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Dopo cinque secoli di dominio
turco,
nell'Ottocento rinasce uno stato bulgaro libero. Alla lotta per
l'indipendenza nazionale e per l'affermazione di una cultura in
lingua bulgara danno un grande contributo i cosiddetti buditeli
("risvegliatori"), uomini che, sull'onda delle idee
illuministiche e romantiche, si sforzano di propagandare uno
spirito di riscossa, adoperandosi innanzitutto per la creazione di
una scuola in lingua bulgara. Quale precursore importante della
letteratura bulgara moderna va citato il monaco Pajsii di Hilendar
(1722-1798), autore della "Storia slavobulgara della nazione
e dei re e dei santi bulgari e di tutti gli avvenimenti e fatti
bulgari", opera che seppure di carattere compilativo ι
pervasa da sincero spirito patriottico e si prefigge lo scopo di
dare una dignitΰ storica al popolo bulgaro.
La moderna letteratura bulgara nasce pertanto sull'onda del
Risorgimento nazionale, nutrita anche dalla tradizione popolare
ben testimoniata da canti lirici e epici. Queste componenti
possono essere riscontrate in varia misura sia in Petko
Rachev
Slavejkov (1827-1895) sia in Hristo Botev (1848-1876),
quest'ultimo morto eroicamente nel tentativo di guidare un'insurrezione contro i
Turchi.
Spetta a Pencho Slavejkov (1866-1912), figlio di Petko, il
merito di aver saputo infondere nei suoi versi trame che allargano
l'orizzonte della lirica bulgara all'ambito europeo, in
particolare tedesco, e alla filosofia nietzschiana. Le sorti
letterarie della nuova Bulgaria finalmente libera e indipendente a
partire dal 1878 sono, perς, affidate alla figura e all'opera di
Ivan Vazov (1850-1922), vero e proprio protagonista della cultura
bulgara tra fine Ottocento e
primo Novecento. La sua variegata
produzione ne fa un sicuro punto di riferimento per i giovani
letterati, siano essi tra i suoi seguaci o tra i suoi avversari, e
rende piω solido e resistente il terreno sul quale si muove la
letteratura bulgara.
[Fonte: Parnaso Europeo - Ed. Lucarini]
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