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 Kapitan Petko Voyvoda
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klaudio

Messaggi 1880

Spedito - 08/12/2004 :  21:41:25
Sabato scorso ho ricevuto la visita,preannunciata e assai gradita,di Silvia. La conobbi in quel di Varna che aveva sedici anni e vendeva cianfrusaglie al mercatino rionale. A venti coraggiosamente lasciò la Bulgaria per fare la cameriera in quell'albergo a 7 stelle di Dubai,in seguito divenne hostess di volo degli Emirati arabi e da poco è stata promossa in prima classe. Non ci siamo mai persi di vista e ha chiesto un volo diretto a Roma per incontrare ciccio Klaudio. Ha 24 anni e sono molto fiero di lei.

Prelevata Silvia all'hotel Hilton dell'aeroporto di Fiumicino,l'ho portata al Gianicolo,un pò per farle godere la vista da una delle cosiddette finestre di Roma,un pò nella (vaga) speranza di poter rintracciare il busto marmoreo di Kapitan Petko Voyvoda.
Due cerchi ai lati del grande cancello dalla parte di Monteverde,m'informano che dal tempo della mia ultima visita a oggi l'ingresso da quella parte è stato vietato. Non mi alletta tornare sul Lungotevere per imboccare dalla parte opposta,così entro lo stesso; tanto piove e sarebbe più facile vincere al superenalotto che incontrare un vigile urbano. Si tratta di quella pioggerellina sottile che i romani de Roma chiamano gnagnarella,ma abbiamo un ombrello e,per buona misura,faccio indossare a Silvietta un mio spolverino doubleface di cui una impermeabile. Dovete capire che questa bulgara patisce i 17 gradi di Roma,abituata com'è alle temperature di Dubai.
Insomma,facciamo quattro passi e a metà strada fra il monumento equestre di Anita e quello di Giuseppe Garibaldi incontriamo alcuni busti di garibaldini tra cui,quello del Nostro,nella posizione migliore,con lo sguardo che spazia sulla città. Eh,gli ultimi saranno i primi...
C'è una corona di fiiori freschi incorniciata da nastri con scritte in cirillico,mentre siamo lì che fotografiamo con la camera del cellulare passano delle persone,si fermano incuriosite. Riassumo la storia,sono molto interessati,trovano commovente la presenza di Silvia,l'atmosfera si fa romantica. Ci ringraziano perchè se non fosse stato per la nostra presenza,dicono,non avrebbero notato il nuovo arrivato. Precoce cala la notte,si ode il rombo di un tuono ma sembra la voce di un cannone,la scena si anima dei fantasmi del passato,di grida,di spari,di ordini concitati,dei lamenti trattenuti dei feriti,di squilli di tromba,dell'odore del sangue frammisto a quello acre della polvere da sparo.
Dopo l'assassinio del ministro Rossi (15/11/1848)e la nomina da parte di Pio IX,sotto la pressione dei tumulti popolari,del ministero democratico Muzzarelli-Galletti,il pontefice si rifugiò a Gaeta sotto la protezione del re di Napoli. Nominò di là una commissione di governo e prorogò le camere. Una commissione inviata da queste e dal municipio romano per trattare,fu fermata al confine napoletano. Le camere elessero una provvisoria "giunta di Stato" che un "breve" del Papa dichiarò "attentato sacrilego". Il 29/12 la giunta emanò un decreto per l'elezione di una Costituente,prevalendo così l'indirizzo democratico-radicale su quello costituzionale-moderato. Nel gennaio 1949 ,con editto il pontefice protestò contro i decreto e vietò la partecipazione alle elezioni. Queste nondimeno seguirono e dettero un'assemblea in maggioranza repubblicana. La Costituente votò,con 131 voti su 142,la decadenza del potere temporale e l'instaurazione della Repubblica romana,deliberando peraltro che il pontefice avrebbe avuto le garanzie necessarie per l'indipendenza della sua potestà spirituale. più tardi,di fronte alla doppia minaccia austriaca e francese,fu nominato con pieni poteri un triumvirato composto di Carlo Armellini,Aurelio Saffi e Giuseppe Mazzini (29/3/1849).
Mentre si preparava l'invasione francese,furono condotti a termine i lavori per la Costituzione che rispecchiava in larga misura le idealità politiche di Mazzini. Veniva proclamata la sovranità del popolo,la libertà e l'eguaglianza,l'inviolabilità delle persone e delle proprietà,la libertà di stampa e di associazione,venivano abolite la pena di morte e la confisca. Mantenimento dell'ordine pubblico,giustizia e tolleranza verso tutti,a cominciare da noti avversari della repubblica,furono i principi a cui s'informò il governo del triumvirato. Più tardi Mazzini,polemizzando con il governo francese dopo che la repubblica era stata spenta,rivendicò al suo governo la gloria di non aver pronunciato una condanna a morte e neppure un esilio,di non aver costituito tribunali speciali,di non aver sospeso giornali.
Pio IX da Gaeta aveva proposto una occupazione collettiva dello Stato pontificio da parte di Austria,Spagna,Napoli e Francia. Le prime tre potenze accettarono,la Francia assunse una posizione ambigua,sbarcando peraltro e occupando Civitavecchia.
A Roma erano convenuti per la difesa volontari di ogni parte d'Italia e d'Europa e in particolare la legione comandata da Giuseppe Garibaldi. Il 30 aprile 1849 i francesi attaccarono la città dalla parte del Gianicolo,ma vennero respinti e sconfitti. Seguirono un armistizio e trattative di pace col governo francese,mentre un esercito napoletano veniva battuto da Garibaldi a Velletri (15 maggio).
D'improvviso il generale francese Oudinot,acquartierato fuori le mura d'accordo con il governo della repubblica,dichiarò di non riconoscere la convenzione e avvertì che il 4 giugno avrebbe ripreso l'attacco della piazza di Roma. Ma all'alba del 3 attaccò a tradimento le posizioni repubblicane del Gianicolo col pretesto che queste erano fuori della piazza. Furono occupate villa Pamfili e villa Corsini,resistette la villa del Vascello (pure sul Gianicolo) e gli assalitori dovettero bombardarla fino a ridurla in rovina. Il 30 giugno anche villa Spada cadde,uccisi Luciano Manara e i suoi volontari lombardi dopo essersi battuti fin con i coltelli. Tra le vittime dell'eroica difesa anche Goffredo Mameli. Tra il 2 e il 4 di luglio i francesi occuparono il centro città i mezzo a dimostrazioni e risse con la popolazione. Garibaldi e i suoi partì per la famosa ritirata che si concluse con la morte di Anita nella pineta di Ravenna.
Beh,grazie anche a te,Petko,a un garibaldino ungherese,a un finlandese che ti sono accanto sul colle,fu scritta la storia d'Italia.
Klaudio

