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Gheorghi Dimitrov
nasce il 18 Giugno 1882 nel villaggio di Kovachevtsi nel distretto
di Radomir. Suo padre era morto nel 1913. Piccolo artigiano prima
di diventare operaio, godeva della stima di quanti lo conoscevano.
Quando Gheorghi, e più tardi i fratelli minori, intrapresero la
via della rivoluzione, anche il padre, spinto dal maggiore, aderì
alle idee rivoluzionarie dei suoi figli e parecchie volte essi
ebbero in lui un abile collaboratore.
La madre, imitando il marito,
aiutò i figli nella loro attività rivoluzionaria. senza
istruzione, ma molto intelligente, Paraçkeva Dimitrova, aveva
serbato il ricordo di un'infanzia di miseria. Condividendo la
sorte di migliaia di figli di contadini poveri, fin dall'età di
otto anni, aveva lavorato dall'alba al tramonto presso un padrone
di città che sfruttava vergognosamente il lavoro minorile.
Gli altri tre fratelli di
Dimitrov erano già caduti nella lotta, Costantino, che morì per
primo, era stato segretario del sindacato dei tipografi di Sofia.
Durante la guerra dei Balcani (1912-1913), i nemici per
sbarazzarsi di questo scomodo rivoluzionario, lo inviarono al
fronte, in prima linea, ove cadde.
Dopo Costantino, morì Nicola.
Era partito per la Russia al momento della tempesta rivoluzionaria
del 1905. La polizia nel 1908 lo arrestò a Odessa in una
tipografia clandestina del Partito Socialdemocratico. Fu
condannato alla deportazione a vita in Siberia, dove morì alla
vigilia della Rivoluzione d'Ottobre.
Teodoro, il terzo fratello di
Dimitrov, morì assassinato nel 1925 nella sede della polizia di
Sofia. Dal 1924, Teodoro, come tutti i militanti, viveva nella
clandestinità, ricercato attivamente dalla polizia.
Gheorghi Dimitrov, aveva anche
una sorella, Lena, anch'essa militante rivoluzionaria ,
appartenente alla Gioventù Comunista, viveva in clandestinità ed
era ricercata dalla polizia.
Gheorghi Dimitrov fin dai primi
anni della sua adolescenza passò attraverso la dura scuola della
lotta proletaria, partecipando attivamente alle lotte della classe
operaia e diventandone uno dei suoi migliori dirigenti.
Nonostante la sua passione per lo
studio dovette abbandonare gli studi nel 1894, all'età di dodici
anni per contribuire al sostentamento della numerosa famiglia.
Affrontò la vita, munito di una base assai debole di conoscenze,
avendo frequentato la solo la scuola elementare e le prime due
classi della scuola media. Incominciò come apprendista in una
tipografia e divenne poi tipografo. Dimitar Blagoev e i suoi
compagni d'arme avevano da poco creato il partito
socialdemocratico bulgaro, dopo un aspra lotta sostenuta contro
gli avversari dell'organizzazione politica della classe operaia.
Nel 1896, Gheorghi Dimitrov,
pubblicò con un amico, operaio rilegatore, il giornale "Chicchirichì", organo del partito Kastratelna [dal verbo
bulgaro Kastra che significa fustigare], egli ne era il redattore
capo. Scriveva direttamente gli articoli in tipografia e li
stampava servendosi di una macchina a pedale. Chicchirichì ebbe
una vita breve, ma movimentata esistenza e dopo il secondo numero
non venne più pubblicato. Il programma del Chicchirichì era di
operare in favore della verità e della giustizia; riuscì infatti
a smascherare alla maniera dei favolisti l'ipocrisia
dell'associazione dei protestanti di cui facevano parte anche gli
stessi genitori.
A 18 anni, Dimitrov fu eletto
segretario dell'Unione sindacale dei tipografi di Sofia. Ebbe
così l'occasione di allargare la sfera delle sue attività
incominciando con l'organizzare il movimento sindacale dei
tipografi dell'intero paese.
