Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 





           Utente: non registrato
Bulgaria - Italia      

 Notizie



 
Forlì - Viaggio in Bulgaria: breve immersione nella cultura bulgara
Maroni, un piano anti-romeni "Ridiscuteremo le regole Ue"
Voci da tutto il mondo in scena a Lingua madre
Andrey Slabakov: Parole contro
Europarlamentare verde si dice shoccato dalle violazioni ambientali in Bulgaria
   
Tutte le notizie

Conoscere la Bulgaria

  Arte e Cultura
Arte in Bulgaria
Biblioteca
Cinema bulgaro [Attrici]
Lingua e cultura italiana
Storia della Bulgaria
Letteratura
Lingua Bulgara
Musica
Monasteri
Poesia
Teatro
Traci


Città e Località
Sofia
Plovdiv
Varna
Burgas
Koprivshtitza
Bansko
Borovets
Pamporovo

Economia
Agricoltura
Banche e Finanza
Energia
Fiere
Infrastrutture
Investimenti
Telecomunicazioni


Folklore

Cucina bulgara
Fiabe
Nestinari
PopFolk e Chalga
Valle delle Rose
Vampiri


Informazioni
Mappa
Inno Nazionale
Scheda Paese
Dizionario IT-BG


Notizie

Ambiente
Cultura
Cronaca
Economia
Esteri
Lavoro
Immigrazione
Politica
Sport

Bulgaria e ...
Iraq
Libia
NATO
Unione Europea


Politica e Governo
Ambasciate
Ambasciata di Bulgaria
Ambasciata d'Italia
Istituzioni
Politica ed Elezioni
Legislazione italiana

Società
Bulgari in Italia
Diritti umani
Informazione
Modelle Bulgare
Radio Bulgaria
Sindacati
Sport
TV Bulgaria

Turismo
Alberghi
Appunti di Viaggio
Campeggi
Compagnie Aeree
Informazioni Valutarie
Montagna
Viaggio in Camper
Viaggio in Bici
Viaggio in Auto


APPUNTI DI VIAGGIO  
TRIESTE - ISTANBUL IN BICICLETTA (16) - di Emilio Rigatti 
     
SU UN PACCHETTO DI CAMEL

15.07.2001 - 16-a Tappa - Da Harmanlis a Edirne (66km)

Ieri sera, in un ristorante come un nido di cicogne: su di una piccola terrazza esposta al vento caldo, ma secco. I tetti di Edirne appena visibili, perché il sole, adesso, é impegnato a disegnare i profili delle moschee come lui solo sa fare: con precisione e nitidezza, sfumando le luci dal rosso acceso - in basso - passando per rosa azzurri indaci fino al nero dell'Est, che inseguiamo da quasi tre settimane. Quando uno stormo di gabbiani comincia a sfilare pochi metri sopra di noi, per decine di secondi, ci sembra che questo Spielberg celeste stia andando giù un po' troppo duro, con gli effetti speciali. i gabbiani, quando sorvolano la terrazza, vengono illuminati da un faretto, poi tornano a infilarsi nel buio.

I gabbiani, il tramonto, i minareti che spuntano dappertutto, in questa Siena del mondo islamico. É troppo, e Checco fa un gesto al cielo, come dire: ma và, ma basta, non strafare, si vede che stai premendo troppo sull'acceleratore. lavora con modestia, signore dei paesaggi per turisti, sennò ci sembra di essere sul coperchio di una scatola di cioccolatini, o su un pacchetto di Camel, ridisegnato da un Salvador Dalì redivivo. Paolo ogni tanto prende appunti, ci intervista sulle impressioni della pedalata odierna, che é stata per me quella dell'arrivo in oriente. O no?


EST IS EST?

Dopo l'irritante confine turco - sette confini al prezzo di uno, con funzionari maleducati, che guardavano noi e le bici come se avessero pestato a piedi scalzi una cosa viscida - mi era scesa un po' questa voglia d'oriente. Paolo ci aveva avvisato, che questi son rognosi. e giù appunti, il Paolo, registrando il numero spropositato di volte che ci tocca tirare fuori il passaporto, annotando le scortesie di questo straordinario apparato poliziesco e burocratico del confine. Il doganiere bulgaro ci aveva salutato con un sorriso da reclame: "È perché sapeva quello che ci toccava dopo", commenta Checco. Paolo impreca in triestino, e scrive su un quadernetto che sostituisce il magnetofono, a bagnomaria con le trote del Rodope, come sappiamo.