krassi

Messaggi 1087

Spedito - 10/12/2004 :  10:27:10
Il monumento, di qui parla Klaudio, è stato inaugurato appena una settimana prima che la Bulgaria celebri il 160-imo anniversario della nascita di Petko Voivoda - una figura prominente nella storia bulgara dai tempi della lotta per la liberazione nazionale contro gli ottomani. Il motivo di questa statua in questo posto di Roma, è che Petko era un amico di Giuseppe Garibaldi ed i due hanno combattuto insieme le battaglie per la liberazione dell'isola di Creta dai ottomani.

Nato, il 18 dicembre 1844, nel villaggio di Dogan Hissar, in odierna Turchia, Petko Kiryakov( questo è il suo nome di battesimo) ha formato un battaglione, dopo che vari dei suoi parenti furono uccisi dal bey turco locale. Nel corso di quasi due decadi ha combattuto contro gli oltraggi dei ottomani nelle Rhodopi ed in Tracia. Ed in effetti dalle parti miei ci sono moltissimi monumenti suoi ,ed ogni organizzazione dei traci porta il suo nome.

Una grande parte della vita di Petko Kiryakov non ci è stata raccontata dagli storici, ma dallo scrittore Nikolai Haitov, che ha pubblicato un romanzo,qualle successivamente diede origini ad una fortunata serie della TV.Ancora oggi è molto populare la canzone del film “ Petkole, capitanino”, e spesso le generazioni nuove associano il volto di capitan Petko con quello del attore Vasil Mihailov.

Petko era popolare fra i bulgari, i turchi ed i greci perché difendeva i diritti di tutti i poveri ed offesi. Questo Robin Hood bulgaro non si limitava ai territori bulgari, ma era desideroso di combattere per tutta la gente che soffre . In un certo senso, era il primo bulgaro che trasformò l’ideale di Europa unita in pratica

Petko conobbe Garibaldi nel 1866 ed il 60-enneGaribaldi diventò, un insegnante per il 22-enne Petko.