1902, Dimitrov aderisce al
partito socialdemocratico. Secondo il regolamento, egli doveva,
oltre la domanda scritta, fare una dichiarazione orale davanti
alla cellula. Egli amerà in seguito evocare questo avvenimento:
" In prima fila avevano preso posto i dirigenti della sezione
di Sofia del partito socialdemocratico: Gheorghi Kirkov, Gravil
Gheorghiev e Yanko Sakazov." Egli li conosceva tutti:
Gheorghi Kirkov, l'oratore che sapeva trascinare le masse, era uno
dei dirigenti sindacali; Gavril Gheorghiev pubblicava nella stampa
operaia articoli su questioni concernenti la struttura del partito
socialdemocratico; Yanko sakazov era uno dei leader
socialdemocratici. Alla domanda del presidente di quella riunione
sul perché egli voleva diventare membro del partito
socialdemocratico, Dimitrov rispose: " Voglio far parte del
partito socialdemocratico perché sono profondamente convinto che
la classe operaia si libererà dallo sfruttamento non attraverso
un compromesso con la borghesia, ma seguendo la via
rivoluzionaria."
1902, Dimitrov è a Samokov, dove
lavora nella tipografia del liceo americano, dove però non rimase
a lungo. La direzione del liceo organizzava ogni settimana delle
pubbliche conferenze nell'intento di diffondere il protestantesimo
tre la popolazione. Dimitrov frequentava questi corsi, facendo
domande che mettevano in serio imbarazzo l'oratore. La sua logica
stringente riusciva a demolire la dottrina protestante; il
dibattito si animava sempre più e l'interesse del pubblico per
queste conferenze andava crescendo. Gli interventi del giovane
operaio contribuivano a divulgare le idee del marxismo. La sua
influenza andava al di là della cerchia degli allievi del liceo;
gli stessi intellettuali di Samokov venivano alterati da
quell'atmosfera effervescente creata da Dimitrov le cui domande
scottanti sembravano preannunciare la
vigorosa requisitoria che
egli avrebbe fatto trent'anni più tardi al tribunale di Lipsia.
La direzione del liceo si affrettò a sbarazzarsi, alla fine del
1902, di questo operaio scomodo e indesiderabile mettendolo alla
porta.
1903, Dimitrov fa ritorno a
Sofia, munito di una certa esperienza in materia di propaganda e
di organizzazione. Sapeva già usare accortamente le armi della
critica e della polemica. La sezione di Sofia del partito
socialdemocratico attraversava allora una crisi a causa della
lotta tra le due correnti del partito: la corrente revisionista
degli "obchyodeltzi" (fautori della collaborazione di
classe con la borghesia) capeggiata da Yanko Sakazov, e la
corrente marxista rivoluzionaria dei socialisti di sinistra
diretta da Dimitar Blagoev che aveva fondato i primi gruppi
socialdemocratici operai in Russia ("Gruppo di Blagoev"
a Pietroburgo nel 1883). Dimitrov si schierò a fianco dei
socialisti di sinistra. Egli vedeva infatti la risoluzione della
crisi che attraversava il partito socialdemocratico nella lotta
implacabile contro coloro i quali, attraverso la parola d'ordine
della "causa comune delle categorie produttrici "
cercavano di sottomettere alla rapace borghesia la giovane classe
operaia. Bisognava quindi creare un partito operaio di classe,
indipendente dalla borghesia. Negli annali della sezione del
partito socialdemocratico di Sofia è conservato l'indimenticabile
e ormai storico avvenimento del febbraio 1903, nel corso del quale
un gruppo di 53 militanti appartenenti alla tendenza marxista
lasciarono la sala per fondare una sezione proletaria, quella dei
socialisti di sinistra. Tra loro vi era Dimitrov.
1904, Dimitrov divenne segretario
della sezione dei socialisti di sinistra di Sofia. dal 1903 fino
alla fine dei suoi giorni, egli sarà membro del Comitato centrale
del partito e durante gli ultimi anni della sua vita, ne sarà il
segretario generale.
1904, il giovane Dimitrov viene
riconosciuto dall'intero partito come un militante integerrimo ed
intransigente nella lotta contro i revisionisti e i riformisti e
viene eletto membro della direzione dell'Unione generale dei
sindacati operai che si era da poco costituita attraverso la
fusione delle unioni esistenti. Gheorghi Kirkov, uno dei fondatori
del partito, organizzatore efficace, eccellente oratore e
pubblicista era alla testa di questa nuova organizzazione
sindacale. Il lavoro compiuto in comune con questa notevole
personalità del partito contribuì alla formazione di Dimitrov.
1905-1908, Dimitrov dirige i
grandi scioperi dei minatori, degli operai della manifattura del
tabacco, dei tessili. Viene arrestato per la prima volta.
1908, Dimitrov divenne redattore
della rubrica sindacale del Rabotniceski vestnik in cui scrisse
articoli su questioni che riguardavano il movimento sindacale
operaio in Bulgaria.
1909, Dimitrov, per decisione del
partito, assunse la direzione del movimento sindacale operaio.
