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Sei domeniche prima della Pasqua, in
Bulgaria è un giorno particolare: oltre a essere Sirenitza, Sirni
zagovezni, è il giorno del Perdono, in cui si chiede scusa e
perdono alle persone care, familiari e amici. Non sappiamo se esiste
anche presso altri popoli questa usanza, è comune degli ortodossi?
Generalmente sono i più giovani ad andare a cercare le persone più
grandi per chiedere perdono degli errori anche involontari e dei
torti. Oggi il menu tipico prevede la tradizionale banitza, poi
pesce, uova, sarmi (senza carne, credo), fra i dolci il torrone
bianco. Un po’ in tutta la Bulgaria, ma soprattutto lontano dalle
città più grandi, c’è ancora la fantastica usanza di preparare
un falò in cui “bruciare” simbolicamente gli spiriti maligni e
l’inverno, e tutti saltano sopra il fuoco per purificarsi e avere
un anno di salute e prosperità.
E’ una festa che segna la fine dell’inverno e l’inizio della
nuova stagione agricola, accompagnata da usanze pagane sopravvissute
dai tempi dei Traci, come sono i riti dei Kukeri, celebrazioni che
si possono vedere solo in alcuni paesini della Bulgaria, in cui
uomini travestiti con enormi e coloratissime maschere spaventose
ballano per propiziare la semina e il raccolto futuro, e per
scacciare via gli spiriti maligni. Sono balli e riti dai significati
esoterici antichi, legati alla cultura agricola; secondo l’interpretazione
più diffusa sarebbe un rito magico all’interno del quale il ballo
fallico è simbolo della semina, in particolare quello eseguito dal
Kuker principale, che di solito è l’uomo più forte che balla nel
centro del gruppo, saltando in maniera pesante e lenta, mentre gli
altri lo accompagnano segnando il ritmo e si muovono saltando e
ondeggiando intorno.
Tutti i Kukeri portano legati intorno alla vita molti pesanti “chan”
di rame che con i movimenti ripetitivi degli uomini sbattono a
ritmo, producendo la musica naturale del rito.
Ai balli di Kukeri partecipano solo gli uomini.
Pagina a cura di Vesselina
Nikolova
Folklore Bulgaro |