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 BLAGA DIMITROVA 
Blaga Dimitrova | Poesie 1234

Dalla raccolta Diario notturno, 1993


IL DESTINO

Ma viene l'attimo quando
alla porta bussa il Destino
con la tua stessa mano.

Non puoi non aprirgli.
E mette in fuga il silenzio
con la voce tua.

Quel che è scritto per te -
con calligrafia incerta
sarai tu stessa a scriverlo.

Se per paura lo cancelli,
cancellerai il tuo volto
con il gesto tuo.

Il Destino prende dimora in te.
E dove potrai fuggire, tu,
più lontano dalla tua pelle?

1 gennaio 1989


ANNUNCIO

Cerco il mio sorriso.
L'ho fatto cadere qui, da qualche parte
in mezzo ai fatti e alle parole.

Se qualcuno lo trova,
lo appenda all'orecchio
come un orecchino!

E dica al boia:
Non più spauracchi di pianto!
Chi genera paura, è preso dal panico.

8 aprile 1989

Dalla raccolta Sull'orlo, 1996


FINO A QUANDO STARAI IN PIEDI

Non scordarti di gioire! -
gli alberi saggi sussurrano
e con le ginocchia falciate
con fragore cadono sotto la scure.
Non scordarti di gioire!
Fino a quando starai in piedi
fino a quando andrai incontro al vento
fino a quando respirerai l'altezza.

Fino a quando la scure resterà assopita.

1 luglio 1994


IN TEMPO

Mi perdo nelle cavità del crepuscolo
dove si incrociano
ricordi e sogni.
Non ho più meta
da rincorrere.
Arriverò in tempo,
troverò la strada,
per quanto sia scura
la notte calante.

17 luglio 1994


TESTAMENTO

Cercami nelle parole
che non ho trovato

17 novembre 1994


SULL'ORLO

Salire scale pericolanti
con borse cariche di sofferenze e rabbia.

Oltrepassare sbadata il proprio piano
e inchiodare la testa nel buio della soffitta.

Gettare dall'alto uno sguardo sul baratro
e dal basso il baratro lo sguardo in te.

Proprio accanto percepire un'assenza
e tu stessa lontana da lei.

Ma perché? - gridare a nessuno.
E turbinosa l'eco ti risponda: - Perché?

Dalla riva del tempo sgretolata
crollare in un vuoto atemporale.

Sull'orlo dello strazio arrivata,
ti fermarai sfinita sull'orlo?

Oppure là, fuori, lungo quella scala
a fatica giungerai sull'orlo del mistero?

16 febbraio 1995


QUOTIDIANITÀ

Gli uccisi di domani
guardano oggi al teleschermo
gli uccisi di ieri.

E ognuno a se stesso ripete:
No, non può capitare a me
tale assurdità !

11 ottobre 1995


LA FINE

Per una casualità
(o per l'ironia di chi?)
la fine della mia vita coincide
con la fine del millennio.
Così si consuma la libellula
sul finire del giorno.
Ma chissà se con l'ultimo sguardo
potrei dare un'occhiata
a come si perdono nel fumo
i roghi millenari:

Fumo - utopie.
Fumo - scolastiche.
Fumo - retoriche.
Fumo - oracoli.
Fumo - scismi.
Fumo - pazzie.
Fumo - fantasmi.
Fumo - fanatismi.
Fumo - fatalismi.
Fumo - immonda, immonda, immondizia...

E insieme al fumo su
verso l'eterno silenzio -
la mia preghiera:

- Cenere millenaria,
piccola culla!
Ancora da te voli via
una scintilla demonica -
il matto uomo-fenice.
Ancora divampi fuoco
d'amore...
E ancora?

23 novembre 1995


A u t o r i t r a t t o

Variante

Notturna lampada dimenticata,
non più necessaria a nessuno,
fioca, ridicola dissipatrice
rimane accesa nel bel mezzo del giorno
sempre così solo per se stessa,
alla ricerca della strada -
la strada percorsa...

1969-1998


Traduzione dal bulgaro: Valeria Salvini



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Leonardo Pampuri
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a cura di Giuseppe Dell'Agata


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