1902-1912, Dimitrov è eletto nel
Comitato centrale del partito e segretario dell'UGSO. Sostiene la
necessità dell'unità sindacale. Allaccia e poi stringe intensi
rapporti con i sindacati stranieri. Subisce il secondo arresto.
1913, Dimitrov, candidato alle
elezioni politiche viene eletto trionfalmente nonostante abbia
trascorso il periodo della campagna elettorale in carcere. Per
dieci deputato al parlamento si batte contro la disoccupazione e
il carovita, denunciando il bestiale sfruttamento a cui viene
sottoposta la classe operaia e contadina, lottando per ottenere il
diritto alla casa, all'assistenza sanitaria e all'acqua potabile.
1915, nell'estate di quest'anno
prima che la Bulgaria fosse trascinata in guerra, in Romania si
tenne la II Conferenza dei socialdemocratici dei paesi balcanici.
Dimitrov vi prese parte a fianco di Dimitar Blagoev, Gheorghi
Kirkov e Vassil Kolarov. La conferenza mise a punto un programma
d'azione dei socialdemocratici di sinistra contro la guerra
imperialista. Fu fondata una federazione socialdemocratica nella
quale il partito dei socialisti di sinistra bulgaro aveva un ruolo
di primo piano.
1915, settembre, il partito dei
socialisti di sinistra rivolse al popolo bulgaro un appello contro
la mobilitazione generale nel quale si smascheravano gli scopi
imperialisti della monarchia e della borghesia bulgare. Dimitrov
viene nuovamente arrestato per la sua attiva azione di propaganda
contro la guerra, insieme ad altri militanti rivoluzionari del
partito dei Socialisti di sinistra viene condannato dal tribunale
militare.
1917, Dimitrov durante la prima
guerra mondiale, immediatamente dopo il trionfo della Rivoluzione
Socialista d'Ottobre, si reca nella regione di Drama, in
prossimità del fronte. Pur tenuto costantemente sotto stretta
sorveglianza dalla polizia militare, riuscì, grazie all'aiuto dei
compagni che lavoravano nelle poste, a eludere la stretta
sorveglianza e a penetrare fino in prima linea, ove tenne una
conferenza clandestina in cui esaltò la vittoria della
Rivoluzione d'Ottobre e mise al corrente della situazione
internazionale e delle decisioni del Comitato centrale del
partito. In questa regione pur restando poco tempo (nemmeno una
settimana, pare cinque giorni) organizzo gli operai della
manifattura del tabacco dirigendone le loro manifestazioni
rivendicative. Le autorità dovettero sospendere il divieto di
apertura del circolo operaio di Drama. Questa sua attività non fu
certo riposante, gli valse infatti una condanna e la prigione. Al
ritorno, mentre viaggiava in treno, prese le difese di un soldato
ferito di ritorno dal fronte, contro l'arroganza di un colonnello
che lo intimava ad alzarsi per lasciarli il posto. Ne seguì un
acceso diverbio tra il colonnello e Dimitrov che fu in seguito
incriminato per istigazione alla disubbidienza dei soldati e venne
condannato a tre anni di prigione.
1918, sempre più numerose le
diserzioni, i soldati lasciarono il fronte e ancora con le loro
divise lacere, stanchi della guerra, si unirono agli operai e
contadini in rivolta nella città di Radomir e da lì marciarono
alla volta di Sofia per punire i responsabili della guerra. Il
governo messo alle strette rilasciò Alexander Stamboliiski e
Rajko Daskalov, mentre Dimitrov continuava a scontare la sua pena.
I capi contadini si recarono a Radomir ove fu proclamata la
repubblica.
1918, Dimitrov, in Dicembre esce
di prigione, le grandi manifestazioni operaie e contadine, pur
violentemente represse nel sangue in parecchie città del paese,
non fermarono gli operai e i contadini che chiedevano la libertà
del loro leader: Gheorghi Dimitrov.
1919, Dimitrov, si getta nella
lotta, anima e corpo per l'attività rivoluzionaria e malgrado lo
stato d'assedio presiedette un incontro dei minatori di Pernik.
Viene nuovamente arrestato. Diffusasi la notizia, il partito
chiama a manifestare gli operai della capitale, affinché si
recassero alla stazione per richiedere la liberazione di Dimitrov.