Appena ci sfiliamo di dosso l'impressionante sequela di genuflessioni burocratiche, i camionisti turchi in attesa di angherie - a loro tocca più dura che a noi - ci salutano, quasi tutti. Il primo che vedo é un uomo basso con la faccia da caffè paulista, con un sorriso da poterci pattinare sopra: "You are welcome!" mi urla al volo. Abbaio qualcosa in tono cordiale, perché il turco é proprio un codice fiscale, un'istruzione di un Seiko in giapponese. E poi ancora espressioni augurali, a giudicare dal tono dalla voce, che ci fanno piacere. Non bisogna confondere la gente comune con politici, militari, bande armate, lo abbiamo imparato in altri luoghi, durante questo viaggio. Le ruote girano, e appaiono i primi paesi, le moschee, e le sintesi verticali dei minareti. siamo in oriente?

In effetti segni d'oriente li abbiamo trovati anche altrove: le moschee a Sofia e a Novi Sad, la valle dei turchi (?) sulla via di Velingrad. E poi la musica araba, già ascoltata a Cuprija (e in turco "kupruru" vuol dire ponte), che ci ha accompagnato, mista al rock, fino ad oggi.

Ma se vogliamo essere pignoli, il primo segno dell'Est lo abbiamo rilevato già in Slovenia, dove si beve il caffè alla turca. Chi é stato più ad Est ancora, mi ha raccontato che l'Est, più a Est, diventa una vera dose per adulti di Est. Ma bisogna star attenti con la posologia. Ma per me é la prima volta, e devo prendere le dosi così come consigliato dalla ricetta. Ero gia stato in Egitto più volte, e in Israele: ma l'Est, per me, é stato questo progetto, e soprattutto il modo di arrivarci.

L'Egitto in aereo, é un po' un Est dove sono entrato passando per i libri di storia dell'arte, un Est che sa ancora di Ovest. Calvino, credo di averlo ricordato da qualche parte in queste note, diceva che una città prende forma dal deserto che le si oppone (che città era? non ricordo). Ma anche - mi pare - dal mezzo e dalla velocità con cui ci avviciniamo a essa. Perché il mezzo é di per sé un'intenzione, un desiderio di dare una forma particolare alle cose a cui vogliamo avvicinarci. Per cui - e termino il pippotto epico-teorico - quando ho visto profilarsi tra i pioppi -ci hanno accompagnato per tutta la strada a est, i pioppi - i quattro minareti della moschea di Sinan Mimar mi son detto: ecco, ho pedalato proprio per vedere questo dal sellino della mia bici, per passare su un ponte, per poi schivare un bus che mi nasconde - e poi mi ripresenta più vicini, e da un'altra prospettiva - i minareti, le cupole, che si muovono col mio pedalare, che adesso sono sopra di me, che navigano nel cielo della Tracia che oggi ci regala nuvole pastose e complicate. Questo oriente é nato da questo generatore di prospettive che é la bicicletta, dinamo e generatore di casualità ed eventi: senza programmazione.


EDIRNE

Edirne é una città importante, ci ha lavorato questo grande architetto di cui apprendo il nome solo adesso: giannizzero e combattente, divenuto architetto di core nel XVI secolo, Sinan Mimar lavorò tutta la vita con l'ossessione delle grandi moschee classiche di Istanbul. Non so molto di arte islamica, ma le proporzioni, l'uso raffinato dei materiali - pietre di vario colore, cotto e pietra, stilemi occidentali, come le strisce sovrapposte bianco-rosso mattone - ci trasformano in turisti estasiati. Una giornata così deve finire vicino al cielo: nel ristorante per cicogne, la birra da mezzo, e Spielberg che strafà con tramonto e gabbiani. Allah u akbar!!!


Edirne, 15.07.2001


TRIESTE - ISTANBUL in BICICLETTA   e-mail: emiliochecco@hotmail.com

0  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10  11  12  13  14  15  16  17  18  19  20

ORA E' ANCHE UN LIBRO!


Emilio Rigatti
La strada per Istanbul
pp. 336- f.to 14x21 cm
foto a colori e mappe storiche
ISBN 88-85318-22-3
Editore Ediciclo
Euro 14,00

Acquista il libro!

 


Home | Notizie | Forum | Club | Associazione | Annunci | Directory | Biblioteca | Meteo | Foto del giorno | Immagini | Parole famose | Cerca
Turismo | Hotel | Shop | Traduzioni | Appunti di Viaggio | Bulgari in Italia | Cartoline | Sondaggi | Dicono di noi |  | Balgarski - Bulgaro - Bulgarian | English - Inglese - AngliskiRusso - Russian - Ruski
e-mail: webmaster@bulgaria-italia.com
Ultimo Aggiornamento: 25.03.2008
 

Bulgaria-Italia