1944
-
Il nuovo governo bulgaro, costituito dal Fronte Patriottico, sotto la presidenza
di Kimon Georgiev, capo del partito indipendente ("Zveno"), è costituito da
rappresentanti di tutti i partiti ostili alla Germania nazista: agrari,
socialisti, comunisti, radicali. chiede immediatamente un armistizio
incondizionato all'URSS e dichiara guerra alla Germania.
-
Sono abolite le organizzazioni e le leggi fasciste, vengono ripristinati i
diritti politici e civili. A tali scopi, il governo riprende i principi
contenuti nella Costituzione Turnovo del 1879, basandosi sul valore della
libertà e sul rispetto dei diritti fondamentali. Le organizzazioni sindacali,
proibite dal precedente regime, possono riorganizzarsi
-
11 settembre - Viene confermato il primo
armistizio fra URSS e Bulgaria, dopo che quest’ultima ha
iniziato lo sgombero delle sue truppe dalle province jugoslave
occupate.
-
Le truppe bulgare riescono a disperdere le
truppe tedesche che avevano fatto irruzione nei territori di
Kula e Kjustendil.
-
La Bulgaria partecipa con il proprio
esercito alla liberazione della Jugoslavia, dell'Ungheria e
dell'Austria.
-
28 ottobre - Il governo s'impegna a concludere la pace con le nazioni alleate
(armistizio di Mosca), e a lottare contro la Germania e contro
i filonazisti (2.680 condanne a morte, fra cui quella dei tre reggenti, il
principe Cirillo, il generale Michov, l'ex primo ministro Filov, che avevano
governato il paese dall'agosto 1943 in nome del giovane zar
Simeon
II, figlio di Boris.
-
12 novembre - In Jugoslavia, truppe della
1° armata bulgara liberano Kumanovo, lungo la ferrovia
Skopje-Nis.
-
14 novembre - Truppe bulgare e jugoslave
liberano Skopje, evacuata il giorno prima dai tedeschi. La città
è stata il principale caposaldo tedesco nella Macedonia
iugoslava durante lo sgombero della Grecia.
-
9 dicembre - Il governo bulgaro annuncia
che le armate bulgare e jugoslave, appoggiate dall'aviazione
sovietica, hanno completato la liberazione della Serbia e della
Macedonia, espellendone gli ultimi reparti dell'esercito
nazista.
1945
-
Nel marzo ritorna in Bulgaria il leader
comunista Georgi Dimitrov, esule a Mosca per molti anni dove
aveva assunto la direzione del Comintern.
-
Maggio - Agli inizi del mese le truppe
bulgare raggiungono le alpi nei pressi di Klagenfurt, ed avviene
l'incontro con le truppe inglesi avanzanti da occidente.
-
Fine della seconda guerra mondiale: la Bulgaria
è riconosciuta come paese alleato per il contributo dato alla
lotta contro la Germania Nazista.
Ulteriori informazioni sulla
partecipazione della Bulgaria all'ultima fase della guerra di
Liberazione (1944-1945)
1946
-
8 settembre - Il Fronte Patriottico
organizza un referendum per scegliere se la Bulgaria deve essere
una monarchia oppure una repubblica. Per la repubblica vota il 91,72%, per la monarchia il 4,24%, mentre le schede bianche e
nulle sono il 2,97% e l'8,33% degli elettori non si reca alle
urne.
-
In ottobre viene adottata una nuova Costituzione
e Vassil Kolarov è eletto presidente
della repubblica.
-
Si rompe l'alleanza antifascista.
-
27 ottobre - Elezioni politiche:
maggioranza assoluta (70%) del Fronte egemonizzato dai
comunisti, l'opposizione (agrari, guidati da Nikola Petkov, e
socialisti) ottiene un terzo dei voti (28-30%)
-
Il nuovo governo, diretto dal leader
comunista Georgi Dimitrov, inizia una
politica di alleanza con l'URSS concretizzatasi nel trattato del 18
marzo 1948 e nei trattati successivi conclusi con gli altri
Stati a democrazia popolare. 10 dei 20 ministri del nuovo governo sono comunisti.