Il treno da Pernik arrivò la sera tardi. Dimitrov, scortato dagli
agenti venne condotto a piedi verso il distretto militare, la
folla degli operai s'ingrossava dietro di lui e i suoi guardiani
come una valanga. Il corteo intonava l'internazionale al grido di
"Liberate Dimitrov!" . Sofia a quel tempo era sotto il
controllo militare delle truppe anglo-francesi, alcuni soldati
francesi che si trovavano a passare di lì, sentendo cantare
l'Internazionale domandavano ai passanti che cosa stesse
succedendo, qualcuno spiegò loro che la polizia aveva arrestato
un bolscevico. Quei soldati si misero allora ad acclamare i
manifestanti al grido di " Viva i Soviet! " e si unirono
al corteo degli operai. In quel periodo infatti le parole "
Soviet " e " bolscevico " erano già conosciute in
tutto il mondo. Questa manifestazione popolare lungo le strade
della capitale ebbe come conseguenza l'immediata liberazione di
Dimitrov e segnò il punto di partenza di un lungo periodo di
dimostrazioni del proletariato bulgaro, animate da Dimitrov nel
corso del 1919, e dirette dal Partito dei socialisti di sinistra.
1919, in marzo il Partito dei
socialisti di sinistra prese parte alla fondazione della III
Internazionale Comunista. Ormai questo partito sarà membro
dell'Internazionale Comunista e prenderà il nome di Partito
Comunista (tesni) di Bulgaria.
1920-1921, Dimitrov, eletto
nell'esecutivo dell'internazionale sindacale è in Serbia,
Austria, Germania, Italia e URSS. Il partito Comunista bulgaro si
allea con l'unione popolare agraria, diretta da Alexander
Stamboliiski, contro l'insorgente movimento fascista.
1921, Dimitrov, accompagna
Kabacev (personalità eminente, nominato dall'internazionale
Comunista come proprio delegato al congresso del partito
socialista italiano), assiste alla scissione della frazione di
sinistra (Gramsci-Bordiga) e alla fondazione del Partito Comunista
d'Italia (Teatro S. Marco 21 Gennaio 1921).
1919- 1922, Dimitrov è sempre in
prima linea, organizza scioperi, manifestazioni, dirige
l'attività sindacale, è ovunque con una rapidità sorprendente,
tiene comizi volanti braccato dalla polizia, è a Pernik ad
organizzare la lotta dei minatori, lo sciopero durerà 55 giorni.
Partecipa ad una riunione del consiglio comunale di Sofia, pur
essendo continuamente braccato dalla polizia, interviene ed espone
il programma del partito. La sua apparizione ebbe l'effetto di un
fulmine a ciel sereno, i consiglieri dei partiti borghesi erano
costernati e non credevano ai propri occhi. Avrebbero voluto
avvertire la polizia, ma i collegamenti telefonici erano stati
tagliati dai militanti del partito, inoltre picchetti di operai
presidiavano le uscite dell'edificio. Favoriti dalla confusione
che seguì, gli operai riuscirono a far uscire Dimitrov dal
Municipio dopo che egli ebbe pronunciato il suo discorso.
1923, il partito Comunista
bulgaro passa nella clandestinità, ma per Dimitrov questo penoso
periodo cominciò molto prima. Prese comunque parte alla direzione
dell'Unione dei sindacati e del partito Comunista. Spesso, come
s'è già visto, protetto dagli operai non temeva di prendere la
parola in pubblico.
1923, 9 giugno, colpo di stato
fascista, il governo dei contadini fu rovesciato e Alexander
Stamboliiski barbaramente assassinato; per una ventina d'anni la
Bulgaria conoscerà ormai la dittatura fascista. I contadini
cominciavano a sollevarsi contro il governo uscito dal colpo di
stato, gli operai attendevano il segnale del partito Comunista. Il
partito Comunista, giudicò tuttavia in modo sbagliato l'offensiva
delle classi sfruttatrici contro i lavoratori delle città e delle
campagne, così come non riuscì a vedere la reale portata
politica della dittatura del capitale finanziario considerandola
una lotta che opponeva la borghesia della campagna alla borghesia
urbana. Il partito Comunista adotto così un atteggiamento di
neutralità, che fu un errore di opportunismo politico duramente
pagato in seguito. Il fascismo infatti, dopo essersi scagliato
contro l'Unione Agraria si rivolse contro il Partito Comunista.
Nacque così la sanguinosa dittatura di Alexander Zankov durante
la quale migliaia di operai, di contadini e di intellettuali
furono assassinati.
