LA KRKA
01.07.2001 - 2-a Tappa - Da Radzrto a Zuzemberk (132 km)
La sveglia ้ alle sette, e alle otto iniziamo a pedalare in
un'aria fredda per l'insistente pioggia notturna che ci ha fatto
temere il peggio. Ieri il vento ่ stato a favore: oggi lo avremo
contro dal primo all'ultimo chilometro. Il viaggio fino a
Grosuplje non ้ molto interessante, ma da l์ a Krka Vas, nella
valle del fiume Krka, attraversiamo boschi maestosi di faggi e
carpini. E una tappa che presenta continui dislivelli, faticosa, e
piena di strappi e discese. Procediamo piano, senza forzare.
L'arrivo nella valle della Krka, dopo lo scollinamento a 600, ่
su una buona strada di maccadam. Attraversiamo un bosco quasi
freddo, di singolare bellezza.
Di colpo la vegetazione arborea cessa, e la valle ci si presenta
in tutta la sua estensione. Costeggiamo la Krka, in mezzo a boschi
e a coltivazioni in pendenza. Il fiume scorre sotto di noi, e la
strada segue l'andamento ondulato delle colline che lo
fiancheggiano. Piccoli villaggi, traffico quasi inesistente,
castelli, rovine, orti e vigne. E' una zona di gran bellezza
paesaggistica, cui contribuiscono non poco gli ordinati giardini
delle case. E' poco frequentata, ed ่ ricca di fauna e di flora,
e la popolazione di orsi e caprioli, ci dicono, deve essere
mantenuta sotto controllo, perch้ a volte sfonda la
sostenibilitเ ecologica. La Krka ้ una presenza costante, il suo
colore ora verde cupo ora azzurro si intravede tra gli alberi,
trenta metri pi๙ in basso.
TERZO MIRACOLO DI SANT'ALBERTO FIORIN
Ad un tratto scorgo una collina singolare: sembra una gran
focaccia, o un pane che abbia perso d'improvviso la lievitazione.
Sopra i prati sfalciati e verdissimi, alcune querce enormi,
isolate. Covoni di fieno giallo contrastano bizzarramente con il
verde brillante dell'erba. Un paio di nuvole complicate, sospese
sul colle, danno un estro alla Magritte al tutto. Tiro fuori la
macchina fotografica, cerco di inquadrare in corsa lo scorcio, e
mi rendo conto che l'occhio incollato all'obiettivo mi ha fatto
perdere l'equilibrio. Sto per rovinare sull'asfalto granuloso,
penso "Ecco che mi tocca come ad Alberto": Ma con una
scomposta e fulminea riorganizzazione dei pesi riesco a continuare
la rotta. Grazie Sant'Alberto: e tre.
KRKA GRAFFITI
Ogni tanto nei paesi, ci imbattiamo nelle gasilski dom, le
caserme dei pompieri. Qui sono un'istituzione importante, sono
curate, tutte hanno sulla facciata un affresco che rappresenta San
Floriano, che spegne un incendio con un secchio. Gli artisti
locali si sono sbizzarriti attorno a quest'iconografia
obbligatoria, e alcuni tentativi di reinterpretare il santo
ignifugo sconfinano nel fumetto: un San Floriano sembra un
legionario romano di Asterix, mentre in un altro si intuiscono
echi di cubismo rurale.
Alcune gasilski dom hanno una nicchia,protetta da una vetrina, con
un'antica statua del santo. Quasi certamente era collocata nella
vecchia caserma, e quando si rinnova qualcosa dispiace buttar via
tutto il vecchio. Cos์, in un paese, il vecchio trabiccolo a
trazione animale -antenato delle moderne autopompe- ่ stato
riverniciato e collocato sopra l'ingresso della gasilski dom.
I toplarij, i fienili di legno sui quali l'erba ่ messa ad
asciugare su una rastrelliera, sono una presenza costante. Alcuni
sono costituiti molto semplicemente da una rastrelliera, simile a
una spalliera svedese, e da un tetto a due spioventi per riparare
il fieno dalla pioggia. Possono essere lunghi solo pochi metri, ma
ne abbiamo visti alcuni di parecchie decine di metri. Disseminati
nella campagna, hanno un effetto plastico da scultura moderna. In
quelli molto antichi il legno ่ sofferto, sbiancato dalle
intemperie, e in decine di anni di esposizione all'acqua e al
vento i toplarij si sono inarcati, incurvati, scomposti, come
cercando la posizione migliore per affrontare il tempo.