Garibaldi aiutò il giovane bulgaro a formare una squadra di 220 volontari, principalmente italiani,ma dopo si sono uniti anche dei rivoluzionari bulgari e greci,er condurli in Creta a combattere contro i turchi.

Purtroppo questa battaglia non ha dato i frutti sperati, malgrado il sostegno dal governo greco con armi i soldi.
Dopo avere passato un certo tempo ad Alessandria (Egitto) e Marsiglia (Francia) Petko torna in Bulgaria e continua la sua lotta fino alla liberazione.Gli anni successivi della sua vita, trascorre nella città di Varna non partecipando attivamente nella vita politica del paese. Nonostantecio’ fu arrestato parecchie volte durante il regime di Stefan Stambolov,con le accuse di essere un russofilo e persino di tramare contro il primo ministro. La polizia nel corso delle persecuzioni nella sua casa di Varna , ha sotratto dei documenti importanti ed effetti personali di Kiryakov, fra quali probabilmente anche l’ anello, regalatogli da Garibaldi.

Garibaldi aveva regalato al suo giovane amico un anello d’oro e gli aveva dato il rango di capitano.


Il capitan Petko Voivoda morì nel 1892 a Varna ed è stato quasi dimenticato. Solo grazie a Haitov e stato riscoperto al inizio dei anni 80…….
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klaudio

Messaggi 1880

Spedito - 10/12/2004 :  18:33:50
Non so perchè ma presentivo,Krassi,che lo avresti fatto e te ne sono grato. Mi ha colpito la tua osservazione che sia stato il primo bulgaro a coltivare l'idea della grande Europa vagheggiata da quell'altro grosso calibro dell'epoca che risponde al nome di Giuseppe Mazzini.
Klaudio
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krassi

Messaggi 1087

Spedito - 11/12/2004 :  14:46:37
Ma certo che scrivevo qualcosa a proposito di Petko voivoda, anche se prima mi sono dovuta un po’ documentare. Al epoca del film, ero troppo piccola e non mi ricordavo tante cose.:)) Descrivere la sua storia, la sua vita era doveroso, visto l’importanza che ha assunto questo personaggio grazie anche al monumento che gli è stato dedicato. Personaggi come lui meritano di non essere dimenticati e si come questo sito si propone come obiettivo la diffusione della cultura e della storia bulgara, credo che sia il minimo che potevamo fare.

p.s ma Silvia sapeva qualcosa di lui? Conosceva il personaggio?


Modificato da - krassi il 11/12/2004 14:48:49
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klaudio

Messaggi 1880

Spedito - 11/12/2004 :  20:16:07
Citazione:

Ma certo che scrivevo qualcosa a proposito di Petko voivoda, anche se prima mi sono dovuta un po’ documentare. Al epoca del film, ero troppo piccola e non mi ricordavo tante cose.:)) Descrivere la sua storia, la sua vita era doveroso, visto l’importanza che ha assunto questo personaggio grazie anche al monumento che gli è stato dedicato. Personaggi come lui meritano di non essere dimenticati e si come questo sito si propone come obiettivo la diffusione della cultura e della storia bulgara, credo che sia il minimo che potevamo fare. p.s ma Silvia sapeva qualcosa di lui? Conosceva il personaggio?

Modificato da - krassi il 11/12/2004 14:48:49




Si! Nonostante lei sia molto giovane. Però,sai,lei è di Varna e in questa città,a quanto ci hai spiegato,il Nostro ha vissuto gli ultimi anni della sua vita.
Klaudio
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vaniasem

Messaggi 27

Spedito - 13/12/2004 :  00:01:25
Bravi Klaudio e Krassi!
Questa si che e' gia' una discussione civilizzata, e non come le altre, poco fa lette e discusse da me e mio marito.
E poi ho potuto anche rinfrescare quel che sapevo di Kapitan Petko voivoda, come anche imparare le cose che mi erano sfuggite prima...
Ringrazio veramente di cuore ai due amici sopranominati e vado con il cuore allegerito a dormire (chi leggerebbe l'argomento per l'articolo da "Ide li.com" mi potrebbe capire).
Buona notte, cari amici.

Vania
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klaudio

Messaggi 1880

Spedito - 13/12/2004 :  21:48:49
Lieto d'incontrarti di nuovo,dopo tanto tempo,da "La passione di Cristo",mi pare.
Se tu ed altri come te faceste sentire più spesso la vostra bella presenza,qualcuno di noi si sentirebbe più motivato a trattare argomenti meno indecenti...
Cordialmente,Klaudio
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