Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 
 
          Utente: non registrato, entra
Share/Save/Bookmark
Subscribe
     

 Notizie



 
Emilia Bozhinova: una bulgara candidata alla Regione Lazio
Bulgaria: OGM - sondaggio, 97% vuole mantenere divieto
Un'Europa senza confini anche per i cittadini extra-europei
Aperte due nuove procedure nell'ambito del Programma Operativo "Sviluppo regionale"
Passaporti bulgari
   
Tutte le notizie

Conoscere la Bulgaria

  Arte e Cultura
Arte in Bulgaria
Biblioteca
Cinema bulgaro
Lingua e cultura italiana
Storia della Bulgaria
Letteratura
Lingua Bulgara
Monasteri
Musica
Poesia
Teatro
Traci

Città e Località
Sofia
Plovdiv
Varna
Burgas
Koprivshtitza
Bansko
Borovets
Pamporovo

Economia
Agricoltura
Banche e Finanza
Energia
Fiere
Infrastrutture
Investimenti
Telecomunicazioni

Folklore
Cucina bulgara
Fiabe
Nestinari
PopFolk e Chalga
Valle delle Rose
Vampiri

Informazioni
Mappa
Inno Nazionale
Scheda Paese
Dizionario IT-BG

Notizie

Ambiente
Cultura
Cronaca
Economia
Esteri
Lavoro
Immigrazione
Politica
Sport

Bulgaria e ...
Iraq
Libia
NATO
Basi USA
Unione Europea
Monografie

Politica e Governo
Ambasciate
Ambasciata di Bulgaria
Ambasciata d'Italia
Istituzioni
Politica ed Elezioni
Legislazione italiana

Società
Bulgari in Italia
Diritti umani
Informazione
Modelle Bulgare
Radio Bulgaria
Sindacati
Sport
TV Bulgaria

Turismo
Alberghi
Appunti di Viaggio
Fai da te
Informazioni Valutarie
Montagna
Viaggio in Aereo
Viaggio in Auto
Viaggio in Bici
Viaggio in Camper


SETTEMBRE

 di Geo Milev (1895-1925)

Il poeta nel poema "Settembre", descrive la tragica, cruenta sconfitta della rivolta degli operai ed i contadini del 1923, organizzata dal Partito Comunista. 

Per aver scritto "Settembre", fu processato e condannato a un anno di reclusione il 14 maggio 1925.

Il 15 maggio 1925, uscì di casa accompagnato da un agente della Sicurezza Civile, e non tornò più, scomparendo senza lasciar tracce e notizie.

Altre poesie e biografia


SETTEMBRE

1

La notte dall’utero morto
partorisce dello schiavo il rancor eterno:
la sua collera sublime
purpurea.


Nelle tenebre profonde e nebbiose.


Nelle valli oscure
prima dell’alba
in tutti i monti
e i recessi deserti
campi affamati
borghi fangosi
villaggi
città
cortili
capanne e tuguri
nelle fabbriche, nei magazzini, nelle stazioni
nei granai 
nelle fattorie
e nei mulini
nelle officine
centrali elettriche
stabilimenti


sulle strade e sulle curve
in alto
tra burroni, dirupi, picchi e colline
margini dei campi
pendii
nei luoghi più ombrosi e deserti
nei boschi gialli dell’autunno
sulle pietraie 
nell’acqua
nelle gore torbide
nei prati
giardini
campi
vigneti
nei rifugi dei pastori
tra cespugli
stoppie arse
paludi
pruneti:
cenciosi
sporchi di fango
affamati
dai volti aggrondati
dal lavoro emaciati
dall’afa e dal freddo induriti
deformi
storpi
irsuti
neri
scalzi
torturati
rozzi
selvaggi
rabbiosi
furibondi


- senza rose
senza canti
senza marce e tamburi
senza clarinetti, timpani e organetti,
senza tromboni, trombe e cornette:


sacchi cenciosi alle spalle,
anziché lucide spade -
rozzi randelli in mano
sciopi* con bastoni
con pali
pungoli 
picconi
forconi 
asce
scuri 
falci 
girasoli
- vecchi e giovani -
si slanciarono tutti, da tutte le parti
- come una mandria di bestie cieche
in folle corsa lanciate,
una miriade 
di tori furibondi -
con urli
con ululati
(dietro di loro - la volta notturna - pietrificata)
volarono, avanzando
in disordine
            irrefrenabili
            formidabili
            sublimi:
                       IL POPOLO!


2

La notte si sciolse in riflessi
sulle vette. 
I g i r a s o l i 
g u a r d a r o n o i l s o l e!
L’alba dal suo sonno 
si svegliò 
coi tuoni delle mitragliatrici:
Dai lontani pendii
- un colpo dopo l’altro -
scrosciò una pioggia 
di folli proiettili: piombo.
I cannoni 
come elefanti con le fauci spalancate 
barrirono …
Brividi e orrori.
N e l l a p o l v e r e c a d d e r o i g i r a s o l i .




3

La voce del popolo:
                                è la voce di Dio.
Con mille coltelli
trafitto
il popolo -
umiliato
inebetito -
più misero di un mendicante,
rimasto 
senza nerbo
senza cervello -
si ribellò
nel buio ansioso
della propria vita
- e scrisse col proprio sangue:
                                                LIBERO!


P r i m o c a p i t o l o:
                           Settembre.
- La voce del popolo -
- è la voce di Dio -
Oh Dio!
appoggia il sacro operato
delle mani nere e callose:
infondi coraggio 
nei nostri cuori tuonanti:
Non volevi vedere schiavo nessuno -
ed ecco - giuriamo sul nostro sepolcro -
faremo noi risuscitare al mondo
l’uomo libero.
La morte ci sta davanti -
                                             che stia!
Però, al di là
fiorisce Hanaan,
la terra promessa 
dalla Realtà
promessa a noi -
la primavera eterna della viva speranza…
Crediamo! Sappiamo! La vogliamo!
Dio sia con noi!