Sospettiamo che siano protetti o dalla legge o da una consuetudine
piu' forte della voglia di cambiamento, perch้ non ne troviamo
nessuno che sia costruito con criteri diversi. Alcuni, pochi,
hanno i montanti in cemento, ma i pali trasversali sono sempre in
legno. Credo che un artista della Land Art firmerebbe volentieri
questa gigantesca installazione che ่ la valle della Krka, dove
questa presenza plastica dei toplarij ่ quasi una sigla del
luogo.
I tigli pi๙ belli e monumentali li ho visti qui, in Slovenia,
dove quest'albero ่ considerato un emblema nazionale. Prima di
ritirarsi gli italiani, mi raccontava Marjan Zupancic, un vecchio
di Dvor, li segarono tutti. Fu una rappresaglia vegetale di cui i
vecchi si ricordano bene, e con amarezza: "Ma i tedeschi
-aveva concluso Marjan- preferivano fucilare. Meno lavoro e pi๙
risultati". Ogni tanto ci imbattiamo in qualcuno di
monumentale, che quasi ci obbliga a fermarci, a considerarlo, a
provare il rispetto che meritano quelli che, per una qualche
ragione, hanno saputo pi๙ di altri ammansire il tempo. E' un
albero, dicono qui, che ci mette trecento anni per crescere, per
trecento anni vive la sua stagione migliore, e impiega altri
trecento anni per morire.
Arriviamo a Zuzemberk alle sette. Passiamo davanti alle rovine del
castello medievale distrutto dai bombardamenti tedeschi durante la
seconda guerra mondiale, e una ripida discesa ci porta al fiume,
dove c'่ l'agriturismo Koren, una costruzione in pietre e legno
che riprende lo stile dei toplarij. La cena ้ all'aperto, a pochi
metri dalle acque tranquille del fiume. ษ difficile esprimere la
sensazione che proviamo: per i lunghi giorni che ancora ci
aspettano, per il fatto che siamo giเ alla seconda notte fuori
casa, per la tranquillitเ e la bellezza del posto. Come fanno i
miei alunni in settimana bianca, la sera, vorrei telefonare a
casa, ma mia moglie e mio figlio sono in Colombia, e il cellulare
non funziona bene. Ma riceve: e Paolo Rumiz ogni sera ci legge il
suo bollettino medico, che per il momento non ่ tale da
consentirgli di partire. "Forse -ci spiega- dopodomani ce la
faccio a raggiungervi". Conoscendolo, ่ capace di partire
con la febbre, pur di pedalare con noi.
A poco pi๙ di cento chilometri da qui, annuncia l'ultimo
telegiornale in italiano che vedremo per un mese, i forzati delle
vacanze sono incatenati in code interminabili di auto. Le solite
interviste ai gitanti sotto il sole dell'autostrada, un tale che
dice che "่ uno scandalo", come se fosse stato il
Governo a spedirlo sulla Firenze-mare, mi fa ridere. Eccoli, i
veri eroi, penso: i turisti, i fanti delle vacanze, gli intrepidi
sconosciuti della Grande Guerra estiva. Invece della domanda
"ma perch้ non ne vengono un po' anche qua?", sentenzio
egoisticamente: "grazziaddio NON vengono di qua."
Questa sera, dieta mista: pasteggiamo con la birra, e poi ci
facciamo servire la solita boccaletta da mezzo di terrano. Ci
facciamo ipnotizzare dalla Krka e dal movimento pigro delle alghe,
dal costante rumore della cascata, dall'ultimo bicchiere di vino
di tutto il viaggio. Da qui in avanti, inizia la Via della Birra.
Zuzemberk, 01.07.2001
TRIESTE -
ISTANBUL in BICICLETTA e-mail: emiliochecco@hotmail.com
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