1947
-
10 febbraio - Il trattato di pace con la Bulgaria è firmato a
Parigi: esso previde la retrocessione di
tutti i territori annessi dalla Bulgaria durante la guerra, con
unica eccezione per la Dobrugia meridionale, che rimane
incorporata allo Stato.
-
Nazionalizzazione e nuova
costituzione in Bulgaria. Viene estesa la riforma agraria.
-
Dimitrov, già
segretario generale del Comintern, viene eletto segretario
generale del BKP (Partito Comunista di Bulgaria).
-
Nikola
Petkov è arrestato, condannato a morte e giustiziato (1947),
nonostante il suo eroico atteggiamento durante la resistenza
contro i nazisti e i tentativi dei rappresentanti delle potenze
occidentali per salvarlo. Il 16 agosto 1947, alla lettura della
sentenza di condanna a morte per complotto emessa dal tribunale
Petkov dichiara: "No! Non in nome del popolo bulgaro! Vengo
mandato a morte per ordine dei vostri padroni stranieri, quelli
del Cremlino, o di altrove. Il popolo bulgaro, schiacciato dalla
cruenta tirannia che voi vorreste far passare per giustizia, non
crederà mai alle vostre infamie!"
-
Settembre - E' fondato il Cominform. Il
Partito Comunista Bulgaro è tra i membri fondatori.
-
4 dicembre - Entra in vigore la
costituzione votata a giugno; ispirata alle costituzioni
russa e jugoslava, completa la trasformazione della Bulgaria in
una democrazia popolare con qualche variante (riconoscimento
parziale del diritto di proprietà).
-
L'esercito sovietico lascia il paese.
1948
- Gennaio - Dimitrov annuncia una unione doganale con la
Jugoslavia, preludio alla federazione balcanica. Stalin ostacola
il progetto che fallisce anche in seguito alla rottura tra
Jugoslavia e URSS.
- 18 marzo - A Mosca, è firmato il trattato di amicizia tra Unione Sovietica e Bulgaria.
- Luglio - Chiusura delle scuole straniere
- 11 agosto - I social-democratici del BSDP confluisce
nel Partito Comunista.
- Tra il 1948 e il 1949 il "Gruppo Zveno", i democratici ed i
radicali si fondono nel "Fronte", mentre il BZNS rimane
solo formalmente indipendente. Questo partito, soprattutto a
partire dagli anni 60 occuerà una data percentuale di cariche
istituzionali, come, per esempio, la vice-presidenza della
repubblica, in omaggio ad un "bipartitismo embrionale".
- Dicembre - Si tiene il V congresso del Partito
Comunista Bulgaro (BKP), che impone al futuro sviluppo del paese
un modello sovietico.
- 25 Dicembre - La
Federazione Anarco-Comunista,
ritornata alla pubblica attività il 9 settembre 1944, viene
messa fuori legge.
1949
- Gennaio - Fondato il Consiglio per la Mutua Assistenza
Economica (COMECON), l'organizzazione economica degli stati
socialisti. La Bulgaria è membro fondatore.
- I sindacati, le organizzazioni giovanili e la chiesa ortodossa
furono sottoposti a pressanti controlli fattisi ancor più intensi,
per quella evangelica e cattolica, con la legge sulle
denominazioni religiose del 1° marzo 1949.
- A partire dal marzo del 1949, per aver criticato le ragioni
dello scambio bulgaro-sovietico, a suo modo di vedere
eccessivamente favorevoli all'U.R.S.S. , l'ex-segretario del BKP
Trajcho Kostov, vice-presidente del consiglio e presidente della
commissione economia e finanze, venne rimosso da ogni incarico ed
espulso dal partito.
- 2 luglio - Il primo ministro Georgi Dimitrov
muore
in Unione Sovietica. Al suo posto, come primo ministro succede Vassil Kolarov
mentre Valko Chervenkov prende il posto di capo del BKP.
- La Bulgaria è tra i paesi fondatori del Comecom (Consiglio
per la Mutua Assistenza Economica).
- Dicembre - Trajcho Kostov viene processato sotto
l'accusa di aver lavorato con Belgrado per la costituzione di una
federazione balcanica in funzione antisovietica e condannato a
morte. Viene fucilato il 14 dicembre.
