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Indipendentemente
dalle vicende storiche, favorevoli o avverse, la cultura bulgara
compie un nuovo, importante progresso. Notevoli scrittori bulgari di
quell'epoca - come il Patriarca Evtimii, Grigori Zamblak, Konstantin
Kostenecki e altri, creano proprie scuole, tino stile proprio e
originale. Insieme ai libri religiosi, si diffondono anche libri di
carattere laico, che hanno un soggetto realistico. La letteratura si
libera dagli stretti limiti imposti dalla chiesa. Nascono cosμ
opere laiche, frutto della mente popolare, che sono testimonianza di
accresciuti interessi intellettuali. La letteratura apocrifa, che
esprime lo stato d'animo delle masse popolari, raggiunge un alto
grado di diffusione.
Molti racconti e
leggende apocrife di questo periodo provocano arche oggi
l'ammirazione di chi le legge per le loro proprietΰ artistiche, per
le loro ingenue e originali concezioni, e la logica del pensiero. Le
iscrizioni e i monumenti dell'arte bulgara medioevale colpiscono
tuttora per la loro armonia e ricca spiritualitΰ. Vengono costruite
chiese, monumenti fortezze, testimonianza di una finezza rara del
gusto, di senso equilibrato della proporzione e nello stesso tempo
di praticitΰ. Quello che θ stato risparmiato dal tempo e
dall'oppressore, alcune opere pittoriche, provocano un sentimento di
legittimo orgoglio. Brillante esempio sono gli affreschi della
chiesa di Boiana, presso Sofia, dipinti nel 1259, che soggiogano con
la forza del genio artistico che li ha creati e costituiscono un
originale manifesto artistico sul ruolo dell'arte, che rifiuta lo
schematico stile ecclesiastico dell'epoca e sceglie invece una nuova
via per esprimere i pensieri e le idee del tempo. Un'arte che
illumina le tenebre prima ancor a del sorgere del Rinascimento
europeo.
Questi successi,
conseguiti dalla letteratura e dall'arte bulgara di cui θ rimasto
un ricordo duraturo nelle leggende e nei monumenti costituiscono uno
dei fattori che contribuiscono alla conservazione della nazionalitΰ
e della coscienza bulgara durante tutti i cinque secoli di
soggezione alla crudele dominazione
ottomana.
tratto da Spas Russinov -
"Bulgaria"
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