1923, Il CC del partito Comunista
a seguito dell'analisi della situazione, fatta dall'Internazionale
Comunista, corregge l'erroneo atteggiamento assunto il 9 giugno
1923. Forte dell'insegnamento ricevuto dal movimento
insurrezionale spontaneo sorto all'indomani del colpo di stato, il
partito Comunista preparò l'insurrezione contro l'esecrato
regime. Per questo Dimitrov opera assiduamente per la costruzione
di un fronte unico, lanciando per questo scopo un appello agli
operai affinché si impegnassero a realizzare ovunque l'unità con
tutti i lavoratori, quale necessità assoluta per la vittoria.
1923, 5 agosto il Comitato
centrale del Partito comunista di Bulgaria si pronunciò a favore
dell'insurrezione armata.
1923, 23 settembre ebbe inizio
l'insurrezione armata degli operai e dei contadini bulgari contro
il fascismo per l'instaurazione di un governo popolare. Fu quella
la prima rivolta armata del mondo contro il fascismo.
1923, Dimitrov e Vasjl Kolarov
presero parte attiva all'insurrezione, inviati dal CC del Partito
Comunista bulgaro. L'insurrezione durò una settimana. In seguito
Dimitrov è costretto a lasciare il paese, costituisce il centro
estero del partito in Serbia, poi a Vienna e infine a Berlino.
1924-1930, Dimitrov incaricato
dall'Internazionale Comunista segue le questioni sindacali
dell'Europa occidentale, vive in vari paesi cambiando identità e
domicilio. nel 1930 scrive una preoccupata lettera, all'esecutivo
dell'Internazionale Comunista, sulla situazione tedesca, e
sollecita un intervento per una sollecita ripresa di contatti con
le forze progressiste e democratiche che si oppongono al fascismo.
1933, incendio del Reichstag.
Dimitrov viene arrestato ed inizia il
processo di Lipsia.
1934, Dimitrov viene eletto
segretario dell'Internazionale Comunista.
1935-1936, Dimitrov al VII
Congresso dell'Internazionale Comunista espone una lucida
relazione sul fascismo e lancia la parola d'ordine dei
"Fronti Popolari" contro il fascismo e la guerra.
1937, Dimitrov a seguito della
scarcerazione, dopo il famoso
processo di Lipsia, era divenuto
cittadino sovietico, può essere eletto, come avviene nel 1937
deputato del Soviet supremo dell'URSS.
1939-1945, Seconda guerra
mondiale. Alla fine del 1945 Dimitrov rientra in patria dove è
candidato del Fronte patriottico che conquista la maggioranza.
1946, il Referendum popolare
decreta la fine della monarchia bulgara. Si rompe l'alleanza
antifascista. Il Partito Comunista di Bulgaria, con la maggioranza
assoluta dei seggi, elegge Dimitrov primo ministro.
1947, Nazionalizzazione e nuova
costituzione in Bulgaria. Dimitrov viene eletto segretario
generale del BKP (Partito Comunista di Bulgaria).
1949, Dimitrov viene ricoverato
in URSS per un periodo di cure, purtroppo il fisico sofferente da
tempo non regge, muore il 2 giugno. Il 10 giugno è solennemente
onorato, si costruisce un mausoleo nel centro di Sofia, dove la
sua salma resterà perfettamente conservata fino ai primi mesi del
1989.
tratto dal sito "Narodna
Republika Bulgaria"

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DIARIO.
GLI ANNI DI MOSCA (1934-1945)
Autore: Dimitrov Georgi
Anno: 2002
Editore: Einaudi
Pagine: LXXIV-968
A cura di: Pons S.
Traduzione di: Ibba F. - Rosafio P.
Prezzo: € 55,00
Georgi Dimitrov iniziò a scrivere il suo
Diario nel marzo 1933, subito dopo il suo arresto in
Germania, dove era rappresentante del Comintern; lo
continuò fino alla morte avvenuta nel febbraio '49,
quando era leader della Bulgaria. Nei sedici anni
intercorsi egli si recò in Unione Sovietica e visse
dieci anni a Mosca, ricoprendo l'incarico di segretario
generale del Comintern e di responsabile della sezione
politica estera del partito comunista. Rinvenuto negli
archivi bulgari dopo la caduta del regime comunista nel
1989, il Diario costituisce un documento importante per
la storia del comunismo di età staliniana. |
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Storia
della Bulgaria | Bibliografia
In queste pagine
pubblichiamo alcuni documenti relativi alla storia
della Bulgaria e ai suoi rapporti con i paesi vicini.
Le opinioni
espresse sono quelle dei rispettivi autori; la pubblicazione non
implica una condivisione da parte degli responsabili del sito. |
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