il problema della corruzione. In caso contrario
Kostov potrebbere perdere anche il loro sostegno. Egli ha già avviato una
guerra con un altro noto ministro, estromesso con il rimpasto di governo del
dicembre scorso: Evgenij Bakardziev. Non è chiaro se riuscirà ad arrivare fino
in fondo con tanti avversari. Sembrerebbe, a uno sguardo superficiale, che egli
possa contare sul sostegno del presidente Petar Stojanov, che gode di un'alta
fiducia nella società ed è stato il primo a sollevare la questione di una
pulizia tra le fila dei "blu".
All'interno della SDS c'è odore di guerra, a meno che le recenti decisioni
non siano solo un tentativo di gettare polvere negli occhi degli elettori, in
funzione di qualche compromesso politico
Autore: Georgi Filipov
Fonte: AIM
Traduzione: Andrea Ferrario - Notizie Est