4

Settembre! Settembre!
Oh mese del sangue!
dell’ascesa
e della sconfitta!
Maglìzh fu la prima
Stàra 
e         } Zagòra
Nova
Cirpàn
Lom
Fèrdinand
Berkòvitza
Sarambèy
Mèdkovetz
                   (col pope Andrey)
- città e villaggi.


5

Insorse il popolo
col martello
in mano,
coperto di fuliggine, scintille e scoria,
con la falce nei campi,
gente impregnata d’umidità e gelo:
gente da fatica
senza proferire sillaba
gente paziente -
(anziché geni
                     talenti
                     protestanti
                     oratori
                     propagandisti
                     fabbricanti
                     aeronauti
                     pedanti
                     scrittori
                     generali
                     proprietari
                     di locali
                     musicisti
                     e oscurantisti),
Erano
contadini
operai
gente rozza
nullatenenti
profani
marmaglia
gentaglia
- bestie come bestie:
                     migliaia
                                le masse
                                             il volgo:
mille fedi
- la fede nell’ascesa del popolo,
mille volontà
- la volontà di una vita radiosa,
mille cuori selvaggi
- e il fuoco di ogni cuore,
mille mani callose e nere
nel cerchio rosso dello spazio
con impeto innalzando
sventolando
bandiere
rosse
                in alto
                in lungo e in largo
su tutto il Paese - scosso - palpitante - turbolento,
il frutto violento
della burrasca:


                Le schiere -
                le masse -
                il volgo.


6

Folgorarono 
i Balcani natii
col ventre innalzato
contro il cielo
ed il sole eterno
                                - fulmine
                                          - tuono
- crac -
colpì
dritto nel cuore
il gigante, 
la centenaria quercia.
Tra le colline
un’eco veloce
volò via lontano
al di là dei picchi
al di là dei monti
verso ripide valli
verso grotte pietrose
- fervidi letti -
dove dormono biacchi
e vipere acquattate
nelle caverne
dei draghi e dei demoni
nelle tane mute delle streghe


                ed ecco, si unì l’eco 
                col rimbombo lontano:
                l’echeggiare e il boato
                          delle cascate
                          delle fiumane
                          dei torrenti
                          tumultuosi
                          che tuonavano
                          scaturendo
                          verso l’abisso.



7

Inizia la tragedia! -


8

I primi 
caddero insanguinati.
L’impeto turbolento 
fu accolto col piombo.
Le bandiere 
si agghiacciarono trafitte.
Tuonò la montagna…
Lassù
i colli vicini, i colli lontani
furono oscurati 
dalle schiere dei soldati -
le file nere 
pullularono:
l’esercito regolare
e la polizia furibonda. 
Tutti loro sanno: 
"La Patria 
è in pericolo!"
                          Perfetto:
                          ma - cos’è la Patria?-
furiose mitraglie 
abbaiarono…
I primi
caddero insanguinati.
Dietro i lontani colli
rimbombò l’artiglieria.
Città e villaggi
tremarono. 
Corpi morti - cadaveri 
grondanti di sangue -
coprirono 
i pendii
i valloni
le strade...
[...]



12


[...]
Morte, omicidi e sangue!
Fino a quando, fino a quando?
Onnipotente Zeus
                          Giove
                          Ahura Mazda
                          Indra 
                          Thot
                          Ra
                          Jehova
                          Shavuoth:
- r i s p o n d i !

Dal fumo degli incendi
si sollevano, colpendo le tue orecchie
le urla degli uccisi,
migliaia di martiri,
legname infuocato sui roghi:
Chi?
Ha tradito la nostra fede?


Rispondi!
Tu taci?
Non sai?
                          Noi sappiamo!
                          Ecco, guarda:
                          con uno slancio
                          noi saltiamo dritto in cielo:


                          ABBASSO DIO!


E gettiamo una bomba nel tuo cuore,
e prendiamo d’assalto il cielo:


                          ABBASSO DIO!


e dal tuo trono
ti lanciamo, già morto, in giù
negli abissi dell’universo
ferreo
senza stelle:


                          ABBASSO DIO!


Dai ponti celesti
alti e immensi,
con leve e funi
porteremo giù l’Eden beato
giù
sulla terra
triste ed insanguinata.
Tutte le profezie dei filosofi e dei poeti
si avvereranno!
Senza dei! Senza padroni!
Settembre sarà maggio!
La vita umana
sarà un’ascesa infinita
in alto! in alto!
L a t e r r a s a r à p a r a d i s o!
Lo sarà!


(1924)


* sciopi - gli abitanti di alcune regioni della Bulgaria occidentale,
principalmente nella regione di Sofia.

Traduzione dal bulgaro: Antonia Tzenova


Richiedi le pubblicazioni dell'Associazione Bulgaria-Italia
Antologia della Poesia Bulgara - a cura di
Leonardo Pampuri
Antologia del Racconto Bulgaro -
a cura di Giuseppe Dell'Agata

 

Home | Notizie | Forum | Club | Associazione | Annunci | Directory | Biblioteca | Meteo | Foto del giorno | Immagini | Parole famose | Cerca
Turismo | Hotel | Shop | Traduzioni | Appunti di Viaggio | Bulgari in Italia | Cartoline | Sondaggi | Dicono di noi | Български English Русский Français Български (Автоматичен превод)
Contattaci Bulgaria-Italia
Ultimo Aggiornamento: 30.01.2010