1950
- Febbraio - Muore Vassil Kolarov. Gli succede Valko
Chervenkov, il quale accentra su di sé le cariche di primo
ministro, segretario del BKP e successivamente di presidente del
consiglio nazionale del Fronte Patriottico. La politica
praticata in quel periodo riflette l'influenza stalinista.
- Per ragioni connesse tanto con il prefissato scopo della
collettivizzazione delle terre (statalizzarne le proprietà),
quanto con ragioni di ordine nazionale-etnico, vengono spinti ad
emigrare 44.000 ebrei su 50.000 e 150.000 turco/musulmani (Ankara,
però, chiude ben presto le frontiere).
1952
- Il vescovo cattolico E. Bossilkov, è arrestato, processato e
condannato a morte. E' accusato di essere il capo della
"organizzazione sovversiva cattolica" e di aver effettuato attività
di spionaggio.
1953
- Dopo la morte di Stalin, inizia un processo di distensione,
con progressiva liberazione di prigionieri per ragioni
politiche.
1954
- Sulla scia del disgelo seguito alla morte di Stalin (1953)
Todor Zhivkov è eletto primo segretario del comitato centrale del
BKP, in occasione del VI congresso. Trajcho Kostov viene
riabilitato.
- Chervenkov è costretto alle dimissioni dalle cariche di
partito, ma mantiene ancora la carica di primo ministro.
1955
- 14 dicembre - La Bulgaria aderisce all'Organizzazione delle Nazioni Unite
(ONU)
- Fondato il Patto di Varsavia, alleanza militare del blocco
sovietico. La Bulgaria è membro fondatore.
1956
- In seguito al XX congresso del PCUS, che condanna lo
stalinismo, nell'aprile 1956 si svolge il plenum del Partito
Comunista Bulgaro (BKP) che condanna la teoria e la pratica del
culto della personalità di Valko Chervenkov, il quale è
costretto a dimettersi anche dalla carica di primo
ministro.
- Anton Jugov assume la carica di capo del governo che manterrà
fino al novembre 1962.
- La maggior rilassatezza del clima generale, rende possibili
maggiori margini di manovra al partito agrario BZNS. il quale può
collaborare alla politica agricola del governo. Con un gesto non
privo di importanti valenze "storico-simbolico-conciliatorie",
vengono processati gli ultimi sopravvissuti del colpo di stato
che, nel 1923, aveva rovesciato il governo di Stambolijski.
1958
- A conclusione del secondo piano quinquennale, l'industria è
nazionalizzata al 98%, il commercio al 99%
e l'agricoltura al 90%
- Tra il 1958 ed il 1961, la Bulgaria vive una breve "stagione
cinese", contrassegnata da un tentato, ma sostanzialmente non
riuscito, "mini-balzo in avanti", soprattutto in campo agricolo, non
scevra da preoccupazioni dirette ad evitare che il paese venisse
relegato in una posizione secondaria entro il COMECON. In
considerazione delle limitate forze di cui Sofia disponeva, ogni
simile velleità dovette essere rapidamente abbandonata. Questa
"accelerazione eterodossa", però, non venne mai condannata e,
proprio per essersi ad essa esplicitamente opposto, Jugov venne
espulso dal Politburo e dal Comitato Centrale.
1962
- Todor Zhivkov è nominato primo ministro. Rimarrà in carica
fino al 1971.
- Visita di Todor Zhivkov a Belgrado.
1964
- La posizione di Todor Zhivkov, segretario del partito e
presidente del consiglio, si indebolisce dopo la morte di Nikita S.
Chrušcëv, suo alto protettore.
- Accordo culturale e commerciale con la Grecia.
1965
- La scoperta di un complotto politico e militare a sfondo
nazionalista, e la conseguente repressione, consentono a
Todor
Zhivkov, segretario del partito e presidente del consiglio, di
consolidare il proprio potere.
- Visita di Tito a Sofia.
1968
- La Bulgaria condanna la "Primavera di Praga" e
partecipa, nell'agosto 1968, nell'ambito dell'intervento del
Patto di Varsavia all'invasione delle Cecoslovacchia. Si
raffreddano nuovamente i rapporti con la Jugoslavia.
1969
- Un accordo con Ankara consente l'emigrazione di 80-90.000 turchi
di Bulgaria.
<<
| Storia della Bulgaria | >> |