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 FORMAZIONE E CONSOLIDAMENTO DELLO STATO SLAVO-BULGARO 
 a cura di Giacomo Brucciani

Nella divisione dell'Impero Romano (395) le province della Mesia (Bulgaria del nord) e della Tracia toccarono a Costantinopoli: tra il VI e VII sec esse furono invase dalla migrazione slava che l'impero cercò di contrastare con successi limitati. 

Verso la fine del VII sec le popolazioni turco-altaiche dei protobulgari (che erano stanziate tra mar Nero e mar Caspio) aggredite da altre popolazioni si diressero sia verso regioni del medio Volga sia verso quelle del Danubio gia colonizzate dagli slavi (queste ultime guidate dal Khan Asparuch). 

L'iniziale scontro con l'Impero che fu sconfitto nella battaglia Onglossa, portò al riconoscimento del nuovo stato Bulgaro nel territorio della Dobrugia (Bulgaria nord-occidentale) con capitale Pliska : l'Imperatore bizantino Costantino IV Pogonato concluse un trattato di pace con il Khan Asparuch nell'estate del 681.

Aparuch iniziò quel processo di incorporamento delle popolazioni slave che doveva portare al consolidamento del giovane stato. Asparuch morì nel 701 in battaglia contro i Cazari. Successore gli fu il figlio Tervel (701-718). 

Nel 708 l'imperatore Giustiniano II annullò un precedente trattato di alleanza con i Bulgari (705) e li attaccò presso Anchialo subendo una pesante sconfitta. Il khan Tervel accortosi della debolezza bizantina nel 711 e nel 716 assediò Costantinopoli: l'imperatore Teodosio III dopo il secondo assedio fu costretto a firmare un trattato di pace che fissava i confini trai due stati. 

Per i successivi decenni i rapporti tra Bisanzio e lo Stato bulgaro furono non poco contrastati: non sempre l'impero riuscì ad sconfiggere i bulgari in varie battaglie (dal 755 al 796) ; anzi i confini della Bulgaria si stavano dilatando sempre di più. 

Il Khan Krum (802-814) succeduto a Tervel, Kormisos, Telerig e Kardam nell'805, approfittando della caduta del kaganato degli avari sotto i colpi dei franchi, annesse terre avare alla Bulgaria: l'estensione bulgara provocò la reazione di Bisanzio giustificata dal fatto che Krum si diresse con un esercito verso Sofia (conquistandola) e verso la Macedonia: l'esercito Bizantino per contrastare i Bulgari ingaggiò battaglia nell'811 e fu sconfitto. 

Così la Bulgaria si presentava nei Balcani come uno stato forte e la sua estensione andava da nord-ovest a nord-est fino ai Carpazi, a est fino al Dniepr e a sud fino ai monti del Rila. 

Nella sua politica di consolidamento (portata avanti anche attraverso opere architettoniche e monumenti come il Madarski Konnik- Cavaliere di Madara a Pliska) ed estensione dello Stato, la Bulgaria subì un processo di slavizzazione dando alla struttura stessa più omogeneità. Infatti le tribù slave rappresentavano un dei più importanti problemi con Bisanzio: nell'856 fu firmato un trattato tra l'Impero e il principe bulgaro Boris I (852-907) per regolare le zone di influenza.

Pur estendendosi territorialmente e entrando in contatto sempre più diretto con Costantinopoli, la Bulgaria rimaneva uno stato pagano. Nel 864 però, con un nuovo trattato di pace, Boris I si obbligò a convertire se stesso e il suo popolo al cristianesimo orientale disdicendo cosi i precedenti accordi con l'Impero germanico: i messi bulgari andati a Costantinopoli per il trattato, furono battezzati.

La contesa tra chiesa di Roma e chiesa di Costantinopoli investì anche la Bulgaria che per mantenere la sua indipendenza, nuovamente guardò verso occidente passando sotto Roma (866-870); questa nuova situazione fece decidere a Bisanzio di concedere autonomia alle diocesi bulgare che nell'870 durante il concilio ecumenico di Costantinopoli tornarono sotto Bisanzio. 

Dopo questo fatto i rapporti tra i due paesi furono più amichevoli come conferma la volontà di rispettare la pace da parete degli eredi di Basilio I il macedone, da parte del patriarca di Costantinopoli Fozio e da parte del principe Boris I.

Successore di Boris I fu Simeone: educato a Costantinopoli si immerse nello studio letterario e mostrò il desiderio di farsi monaco. Nominato re si prefisse lo scopo di sconfiggere l'impero Bizantino e di usurpare dei diritti il suo Basileus. 

Gli anni del suo governo videro l'estensione notevole dello stato bulgaro: i contrasti che ne derivarono con Bisanzio portarono Simeone Veliki (il grande) sotto le mura di Costantinopoli più volte (913 e 923). Le azioni militari bulgare si diressero anche contro la Serbia, colpevole di mantenere una linea politica fedele a i bizantini, che fu inglobata nello stato nel 924. 

Il desiderio di Simeone di aspirare al trono di Costantinopoli lo portò nel 918 a far sposare sua figlia Elena con Costantino VIII Porfirogenito: così nel 920 divenne co-imperatore formalmente Ma la conquista materiale della città non gli fu possibile anche perché morì il 27 maggio 927, durante i preparativi della tanto bramata conquista.

Dal punto di vista culturale, nella seconda metà del IX sec, la Bulgaria vide l'invenzione, l'introduzione e la diffusione della scrittura slava e di una letteratura in lingua slava sofisticata basata sulla sintassi greca e sulla morfologia della lingua parlata nei dintorni di Salonicco: questa opera è collegata indissolubilmente ai nomi di Costantino-Cirillo filosofo e di suo fratello Metodio, primi "apostoli" (propagatori della scrittura slava) slavi che nell'855 compongono l'alfabeto il quale in seguito verrà chiamato cirillico.

I loro discepoli (Gorasd, Kliment, Naum, Sava e altri che svolgeranno una notevole attività istruttiva e letteraria tra il popolo) espulsi dalle terre di Moravia, furono accolti da re Boris I (886) che con questo gesto espresse la sua volontà di non cadere completamente sotto il controllo del patriarcato di Costantinopoli.

Boris I sostenne anche la scuola di Ochrida (anche perché così poteva estendere la propria autorità sulle tribù slave di Macedonia) dove vennero continuati gli sforzi dei due fratelli dai loro discepoli per l'elaborazione di una liturgia in lingua slava che divenne dal X sec la lingua comune dell'ortodossia slava (oggi nota come slavo ecclesiastico): uno dei più importanti fu Clemente che stanziatosi a Ochrida fece costruire chiese, nel 893 fu consacrato primo vescovo di lingua bulgara e, narra la leggenda, ebbe quasi tremila discepoli dei quali i migliori furono ordinati lettori, suddiaconi, diacono e sacerdoti. Nacquero in questo clima, i primi scrittori bulgari come Costantino di Preslav (che fu anche il primo poeta bulgaro) , Giovanni Esarca e Hrabar. 

Il re bulgaro grazie all'appoggio del papa Di Roma (la discordia con Costantinopoli non era ancora finita) adottò questa liturgia slava per il clero dei suoi domini: cosi il paleoslavo si estese in tutti i Balcani, tra i valacchi e nel X sec tra i russi. L'opera realizzata in Bulgaria si rivestì di connotati panslavi: infatti le opere di Costantino di Prelav e di Giovanni l'Esarca si diffusero presto in Russia e Serbia.


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Ultimo Aggiornamento: 30.01.2010